Teatro Genova La Claque - Teatro della Tosse Venerdì 23 gennaio 2015

Occhiali d'oro, il teatro Lgbt arriva alla Claque

'Metafisica dell'amore', compagnia Le Brugole

Genova - Per natura il teatro è travestimento. Mettersi i panni degli altri, nei panni degli altri o uscire dai propri per creare un'esperienza che possa arrivare a una vasta collettività umana, sollecitando dubbi, riflessioni, emozioni e molto altro è il mestiere di chi va in scena. Stimolare l'immaginazione scovando storie o inventandole per rimontarle e renderle uniche è l'arduo compito di chi fa regia. Aprire lo spazio a realtà diverse è quanto spetta a chi cura la direzione artistica dei palcoscenici per renderli luoghi unici e inclusivi per forme varie di spettacolarità e intrattenimento.

Al Teatro della Tosse, Emanuele Conte continua ad aprire la programmazione delle sue sale e a rivedere la direzione artistica innescando una serie di collaborazioni e ripetendo, non solo a parole, il messaggio: «La Tosse è ancora il teatro di tutti». Non uno slogan dunque - buono solo per il lancio di una stagione - ma un'idea su cui rinnovare la Tosse, ormai da tempo in atto e di cui è un valido esempio La Claque, curata e diretta artisticamente da Marina Petrillo.

La novità questa volta è Occhiali d'oro, una nuova rassegna teatrale a tematica omosessuale, fatta di spettacoli e presentazioni di libri intorno al tema Lgbt, che andrà in scena dal 29 gennaio al 16 aprile 2015 alla Claque.
Per sottolineare l'originalità e unicità della proposta, Petrillo ricorda che «sono solo tre le rassegne in Italia sul tema: Garofano verde. Scenari di teatro omosessuale, a cura di Rodolfo Di Giammarco, la più longeva, ormai alla ventiduesima edizione, è nata a Roma nel '93. Le altre due sono a Milano: Illecite visioni, curata dal Teatro dei Filodrammatici, alla sua terza edizione nel 2014, oggetto di particolare attenzione per una forte polemica nata intorno alla presenza di uno spettacolo per bambini nel cartellone. La terza, quella del Teatro Libero, Liberi Amori Possibili. Tutte sopravvissute all'edizione numero zero, come ci auguriamo anche la nostra».

In realtà altre città si sono mosse negli ultimi anni: a Torino, per esempio, tra il 2012 e il 2013 è nata Va tutto bene Madama la maschera? presentata come rassegna nazionale di teatro Lgbt a cura di tre diverse realtà: l’associazione culturale Thealtro, il Teatro Araldo di Torino e l’associazione culturale Barbari Invasori. A Firenze, tra il 2007 e 2008, il Florence Queer Festival ha cominciato timidamente a inserire anche il teatro in una programmazione prevalentemente legata a cinema e video, ma anche a fotografia e libri.

Resta il fatto che poche sono le occasioni e gli spazi di espressione, dibattito, riflessione e sensibilizzazione intorno alle tante questioni di genere che restano insolute e quindi la necessità di una nuova iniziativa non sfugge a nessuno. A ricordarcelo è il presidente dell'Arcigay di Genova Claudio Tosi che, insieme a Domenico Lazzaro, Marta Traverso e altri/e, ha lavorato al progetto Occhiali d'oro all'interno del comitato territoriale Arcigay Genova Approdo - Ostilia Mulas (nel novembre 2014 intitolato a Mulas, femminista scomparsa nel giugno 2014 che si è sempre battuta per il rispetto dei diritti delle persone) ottenendo il patrocinio del Comune di Genova.

«La lotta per i diritti è ancora in corso e l'Italia è il fanalino di coda nel mondo occidentale» aggiunge Tosi. «Proseguire la discussione attraverso la narrazione di storie personali ci sembra un ottimo modo per andare avanti in una città come Genova che in Italia ha saputo trattare il tema e aprirsi. Nel 2009 il Gay Pride è stata una sorpresa enorme: tutti i genovesi sono scesi in strada, tutti si sono schierati dalla nostra parte. E se anche l'Italia resta indietro rispetto alla questione in Europa e nel mondo, Genova è la città in cui non ci sono gravi casi di omofobia come in altre parti di Italia. Il lavoro che facciamo con l'associazione Approdo parte dall'accoglienza degli adolescenti per occuparsi dei diritti delle persone Lgbt a trecento sessanta gradi e quindi perché non lanciare anche un progetto artistico con una rassegna».

Il titolo che abbraccia il mini-cartellone con quattro appuntamenti rimanda al libro di Giorgio Bassani, Occhiali d'oro, che racconta di un ragazzo ebreo e della sua amicizia con un medico omosessuale, in epoca fascista.

L'avvio dell'iniziativa nella settimana in cui cade il Giorno della Memoria, non è dunque una scelta casuale e si riallaccia anche ad un'altra iniziativa di Arcigay Genova. «L'anno scorso - prosegue Tosi - avevamo curato Omocausto: una mostra di arte contemporanea alla Commenda insieme a molte altre realtà genovesi per raccontare la deportazione degli omosessuali attraverso le emozioni create dal lavoro di artisti di oggi. Non esistono documenti infatti ma la Storia ci racconta che proprio Berlino fu teatro di una delle più violente violazioni, dopo che a partire dal 1922 la capitale tedesca si era aperta alla comunità omosessuale in modo deciso con la nascita di moltissimi locali dedicati».

Entrando più nel carattere di queste quattro giornate su cui ruota l'evento, Tosi sottolinea: «La rassegna è molto al femminile. Si parla molto dell'omosessualità femminile, spesso quella meno visibile e forse ancora più minacciata. Sul punto di incontro della discriminazione di genere, il tema si allarga al femminicidio che ci sembrava necessario includere».

Giovedì 29 gennaio (ore 21.15) il primo spettacolo della compagnia Cervelli in Tempesta: Bent. Ambientato nella Berlino nazista, il testo di Martin Sherman è incentrato proprio sulla deportazione degli omosessuali in una città che di colpo si trasforma brutalmente. «Da questo testo teatrale - ricorda Tosi - è stato tratto anche un film che in Italia però non è mai arrivato. Tra i protagonisti anche Mick Jagger nel ruolo di drag queen». Prima dello spettacolo, come per tutti gli appuntamenti, la presentazione di un libro sempre su tematiche Lgbt: la prima sera (ore 20), quello di Stefano Paolo Giussani, L'ultima onda del lago.

Secondo appuntamento giovedì 12 febbraio con Metafisica dell'amore delle Brugole di Milano (compagnia fondata nel 2009), spettacolo vincitore del premio Scintille di Asti. Prima dello spettacolo tocca al libro di Emilia Marasco, Verso Sud, raccontare un'altra storia ancora: quella di due donne in viaggio.

Al terzo spettacolo, il monologo Per colpa di Nevio con Fiona Dovo, del Teatro delle Formiche di Genova viene affiancata la presentazione del libro Resto umano, di Anna Paola Lacatena, dove si narra della trasformazione da donna a uomo attraverso esperienze difficili, alcol, droga, e una il tumore. Appuntamento per giovedì 26 marzo.

Sul quarto e ultimo spettacolo Studio per un collettivo drag king del Kolletivo King di Milano, in scena lunedì 13 aprile, Tosi interviene brevemente: «un drag king è una persona (non necessariamente uomo o donna) che si veste da uomo evidenziando degli aspetti tipici per esplorare appunto il mondo maschile. Lo spettacolo prevede la partecipazione di persone dal pubblico, invitate a seguire un laboratorio nella giornata del 12 aprile per poi entrare in scena con la compagnia. Più che uno spettacolo è un ragionamento su di sé . La compagnia è costituita da un gruppo di donne ma il laboratorio è aperto anche a uomini».

Portando in scena storie vere, per continuare a lottare per i diritti Lgbt, la rassegna mira a un'ampia sensibilizzazione e a dare un seguito a questo numero zero dell'iniziativa.

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