Weekend Genova Giovedì 30 ottobre 2014

Dove raccogliere castagne? Escursione nei boschi della Valle Scrivia

La castagna, regina dei boschi e delle tavole
© Enrico Bottino
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Genova - In Liguria esiste una grande cultura. Vive celata nei boschi, scaldata nei seccherecci, nutrita nelle macine, saggiata sulle tavole: è la civiltà della castagna, custode di riti e consuetudini che sopravvivono all’incalzare del tempo. Se ieri l’albero del pane era coltivato per sfamare, per riscaldare, per medicare, per conciare le pelli, oggi rappresenta una grande risorsa per la valorizzazione delle peculiarità gastronomiche ed ambientali del territorio.

Le passeggiate nella penombra dei castagneti e lungo antiche mulattiere, la scoperta dei mulini dove si celebra il connubio tra l’acqua e la castagna, sono solo alcuni dei motivi per scoprire e ammirare le valli interne della Liguria. Il messaggio è chiaro: percorrere i sentieri vuol dire apprezzare non solo quello che la natura ci mostra in superficie ma anche quello che nasconde dietro le cascine, gli essiccatoi, le carbonaie e i casoni abbandonati, tutte quelle timide tracce dell’antica civiltà contadina.

In fin dei conti la stagione è quella giusta per indossare gli scarponi e passeggiare alla ricerca di funghi e castagne, prodotti del sottobosco che devono essere raccolti con cura, a mano, senza distruggere l’ecosistema; sono loro i simboli di una vita di stenti e povertà, oggi amati e ricercati dalla gente più per passione che necessità. Oltre al consumo fresco, le castagne vengono trasfor­mate in una farina molto nutrien­te ed energetica - tipica della cucina povera del bacino mediterraneo - utilizzata per ottenere specialità che si possono gustare in occasione delle tante sagre tradizionali organizzate nei borghi dell’entroterra ligure. Le soste di piacere in ristoranti, trattorie e aziende agrituristiche rappresentano solo uno dei motivi per seguire le tracce dell’antica civiltà contadina nei boschi dell’Appennino che, diciamolo pure, andrebbero preservati e curati meglio.

L'itinerario - Anello del Monte Reale

Località di partenza e arrivo: Le Cascine, Ronco Scrivia
Difficoltà: E
Dislivello:
530 metri
Tempo di percorrenza:
3 ore

L’itinerario si sviluppa all’ombra dei castagneti dove il frutto rappresentava una voce importante dell’economia contadina. Documenti del ’500 rinvenuti nei comuni di Fiaccone e Busalla stabilivano regole per l’innesto di castagni selvatici e la cura dei boschi. Da località Le Cascine (m 420), presso Ronco Scrivia (dalla stazione ferroviaria calcolare una ventina di minuti in più per accedere a piedi al piccolo nucleo di case), l’escursionista segue inizialmente la sterrata (segnavia due triangoli gialli), presto abbandonata per un sentiero che dopo una cappella votiva interseca nuovamente la strada.

Nella penombra del castagneto, ormai inselvatichito, si prende quota fino a guadagnare la cima del Monte Reale (902 m) dove sorge il Santuario di NS della Bastia.

Tornando sui propri passi, a breve si prende a sinistra il nuovo sentiero per Minceto (segnavia tre pallini gialli) che perdendo quota lungo la Costa del Cascione passa sotto a una guglia di puddinga. Giunti al bivio, ormai prossimi alla Cappelletta di NS Regina della Guardia (1894), si intravedono le prime abitazioni di Minceto dove è possibile dissetarsi presso una fonte (segnavia doppia X gialla). La piccola frazione costituisce uno dei tanti esempi di borgo agricolo dell’Alta Valle Scrivia.

Dopo 500 metri, in corrispondenza del primo tornante, si tralascia la strada asfaltata per una vecchia carrareccia che collega Minceto con Malvasi. La pista è larga e si sviluppa in piano, lungo la Costa della Bandia, all’ombra dei castagni che non impediscono interessanti scorci su Ronco Scrivia. Guadato un ruscello si giunge a Malvasi (m 380), si superano le prime case e presso il civico nr 17 inizia una breve salita che termina alle Case di Matteo (m 455).
Intersecato il sentiero con la doppia X gialla, voltando a sinistra, si raggiunge la località Le Cascine.

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