Museo Doria: la rinascita dei fondi dopo l'alluvione - Genova

Attualità Genova Museo di Storia Naturale G.Doria Martedì 30 giugno 2015

Museo Doria: la rinascita dei fondi dopo l'alluvione

I fondi riqualificati

Genova - L'acqua arrivata fino a tre metri e mezzo di altezza, il pavimento distrutto, gli infissi divelti, e la strumentazione sommersa dal fango. È stato questo lo scenario che si è presentato agli occhi del personale del Museo di Scienze e Storia Naturale Giacomo Doria, quando, la mattina dopo l'alluvione del 9 ottobre scorso, ha varcato la porta scendendo nei fondi del Museo, dove si trovavano due laboratori e parte delle collezioni scientifiche. E se la strumentazione tecnica è andata perduta si è invece riusciti a salvare la quasi totalità della collezione scientifica, che volontari e dipendenti hanno liberato dal fango nei giorni immediatamente dopo l’alluvione.

Oggi, 260 giorni dopo quel tragico evento, i fondi sono stati completamente rinnovati anche grazie ai tanti cittadini che hanno contribuito alla sottoscrizione attivata dalla società Amici del Museo.

Ora i locali al piano interrato sono di nuovo pronti per riprendere la loro funzione. «Qui si conservano collezioni che risalgono a circa 150 anni fa - spiega il direttore Giuliano Doria - il museo è un archivio della biodiversità e in questo luogo si possono studiare e far studiare la fauna che c'era e c'è in tutto il mondo». Ma nel frattempo la vita dentro il Museo è andata avanti, il fango non ha fermato gli studi («che abbiamo continuato a fare all'ultimo piano», sottolinea il direttore) né le attività. «Il Museo, già 10 giorni dopo l'alluvione - aggiunge l'assessore comunale alla cultura Carla Sibilla - ha ospitato una conferenza internazionale di Herpetologia. Ventisei studiosi, provenienti da 6 paesi stranieri e da diverse città italiane, sono venuti a studiare le collezioni scientifiche del Museo, e solo in questi primi mesi dell'anno si sono superati i 50 mila visitatori».

I lavori, fatti con un intervento di somma urgenza, sono stati affidati alla ditta Tecnoedile di Genova, per un costo complessivo di 570 mila euro: sono stati intonacati i muri, ripristinati i 2.600 metri quadrati di pavimentazione distrutta dal fango, sostituiti i serramenti, sistemato l'impianto elettrico, e riparati i soppalchi che sono stati inseriti nei fondi dopo l'alluvione del 1992 per ospitare le collezioni, e ne è stato aggiunto uno nuovo dove troverà posto la strumentazione tecnica.

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