Concerti Genova Magazzini del Cotone Mercoledì 11 marzo 2015

Brunori Sas: «chiacchiere e canzoni nel nuovo tour»

Dario Brunori
© facebook.com/brunorisaspage/photos

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Genova - Sabato 14 marzo (ore 21) all'Auditorium Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova arriva il nuovo tour teatrale di Brunori Sas per una preview del Festival Supernova. Il concerto si intitola Brunori Srl, una società a responsabilità limitata e presenta un Brunori tra musica, teatro e cabaret, a tratti più intimista e riflessivo ma sempre irriverente e goliardico.

«Sono chiacchiere e canzoni», racconta Dario Brunori: «quello che vogliamo offrire al pubblico è un'immagine della società contemporanea attraverso le nostre canzoni. Come già anticipa il titolo che gioca un po’ con il mio nome: sono passato da Sas (società in accomodata semplice di persone, ndr) a Srl (società a responsabilità limitata), per raccontare come la società civile si è trasformata e ampliata. Noi non siamo più troppo responsabili di ciò che ci succede: dobbiamo smettere di sentirci in colpa perché non ne abbiamo» sottolinea divertito Brunori, lasciando intendere che nelle sue parole c'è ironia e voglia di provocare.

L'intenzione è quella «di creare un legame, un mood, tra la parte musicale e quella più strettamente teatrale che si alternano durante lo spettacolo. Detto questo, ci tengo a precisare che io non so recitare e ho una dizione terribile (ride, ndr), quindi non interpreto un personaggio ma racconto dei fatti che mi riguardano inerenti alle canzoni che canto».

Essendo un tour dalla dimensione teatrale, Brunori ha deciso di levarsi qualche sfizio, soprattutto per quanto riguarda gli arrangiamenti delle canzoni: «questa è una buona occasione per eseguire dei brani che hanno un sound più consono a una dimensione intima e che raramente abbiamo proposto nei concerti in locali o club».

Ad accompagnare Dario in questa nuova e inusuale (per ora) tournee c'è la sua solita band, anche se con qualche differenza e con un elemento in più: «nel live ci accompagna Lucia Segretti, una bravissima violoncellista marchigiana che entra a far parte della nostra azienda in qualità di stagista. E siccome noi siamo aderenti a gli usi e ai costumi del mondo del lavoro italiano, lo fa gratis e non verrà pagata».

Scherza, ovviamente, Dario. Poi, durante la mia chiacchierata con lui, visto il mio grande amore per il periodo grunge e per la scena indipendente degli anni '90, non riesco ad esimermi dal fargli una domanda sulla canzone Kurt Cobain (presente nel suo ultimo album Il cammino di Santiago in Taxi). «Kurt Cobain è nata una notte, dopo che ho visto un documentario su di lui. È un pezzo che riflette su come la gente percepisca il successo in maniera positiva, realizzante, mentre spesso non è così, non risolve i tuoi demoni o le tue insicurezze e spesso ti fa sentire solo».
«Nel mio piccolo», continua a raccontare il cantautore, «quando ho scritto la canzone venivo da un periodo in cui riflettevo su questa dinamica, in cui anche io mi sentivo spiazzato dal successo che stavo ottenendo e che non era come me lo immaginavo. Per descrivere questa sensazione ho utilizzato due personaggi che hanno incarnato all'estremo questa condizione, Kurt Cobain e Marilyn Monroe».

Il titolo del brano non è passato inosservato, come spesso succede quando si toccano personaggi entrati di prepotenza nell'immaginario collettivo, e Brunori oggi qualche lieve e ironico dubbio a riguardo ce l'ha: «dovevo chiamarla Vivere è come volare (come una strofa del pezzo, ndr)», ride, «perché ovviamente ha attirato diversi malumori tra i fan oltranzisti dei Nirvana, che mi rimproveravano di non aver scritto un pezzo grunge ma una ballata sanremese». La cosa non mi stupisce più di tanto, ma da fan oltranzista del Seattle sound posso spezzare una lancia in favore del brano, che a mio modesto parere centra bene l'obiettivo.

Tornando al concerto genovese, Brunori non ha dubbi sul suo legame con la città: «a Genova ci vengo volentieri, mi sono sempre trovato bene con i ragazzi di Habanero che riescono a organizzare i concerti in maniera professionale senza scordare la dimensione umana e sentimentale. E poi il pubblico è fantastico, visto che non mi ha linciato neanche quando, durante il mio primo concerto, li ho ringraziati dell'affetto, nonostante non fossero abituati ad ascoltare i cantautori». E mentre parla, se la sghignazza di gusto.

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