Outdoor Genova Stadio Luigi Ferraris Lunedì 10 novembre 2014

Sampdoria‑Milan 2‑2: un pareggio che sta stretto ai genovesi

Sampdoria-Milan: l'esultanza di Stefano Okaka
© Foto Pegaso
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Genova - Alla fine della partita tra Sampdoria e Milan - nella serata di sabato 8 novembre - la sensazione è che il punto lo abbia guadagnato il Milan e i due lasciati sul campo siano della Samp. Senza il fallo di Mesbah – scivolata con tocco di mano galeotta, che vale il rigore del pareggio alla banda di Inzaghi – la gara avrebbe celebrato i blucerchiati e precipitato il Milan. Il 2-2 finale resta comunque il frutto di una bella gara - giocata senza risparmio dai ventidue in campo.

Inzaghi arriva a Marassi con un modulo che rinuncia alla Torre(s) e valorizza un centrocampo nel quale De Jong respinge la Samp e avvia l’attacco rossonero. Un gigante. Il gol – un gioiello di El Shaarawy – nasce proprio dai piedi dell’olandese, che stoppa Eder e apre al Faraone, che infila la rete doriana con un elegante tiro a girare che invia la palla là dove Romero non può arrivare.

La prima parte della gara premia i rossoneri, tanto che la Samp appare poco dinamica. «Merito degli avversari», sentenzia Mihajlovic a fine gara. Un tecnico provinciale recrimina per supposti torti, mentre uno capace comprende i limiti a cui è stato esposto e reagisce. Orsato non era in serata di grazia, è vero, ma le lamentele di Inzaghi - unica stecca di una serata in cui l’ex attaccante campione del mondo ha mostrato la sua preparazione - suonano un po’ stonate e ingiustificate da quanto raccontato dal campo.

La Samp, sotto di un gol, prende le misure al Milan e cresce; Okaka recrimina per un fallo in area di Rami, ma alla fine del primo tempo mette comunque il suo sigillo. Eder strappa un pallone a Mexes e propone a Gabbiadini, che mette in mezzo per l’ex gialloblù. Il gigante blucerchiato anticipa Bonera – pessima la sua gara - e riporta la gara in parità. El Shaarawy è il pericolo pubblico numero uno, ma è la Samp a imporsi nella seconda frazione e a far saltare il tavolo e i nervi a Galliani.

Gabbiadini, Obiang e Eder mettono il sigillo sul il 2-1, che è conseguenza diretta di un dominio che illude i tifosi. Il Milan è nervoso, alle corde e non riesce a reagire. Ma alla Samp manca il colpo del ko. Quando sembra imminente la capitolazione, il Milan reagisce. E segna. El Shaarawy con un cross trova il braccio di Mesbah. Rigore tanto solare quanto ingenuo, che Orsato decreta e Menez realizza. Il resto della gara è quasi un’accademica partita di scacchi tra due tecnici.

Un Mexican Stand Off - avete presente lo stallo delle Iene di Tarantino - nel quale entrambe corrono il rischio di vincere, entrambe potrebbero perdere. Al Milan elegante - nel quale brillano Bonaventura e l’ex genoano - ha risposto una Samp che sa rispondere al lignaggio con il sacrificio - e nella quale le cui qualità dei singoli mano a mano si fanno evidenti anche al Ct azzurro Antonio Conte, presente in tribuna. Il ciclo di ferro - nel quale la Samp ha affrontato Roma, Inter, Fiorentina e Milan – ha raccontato di cinque punti conquistati, ma soprattutto che la Samp non sfigura contro squadre meglio attrezzate.

Il solo sigillo che manca a Mihajlovic e i suoi ragazzi è la vittoria contro una grande, ma quella che appare come una priorità per i tifosi non lo è necessariamente per il Mister: «Una squadra che negli anni scorsi faticava a restare in serie A – ricorda a palle ferme - oggi gioca alla pari contro le grandi del campionato». Vincere contro squadre di vertice può essere caso fortuito o conseguenza della crescita di una squadra. Sinisa non disdegna il primo caso, ma insegue il secondo: «Oggi - aggiunge – avremmo potuto vincere o perdere, ma non è il risultato a contare, bensì la certezza di aver giocato alla pari con un buon Milan». Mihajlovic ha anche parole di elogio per i suoi ragazzi: «Quando non sono contento per le loro prestazioni, lo sottolineo; oggi non posso rimproverare nulla alla squadra».

Al ritorno dalla sosta avrà un’ancora maggiore consapevolezza: abitare la casella del quarto posto potrebbe piacere ai blucerchiati, tanto da iniziare a pensare a come arredarla.

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