Mostre Genova Museo di Villa Croce Venerdì 14 novembre 2014

Goldschmied e Chiari portano Villa Croce in un'altra realtà

Goldschmied e Chiari
© Luca Giarola / mentelocale.it
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Genova - Vagando per le sale di Villa Croce, è alta la probabilità di rimanere smarriti tra i volti ondulanti di John e Robert Kennedy, Pier Paolo Pasolini, Martin Luther King, Aldo Moro, Nelson Mandela, Salvador Allende e altre decine di personaggi della politica e della cultura del secondo Novecento.
I loro sguardi ti fissano tra nuvole di fumo, poi volgono altrove. Muoversi o restare immobili, poco cambia: in uno straniante e perpetuo gioco di luci e specchi, può capitare di incrociare gli occhi di chiunque. E anche di ritrovarsi faccia a faccia con se stessi, impietriti da tanto sconcerto.

È l'installazione Hiding the Elephant, che il duo Goldschmied e Chiari (alias Sara Goldschmied e Eleonora Chiari) porta a Genova nell'ambito della mostra La democrazia è illusione, allestita dal 14 novembre 2014 al 15 gennaio 2015 al secondo piano del museo d'arte contemporanea. Curata da Ilaria Bonacossa, è realizzata in collaborazione con il Centre d'Art Contemporain Passerelle di Brest, in Francia.

Le cento sagome sospese ritraggono personaggi morti o scomparsi in circostanze poco chiare negli anni della Guerra Fredda. «Siamo rimaste impressionate da una mostra sul mago Houdini che abbiamo visto a New York», spiegano Goldschmied e Chiari, «e abbiamo pensato che i trucchi degli illusionisti potevano corrispondere alle oscure dinamiche dei servizi segreti occidentali che per anni hanno dirottato la prospettiva politica e sociale della gente». Il percorso dell'installazione - il cui titolo è ispirato alla performance in cui Houdini nel 1918 fece scomparire un elefante di fronte a migliaia di persone - è sviluppato in tre sale: «figure che si rispecchiano in altre figure ed effetti di luci che, come in una lanterna magica, fanno perdere il senso della prospettiva», commentano le due artiste.

Per un veloce ritorno alla realtà è sufficiente spostarsi nella quarta sala in cui è allestita la mostra. «Qui lo stesso concetto è espresso a un livello più formale», spiegano. Al centro del pavimento di legno si stagliano tre scatole magiche, ricostruite in noce per l'occasione «per scoprire, decostruire e ricostruire la realtà». Sulle pareti, spiccano invece una serie di collage e gli inquietanti Medusa Mirror, pannelli riflettenti e fumosi «in cui l'immagine cambia a seconda del taglio della luce, per specchiarsi con l'opaca verità della storia».

«Ci ha molto colpito l'effettiva collaborazione tra maghi e servizi segreti occidentali in importanti operazioni militari», affermano Eleonora e Sara: «come l'illusionista Jasper Maskelyne, che durante la Seconda Guerra Mondiale fece sparire il Canale di Suez dai mirini tedeschi grazie a giochi di luce e a un dispositivo in specchio accecante».
Per raccontare ironicamente gli inganni della storia, Goldschmied e Chiari hanno scelto di trasportare il pubblico genovese in un'altra dimensione, e la cosa è chiara fin dall'inizio: l'enorme scritta a specchio La démocratie est illusion posizionata sullo scalone monumentale di Villa Croce è quasi «un buco su un'altra realtà».

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