Teatro Genova Lunedì 23 marzo 2015

Da Paolo Rossi a Lella Costa: tutti a teatro

Paolo Rossi
© cioccolatosano.skyrock.com

Genova - Venerdì 27 marzo è la Giornata Mondiale del Teatro. Questa volta Genova non si è fatta cogliere impreparata: grazie al lavoro di coordinamento fra i teatri, a cura di Genovateatro, si è raggiunto un primo obiettivo: un unico cartellone in cui confluiscono le attività già programmate di ogni palcoscenico, per segnalare un'intera settimana di spettacoli, laboratori, incontri e visite dietro le quinte, con percorsi dedicati alle scuole in particolare, ma aperti a chiunque si senta spettatore o spettatrice curioso/a.

Intanto dal sito della Giornata Mondiale del Teatro si scopre che il discorso dell'anno 2015 è stato affidato al regista polacco Krzysztof Warlikowski: creatore e direttore artistico di Nowy Teatr di Varsavia (fondato nel 2008) - in Italia ospitato solo in una manciata di occasioni: nel 2005 e nel 2014 al Teatro Garibaldi di Palermo e a Modena nel 2011 all'interno di Le vie dei festival del neonominato Teatro Nazionale ERT (Emilia Romagna Teatro), partner del progetto teatrale europeo Prospero (accordo di cooperazione culturale nato nel 2007). Warlikowski ricorda che i veri maestri del teatro sono figure che di teatro non si sono mai occupate (The true masters of the theater are most easily found far from the stage). Sono Franz Kafka, Thomas Mann, Marcel Proust ma anche lo scrittore, saggista, e traduttore sudafricano John Maxwell Coetzee. Figure che in maniera profetica hanno saputo guardare oltre e darci oggi gli strumenti per leggere il tempo presente. Secondo Warlikowski il teatro deve servire a questo "a farci andare a curiosare là dove guardare è probito" (To peek inside where looking is forbidden).

E poi non dite che non ve lo avevamo detto. Preparatevi, perché la settimana è di quelle da non mancare e vi si chiederà di fare i salti mortali, perché resistono purtroppo alcune sovrapposizioni non felici. Voltiamo subito lo sguardo verso alcune serate proprio da non perdere - praticamente una/due al giorno.

Un progetto di danza contemporanea di portata internazionale, va in scena all'Archivolto mercoledì 25 marzo (ore 21), mettendo in relazione quanto concettualmente può esserci di più lontano: la danza e un museo. Si intitola OOOOOOO (IT) ed è la versione italiana di una coreografia di Giulio D’Anna ispirata al Museo delle relazioni interrotte (The Museum of broken relationship) di Zagabria e, come per il museo, incentrata sul tema delle relazioni fallite e su resti e rovine di traumi collettivi o individuali (il museo nasce da un'idea di due artiste croate Olinka Vištica and Dražen Grubišić). Per la versione italiana, Giulio d'Anna ha coinvolto in una co-creazione uno dei gruppi più vivaci della nostra scena contemporanea, i milanesi Fattoria Vittadini, nati nel 2009 per volontà di undici allievi del corso dell’allora Atelier di Teatro-Danza della Scuola Paolo Grassi. Un video-assaggio dello spettacolo qui.

Nella stessa sera (ahimè), sempre mercoledì 25 (ore 21), al Politeama Genovese arriva un'altra figura storica del teatro internazionale sperimentale, l'inglese Lindsay Kemp (da tempo ormai di casa in Italia) con il suo Kemp Dances. Mescolando brillantemente (fin dagli anni '70) teatro musicale, mimo, danza, con questo spettacolo, tra invenzioni e reincarnazioni, novità e rivisitazioni dei suoi pezzi classici, l'eclettico artista propone un mosaico di personaggi e racconti fantastici.

L'artista, che nella sua carriera ha attratto leggende artistiche come Nureyev (di cui divenne molto amico) e Fellini, Mick Jagger, Ken Russell, Derek Jarman, e ha avuto come allievi Kate Bush, Peter Gabriel e, soprattutto, David Bowie, non è solo in scena bensì accompagnato da David Haughton, Daniela Maccari, Ivan Ristallo e James Vanzo. Nella prima parte dello spettacolo presenta un nuovo adattamento libero della Storia del Soldato di Stravinsky, nella seconda parte alcuni pezzi classici accanto ad alcuni nuovi racconti.

Torna a Genova martedì 24 marzo (ore 21) dopo la data del 2012, tra le poche della primissima tournée, il progetto di Serena Dandini Ferite a morte, questa volta ospitato sul palco del Politeama Genovese. Come un moderno Spoon River tutto al femminile, questo lavoro porta a riflettere sul tema della violenza sulle donne e sulla sua natura trasversale che colpisce all'interno di situazioni più fragili ma molto spesso anche in quelle più consolidate dove la normalità di una coppia sembrerebbe scudo sicuro. In scena Lella Costa, Giorgia Cardaci, Orsetta De’ Rossi, Rita Pelusio. Donne che raccontano donne, attingendo dalla cronaca e da indagini giornalistiche, con grande ironia seppure in una cornice tragica e dai contorni brutali e macabri.

Alla Claque - Teatro della Tosse (ore 21.15) per la prima rassegna di teatro LGBT Occhiali d'oro, va in scena giovedì 26 marzo la drammaturgia originale di Fiona Dovo (anche interprete e regista), del Teatro delle Formiche, Per colpa di Nevio. Come di consueto, prima dello spettacolo ci sarà la presentazione del libro Resto umano, di Anna Paola Lacatena, dove si narra della trasformazione da donna a uomo attraverso esperienze difficili, tra malattia, alcol, droga. Presenta Laura Guglielmi.

Al Teatro Akropolis si apre il sipario giovedì 26 marzo (ore 21) sull'annuale festival Testimonianze ricerca azioni, alla sesta edizione, con una due giorni dedicata a un gruppo storico del teatro sperimentale italiano, i torinesi Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa. Due le produzioni in cartellone: Nel lago dei leonidalle estasi di Maria Maddalena de’ Pazzi (giovedì 26 marzo) e la sera successiva (27 marzo) uno dei titoli culto del gruppo: Loretta Strong. Venerdì 27 (ore 15.30), nel Museo di Sant’Agostino (piazza di Sarzano 35r) Maria Luisa Abate e Paolo Oricco incontrano il pubblico su Il lavoro dell’attore nella Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa: verrà tracciata la storia di questo gruppo, nato nel 1986, con un debutto in soffitta e delle molte avventure teatrali indifferenti alle mode, orientate da una fede granitica nel proprio modello espressivo, anomalo, estremo e con una memorabile connotazione visiva. Incontro a ingresso libero.

Come annuncia il titolo, Nel lago dei leonidalle estasi di Maria Maddalena de’ Pazzi, questo spettacolo recupera la vicenda di Santa Maria Maddalena, al secolo Caterina Lucrezia de’ Pazzi, che, alla fine del '500, nella clausura del convento di Santa Maria degli Angeli a Firenze, fu preda di un’esperienza estatica. Le parole della Santa, tramandate dalle monache, sono affidate nello spettacolo a Maria Luisa Abate, considerata erede femminile di Carmelo Bene, per la maestria con cui utilizza le proprie risorse vocali. Il testo originale è stato rivisto e corrotto da Marco Isidori, perché quelle parole, di oltre quattrocento anni fa, potessero diventare corpo scenico significativo per l'oggi. Dopo lo spettacolo i Marcido Marcidorjs accompagneranno il pubblico dietro le quinte per mostrare e illustrare le macchine teatrali dello spettacolo.

All'Altrove - Teatro della Maddalena arriva Finzioni in tre capitoli e una premessa, il 27 e il 28 marzo (ore 21). Regia e interpretazione di Fulvio Pepe, attore diplomatosi al Teatro Stabile di Genova, che porta in scena una riflessione sul suo mestiere, tra ricerca e comprensione della realtà. I tre capitoli si applica l’interpretazione come strumento di studio: fingere è un verbo utilizzato da attori e farabutti, perché nel suo etimo ha una duplice valenza: far credere ciò che non è presuppone un’immaginazione e, al tempo stesso, una logica per far sì che la finzione diventi credibile.

Sempre venerdì 27 marzo in unica serata, al Teatro Cargo (ore 21), arriva Mario Perrotta noto per il suo intenso monologo, Italiani Cincali, un collage di testimonianze dolorosissime sull'esperienza degli italiani nelle miniere del Belgio che è anche un documento storico sugli accordi tra governi che generarono tanta sofferenza. Perrotta torna a Genova con la prima parte del suo Progetto Ligabue, arte marginalità e follia, Un bès - Antonio Ligabue, monologo che offre un ritratto della persona prima che dell'artista, quel Ligabue vissuto ai margini della società e ostracizzato per la sua diversità - per la prima volta fu raccontato da Zavattini in uno sceneggiato RAI del 1977 con Flavio Bucci. Questa pluripremiata produzione di Perrotta (Premio Ubu 2013 - Premio Hystrio Twister 2014) in scena a Genova è la prima parte di una trilogia dedicata alla figura del pittore svizzero-emiliano che a maggio culminerà nel grande evento sul Po nel paese di forzata adozione Gualtieri con un grande evento interdisciplinare, Bassa continua Toni sul Po, che coinvolge oltre 150 artisti, tra attori, performer, musicisti, artisti, cantanti, ecc.

Di interesse per il tema di fondo, amaramente contemoraneo, e perché un testo mai rappresentato in Italia, anche lo spettacolo Hotel Belvedere di Ödön von Horváth al Teatro della Corte - dal 24 al 29 marzo (ore 20.30 feriali, domenica ore 16). Altro elemento di interesse è la regia. A portare di nuovo in scena questo autore è ancora una volta il regista Paolo Magelli, lo stesso che nel 1978 aveva presentato la versione croata di Hotel Belvedere a Roma. Ora, dopo quasi trent’anni, ci torna su e lo traduce per la prima volta in italiano.

«Premonizione degli orrori della Seconda Guerra mondiale, ma anche immagine inquietante delle anomalie della storia che stiamo vivendo» spiega il regista Paolo Magelli nelle sue note a una produzione che tra humour e violenza, mostra una sintesi di una Europa affaccendata a salvare se stessa e a distruggere gli altri, i più deboli. «Il giovane Horváth - prosegue Magelli - vedeva la cattiveria mitteleuropea radunarsi come le nuvole nere che gonfiavano il cielo del lago di Staffel (dove viveva sua madre e dove portò a termine la sua commedia) e capiva che il destino della sua Europa sarebbe stato terribile. Egli aveva compreso che dietro gli ori di Klimt e dentro gli occhi dei personaggi di Schiele c'era il vuoto e la disperazione. L’Hotel Belvedere, dove si svolge questa commedia ‘noir’, è infatti un albergo situato nella provincia prealpina bavarese, che è abitato da una popolazione europea senza speranza: intellettuali falliti, ladri di automobili, assassini, aristocratici decaduti, proletari graziati da un Dio ingiusto che sembrano usciti da un laboratorio di Wilhelm Reich». Il luogo non ha niente a che vedere con il castello viennese, «Zur schonen Aussicht significa in tedesco ‘al Belvedere’ nel senso di ‘vedere il bello’, perché è proprio entrando nel suo albergo ‘Al Belvedere’ che si entra nel ‘Malvedere”» dove vibra proprio la paura di chi, come von Horváth, aveva già accarezzato la bella Europa e sperava di poterlo farlo ancora ma capiva che non era più possile.

Al debutto mercoledì 25 marzo al Teatro Duse (ore 20.30), il Mastro Don Gesualdo di Giovanni Verga nell'adattamento di Lunaria Teatro, per la regia di Daniela Ardini. Dopo Retablo di Vincenzo Consolo, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, Lunaria Teatro continua la sua ricerca intorno alla letteratura siciliana e propone una sua lettura del classico dell’Ottocento. Conservati sulla scena i personaggi più importanti la vicenda oscilla tra il lavoro, l'avidità per la "roba" e un matrimonio combinato che porta solo solitudine. A cimentarsi con i personaggi principali della vicenda e soprattutto, con i loro caratteri, le manie, le invidie, i rancori e soprattutto il loro linguaggio, Andrea Benfante, Alberto Carpanini, e Arianna Comes. Fino al 29 marzo - domenica ore 16.

Sempre al Politeama Genovese, il 27 e 28 marzo (ore 21), torna Paolo Rossi in L'importante è non cadere dal palco: lezione-spettacolo sul meglio del repertorio dell'attore, arricchito da aneddoti che riguardano la sua vita e il suo mestiere e cosa c'è dietro ai suoi pezzi migliori. Paolo Rossi, accompagnato in scena dalle musiche di Emanuele Dell’Aquila (al suo fianco ormai da quindici anni), racconta il suo teatro e la contemporaneità nel modo irriverente, rivoluzionario, pirotecnico, incontenibile che da sempre lo contraddistingue.

Ancora un debutto, al Teatro Garage, il 28 marzo (ore 21), Ci vediamo stasera di Mirko di Martino da un'idea di Fabio Fiori (interprete e regista dello spettacolo insieme a Viviana Savà). Un progetto teatrale costruito attraverso ricerche e incontri per un viaggio tra negligenza, superficialità e profitto. La produzione della Compagnia TimeOuT dà voce alle vittime sui posti di lavoro e a coloro che restano, in una messa in scena essenziale e che alterna recitazione e passaggi visivi.

Molti gli spettacoli ancora in replica. Al Teatro della Tosse è in scena fino al 4 aprile 2015 (ore 20.30 feriali), La lezione, rilettura del testo di Ionesco di Valerio Binasco che ne cura la regia. Sul palco tre generosi interpreti Enrico Campanati, Elena Gigliotti e Franco Ravera. Domenica ore 18.30, lunedì riposo.

Proseguono fino al 29 marzo 2015, al Carlo Felice, anche le repliche dell'Opera in tre atti di Arturo Colautti, Fedora su musica di Umberto Giordano. Titolo più famoso e riuscito di Umberto Giordano, Fedora rappresenta il verismo musicale nostrano dove la melodia, appassionata e istintiva, domina tutti i tre atti, alla ricerca di una verità espressiva priva di condizionamenti. Sul palco la bella voce di Daniela Dessì, a dirigere l'orchestra Valerio Galli, mentre la regia è di Rosetta Cucchi. Orari: martedì 24 e domenica 29 ore 15.30; mercoledì 25 e giovedì 27 ore 20.30.

Tutti e tre i Feydeau ancora in scena anche al Teatro della Gioventù, diretto da Massimo Chiesa e Eleonora D'Urso. La TKC è impegnata in tripla serata, con inizio alle 19 e alle 20.45 in La mamma buonanima della signora, Pupo prende il purgante (fino al 1 aprile) e Ma non andare in giro tutta nuda. Tutte dirette da Massimo Chiesa, le tre produzioni - spettacoli del tutto autonomi - restano in scena (ad eccezione di uno) fino al 3 aprile (consultare il calendario per conoscere in quale ordine i tre spettacoli vengono rappresentati).

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Non ci resta che il crimine Di Massimiliano Bruno Commedia Italia, 2019 Coverciano era infatti il luogo ideale per un film in cui la passione per il calcio e la vittoria ai Mondiali in quell’estate italiana del 1982 - in cui Per uno scherzo del destino, i protagonisti vengono imprevedibilmente catapultati a Coverciano... Guarda la scheda del film