Teatro Genova Teatro Instabile Mercoledì 25 febbraio 2015

Il MiBACT sceglie i teatri nazionali. Lo Stabile di Genova non c'è

Angelo Pastore, direttore dello Stabile di Genova

Genova - Martedì 24 febbraio il secco no comment di Angelo Pastore, direttore del Teatro Stabile di Genova, chiaramente segnalava una fase di consultazioni intense. In tarda serata, sempre il 24 febbraio, un comunicato diffuso dal Comune di Genova parlava dell'esclusione da parte del MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) dello Stabile dai teatri aventi titolo al riconoscimento di Teatro Nazionale.

La reazione parte dal sindaco di Genova Marco Doria, dall’assessora alla Cultura Carla Sibilla e dalla Direzione del Teatro Stabile (Angelo Pastore, ndr). Doria, Sibilla e la Direzione, prosegue il comunicato, «manifestano stupore e indignazione per una scelta che ha privilegiato valutazioni diverse e discrezionali e non i parametri storici, strutturali, qualitativi ed economici rispettati da un Teatro dal valore universalmente riconosciuto e da una Scuola teatrale che ha formato negli anni i principali grandi attori e registi attivi sulla scena nazionale e internazionale».

La risposta alla comunicazione del MiBACT è immediata e decisa a verificare nel dettaglio cosa ha portato la commissione a escludere lo Stabile di Genova dai Teatri Nazionali e a posizionarlo fra i Tric - Teatri di Rilevante Interesse Culturale. Con questo fine, si legge sempre nella comunicazione del Comune di Genova, «la Direzione del Teatro Stabile ha avanzato formale richiesta di accesso agli atti, per meglio comprendere le motivazioni che hanno determinato la decisione e valutare nel merito una situazione che non può essere accettata passivamente».

Finalmente disponibile, chiaramente sotto pressione, Pastore dichiara senza mezzi termini: «È una decisione ridicola, grottesca, scandalosa. Si tratta di scelte geopolitiche che non tengono conto dei programmi. Genova come città, non solo il suo teatro, è stata penalizzata e tenuta in nessun conto. Continuo a ricevere telefonate da tutta Italia che sono di totale stupore. Tutti mi chiedono: ma cosa è successo, che cosa avete fatto?».

Quando parlate (insieme con il sindaco e l'assessore) di scelta che ha privilegiato valutazioni diverse e discrezionali a cosa vi riferite?
«Prima ci hanno spiegato che saranno rigorosissimi, che ci saranno pochissimi Teatri Nazionali, e poi ne nominano sette? Con fusioni nate ieri, mentre qui a Genova c'è un teatro con una storia, una competenza, una professionalità che vengono da lontano. E allora perché non farne 8? Questo è uno schiaffo alla città che non è tollerabile».

Crede che tra i 7 nuovi Teatri Nazionali ci sia qualcuno che doveva restare escluso?
«Se ne avessero fatti due o tre, sarebbe stato chiaro per tutti. Ora però vedere che la Toscana, che non è un Teatro Stabile e ha fatto una fusione di recente, figura tra i Teatri Nazionali; oppure vedere nell'elenco Napoli, che non aveva né una scuola né un dipendente, e che ha fatto tutto negli ultimi mesi: non a caso ne è seguito uno scandalo. E ancora il Veneto, altra fusione dell'ultima ora. È davvero come prendere un pugno nello stomaco per noi delle Stabile di Genova, e ora abbiamo bisogno di assorbire il colpo. Devo dire che sono senza parole».

Che cosa vi proponete di fare? Agirete di concerto con Comune e Regione?
«Chiederemo gli atti e poi valuteremo. Ci sarà senz'altro un'interrogazione parlamentare. L'onorevole Mara Carocci ne parlava stamattina e si stava attrezzando. E penso e spero che anche la città tutta si ribelli. Noi proseguiremo nel nostro lavoro e stupiremo il mondo con la prossima stagione. Agiremo come se fossimo un Teatro Nazionale di fatto».

Intanto i lavori della Commissione Consultiva Teatro del MiBACT proseguono e, dopo aver vagliato le 10 domande pervenute per la nomina a Teatro Nazionale, ora si tratta di valutare quelle per i TRIC, che sarebbero un po' più di 30. Rispetto allo scorso anno, quando i soggetti finanziati dal FUS sono stati circa 370-380, pare che complessivamente le domande arrivate quest'anno siano di più, ma stiano comunque dentro le 500 in totale.

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