Teatro Genova Mercoledì 18 marzo 2015

Settimana del Teatro: un mega cartellone dal 23 al 29 marzo

Teatro
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Genova - Ecco, ci sono proprio tutti e tutte (o quasi) a Palazzo Tursi. Tutte le figure che guidano i teatri della città di Genova in una foto (vedi sotto). Dal cuore del centro storico a Brignole, da Ponente a Levante fino alle alture che si affacciano sul Bisagno. Ci sono facce note e meno note alla guida di sale piccole, piccolissime, nuove o ristrutturate e ovviamente di quelle storiche. E, siccome l'occasione è piuttosto rara, ecco immortalati i volti in un ritratto di gruppo - mancano solo Laura Sicignano (Cargo) Daniela Ardini (Lunaria) e Lazzaro Calcagno (Sipario Strappato di Arenzano).

L'idea è cavalcare l'idea che l'unione fa la forza seppur nella differenza e superando sane e malsane competizioni, oltre ad antiche credenze o incrinature. In pratica? La Giornata Mondiale del Teatro, che si celebra tutti gli anni il 27 marzo (ed è spesso passata piuttosto in sordina), è stata trasformata in una Settimana del Teatro. Dedicata soprattutto alle scuole, dal 23 al 29 marzo 2015, apre «le porte dei teatri a giovani dai 4 ai 96 anni», come sottolinea Ugo Dighero, testimonial dell'iniziativa.

Non poco, e certo centrale, il lavoro del coordinamento di Genovateatro.it, iniziativa del Comune di Genova nata nel 2011, per mettere faccia a faccia i teatranti della città e portarli con un cartellone unico sul web. Motore di tutta l'iniziativa, Teresa Sardanelli e Daniele D'Agostino, che dal 2011 siedono con i teatri a uno stesso tavolo per trovare spunti di collaborazione e mettere in atto attività congiunte. «Genovateatro non è solo un sito web - ricorda Sardanelli - ma un coordinamento tra teatri che promuove varie iniziative. Questa volta esce dal web alla grande per entrare nelle scuole e portarle a teatro per laboratori, spettacoli, incontri e dietro le quinte».

I contenuti della Settimana del Teatro? Sia di mattina che di pomeriggio e sera. Per questa prima edizione si potrà curiosare dietro le quinte della struttura ottocentesca del Teatro Modena ma anche percorrere quello del progetto del 1991 di Aldo Rossi del Teatro Carlo Felice. Si potrà gustare lo spettacolo di sand art I sogni nel vagone sui binari di Rodari alla Tosse oppure Pupo prende il purgante di Feydeau al Teatro della Gioventù.
Al Politeama si passa dall'impegno dello spettacolo Ferite a morte, scritto e diretto da Serena Dandini, alla lezione di teatro con Paolo Rossi.

Un altro laboratorio è proposto dal Teatro Cargo: costruzione di costumi di scena con materiali di recupero; e un incontro-visita-lezione al Garage guidati da Maria Grazia Tirasso. Dietro le quinte anche al Teatro Stabile dove si ripercorrono anche i 60 anni della storia del teatro con Marco Sciaccaluga e Sandro Sussi. Si incontra il teatro di ricerca ormai storico con il Teatro Akropolis, ovvero la compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa oppure si ripercorre ancora una volta la storia con Lunaria Teatro, che porta indietro al tempo della Borsa di Arlecchino e di Aldo Trionfo.

E se in scena alla Tosse si può vedere la versione di Valerio Binasco di Ionesco, si può anche sedersi all'opera con Fedora al Carlo Felice o godersi uno dei concerti della Gog per esempio quello di Matthias Goerne (baritono) accompagnato da Leif Ove Andsnes al piano. Due Musei sono anche protagonisti: il Museo dell'Attore e il Museo di Sant'Agostino.

E siccome si parla di prima edizione è inteso che si farà di questa iniziativa una preziosa abitudine già dal prossimo anno, con altre e più corpose idee e contenuti dopo questo avvio che ottimizza il lavoro già in atto di tutti. Tutta l'amministrazione comunale al completo è unanime nel sostenere, promuovere e celebrare la formula - dall'assessora alla cultura Carla Sibilla al sindaco Marco Doria insieme a Pino Boero, assessore allo Sport, scuole e politiche giovanili.

Ospitare tutte le direzioni dei teatri a Palazzo Tursi per la presentazione di questa iniziativa, per Doria vuole essere un gesto celebrativo e simbolico. «Apprezzo molto tutto il lavoro che viene fatto intorno al teatro a Genova» spiega il sindaco: «dal far quadrare i conti in un momento difficile alla fortuna di occuparsi di cose belle, vogliamo dare un chiaro segno di vicinanza, perché si senta che l'amministrazione c'è. Vogliamo sostenere la cultura».

Qualche numero intorno alle performance delle sale genovesi lo fornisce l'assessora Sibilla citando alcuni dei dati sull'andamento del teatro a Genova. «Tutti i dati ci dicono che il Teatro genovese è in salute. Vi parlo dei risultati del 2013. Per la prosa ci sono stati un totale di 360mila spettatori, il che significa che cresciamo del 32%, quando si registra un calo nazionale del 12,44%. Siamo anche bravi perché attraiamo diversi tipi di pubblico. L'offerta è anche in crescita con un +56% sugli spettacoli messi in scena. Segno positivo anche sull'occupazione che coinvolge per il 32% giovani dai 18 ai 32 anni, un dato questo importantissimo per una città che vuole vivere di cultura. Sui 5 anni, dal 2009 al 2013, inoltre, c'è stato un aumento del 31% dei biglietti venduti. Si conferma dunque l'importanza sociale educativa e di intrattenimento di una dimensione culturale che dà lavoro ma anche gioia e sollecita la creatività, dalla musica alla lirica, dal teatro di prosa a quello di ricerca, al dialettale».

Le direzioni sfilano poi al microfono prima del ritratto di gruppo per un breve messaggio per lo più augurale anche se ovviamente ognuno/a lo ha interpretato a suo modo. Laura Sicignano del Teatro Cargo dà avvio alle testimonianze: «Bellissima iniziativa, una sinergia che spero possa aiutare tutti e che lo fa in maniera equa con valorizzazione diffusa. Per le nostre proposte di laboratori, per esempio quello per la creazione di costumi di scena, sono già arrivate le prime adesioni».

Per il Teatro Stabile di Genova (nuovo TRIC), Angelo Pastore parte dal suo essere «nuovo in città» per segnalare che ha già «iniziato un dialogo con alcune realtà. Noi ci sentiamo un Teatro Stabile importante per la città e a livello nazionale - ecco l'ho detta la parola. Credo che Genova debba imparare a raccontarsi meglio al mondo. Non avevo un'idea così precisa della quantità e qualità del lavoro che si fa qui, ma dico che i numeri, se ci sono, vanno anche saputi raccontare. La nostra città offre una quantità di cose al pubblico, quindi facciamolo sapere».

Anche il sovrintendente del Carlo Felice Maurizio Roi, che è alla guida del teatro d'opera della città da alcuni mesi (settembre 2014) e viene da fuori e con piglio molto pragmatico, afferma: «questa settimana ha un senso solo se tutti i teatranti stanno assieme, ma abbiamo anche un dovere perché il teatro è un pezzo fondamentale della nostra civiltà, un modo per capire il senso della vita. Il teatro è inutile, sì inutile essenzialmente come la vita. Essendo un pezzo del nostro diritto e della nostra economia sia domestica che turistica è un lavoro che deve creare un momento di socializzazione, senza dimenticare appunto che è anche un'attività produttiva che guarda alla qualità e restituisce vivibilità. Con questa settimana comunichiamo a tutti. Io sono per la competizione, quando vado nel teatro di qualcun altro e vedo una cosa bella la copio e cerco di farla meglio. Credo che solo conoscendoci tutti meglio questo possa accadere, ben venga quindi il coordinamento».

Concorda Danilo Staiti del Politeama Genovese: «l'Identità molto precisa di ognuno fa sì che tutti insieme facciamo un grande cartellone». E così Amedeo Romeo, neoeletto alla direzione del Teatro della Tosse (nuovo TRIC): «si può lavorare bene e in competizione sana per migliorarsi a vicenda. Spero si inizi un percorso per aiutare tutta la città a frequentare di più il teatro».
Sulla stessa linea di pensiero Lorenzo Costa del Teatro Garage: «ho cominciato 40 anni fa e continuo a fare questo mestiere con piacere. Questo è un tentativo giusto, altri in passato sono falliti, spero che questa volta invece si vada avanti». Anche Mirco Bonomi del Teatro dell'Ortica si augura di vedere la seconda edizione: «un'iniziativa importante, ma è più importante che non finisca qua. Penso che ci sia il bisogno di parlarsi di più e proporre più cose insieme. Noi abbiamo abbellito il nostro spazio con dei writers, perché siamo un teatro di comunità e lavoriamo molto sul disagio. Ricordo che il 27 marzo è anche la giornata sul teatro in carcere e speriamo che il prossimo anno ci sia spazio anche per questo».

Brevissimo ma incisivo dal Teatro Rina e Gilberto Govi, è Giunio Lavizzari Cuneo, che in dialetto genovese ricorda tra le iniziative in cartellone per la Settimana del teatro le «visite all'archivio Govi in zeneize».

Offre un'altra prospettiva Pina Rando, direttrice del Teatro dell'Archivolto (nuovo Centro di Produzione) al Teatro Modena. «Non solo siamo una città con una grande offerta ma siamo la città che fa i teatri o li rifà. Negli ultimi anni sono moltissimi i teatri costruiti o ristrutturati: dalla Corte alla sala Trionfo alla Tosse, fino alla Sala Mercato accanto al Modena. Raccontiamoci come città del teatro, lavoriamoci tutti insieme».
A seguire Davide Beronio direttore insieme a Clemente Tafuri del Teatro Akropolis, uno dei nuovi teatri genovesi, collocato in un'aerea periferica della città (Sestri Ponente), ma con tutti i requisiti per ospitare tutta la variegata realtà del teatro di ricerca con una sala che ha un buio straordinario e la possibilità di adattare lo spazio e la platea in ogni direzione. Per lui «l'importante è porre un germe», ovvero puntare sull'elemento pedagogico.

Dal Teatro della Gioventù, per la TKC, Eleonora d'Urso dopo aver ricordato l'urgenza del momento («noi siamo meglio noti perché alluvionati e morosi e speriamo presto in un tavolo per una concertazione che porti a una soluzione, ma siamo anche i più giovani: sono solo tre anni che siamo a Genova»), senza nascondere la propria emozione poi rilancia: «vorrei fare una proposta: creare un pass d'ingresso gratuito per i direttori dei teatri che possano così andare a vedere il teatro di tutti gli altri. Vorrei che ci fosse non solo una giornata ma una vera conoscenza dell'altro, per riconoscere differenze e non solo».

Chiude la realtà in assoluto da meno tempo alla direzione di uno spazio anche teatrale: per Narramondo, gruppo guidato da Nicola Panelli, Raffaella Tagliabue ricorda come all'Altrove - Teatro della Maddalena «siamo tanti e ci vorrebbero tante tessere perché la direzione è condivisa tra tante associazioni. Per quella teatrale, Narramondo è alla sua seconda stagione, felicissima. Siamo la testimonianza della nascita di un nuovo pubblico: molti sono già abituati a seguire il teatro, ma anche chi non lo era si sta appassionando. Mi stupiva che non ci fosse ancora stata un'iniziativa come questa e spero sia prova generale per andare in tante direzioni più avanti».

Parole semplici e immediate per ricordare che se un settore è forte deve saperlo, e deve saper sfruttare la sua forza trovando punti di contatto e d'azione condivisa che mettano a confronto esperienze mature e non orticelli da proteggere. Chissà che una nuova stagione non sia alle porte per la scena teatrale genovese e che anche il cosiddetto piano piano non venga soppiantato da una sana accelerata che volga lo sguardo a chi da tempo fa e sta insieme per fare meglio - in Italia e all'estero.

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