Teatro Genova Giovedì 23 ottobre 2014

Un direttore per lo Stabile: oltre 80 candidature

Genova - Eugenio Pallestrini, presidente del Teatro Stabile di Genova, si dice pienamente soddisfatto: «È stata grossa la partecipazione. Ha molto contribuito far girare la voce negli ambienti teatrali, anche attraverso i vari canali della rete. E ne sono felice, perché fin dall'inizio non volevo che, in nessuno modo, la scelta del nuovo direttore del teatrosi trasformasse in una cosa privata».

Sono «più di 80 le domande pervenute. Mi hanno detto che alcuni partecipanti vengono anche dall'estero», prosegue Pallestrini che oggi, giovedì 23 ottobre, siederà in consiglio di amministrazione per avviare i lavori sulla nomina della commissione che valuterà i curricula con gli altri componenti del CdA: il presidente della Porto Antico Ariel dello Strogolo (nel CdA dello Stabile dal 2011), il direttore di Palazzo Ducale Luca Borzani (in carica nel CdA dello Stabile dal 2011), Piero Lazzeri (nel CdA dello Stabile dal 2000) e la vice-presidente dello Stabile Carla Olivari (nel CdA dello Stabile dal 2011).

Lunedì 20 ottobre è scaduto il bando per diventare nuovo direttore del Teatro Stabile. Ora tutta l'attenzione è puntata su chi sarà chiamato/a a vagliare i curricula delle candidature pervenute. «Vorrei che avessimo davvero il tempo per cui ciascuno possa offrire un suo contributo, così che la scelta dei componenti della commissione sia frutto di discussione, come è avvenuto per il bando». Ma quanti saranno poi questi commissari? Sul bando all'articolo 5 si legge: una Commissione non superiore a 5 componenti. Ma quindi è possibile che siano anche meno? «No, penso saranno proprio 5. A loro spetterà dare l'idoneità a non meno di 4 candidati. Il consiglio poi esercita il suo diritto/dovere sulla scelta». È quindi legittimo immaginare che le idoneità siano anche più di 4 tra gli ottanta curricula.

Sono in molti a chiedersi se Carlo Repetti, attuale direttore artistico dimissionario del teatro, affiancato in questi dal regista Marco Sciaccaluga, co-direttore, siederà in commissione. Risponde Pallestrini: «Non credo. Seppure penso che sarebbe del tutto legale e anche legittimo. Era questo un suo desiderio espresso inizialmente, certo dettato dal suo essere tanto affezionato al teatro. Poi però, dato anche quanto emerso negli ultimi mesi da varie riflessioni circolate, anche in rete, prevarrà una scelta legata a ragioni di opportunità. Vogliamo far bene, vogliamo essere al di là di ogni sospetto». I nomi dei 5 componenti della commissione dovrebbero essere noti nel giro di una settimana, al massimo dieci giorni, ma Pallestrini non crede che verrà organizzata una conferenza stampa.

Il silenzio sui nominativi delle candidature è legato a una precisa clausola del bando, l'articolo 10, dove si garantisce la massima riservatezza sulle candidature pervenute e si aggiunge come anche a fine lavori tutti i dati e le informazioni saranno accessibili esclusivamente ai soggetti direttamente coinvolti nella selezione (Commissione di esperti e Consiglio di Amministrazione del Teatro) non saranno comunicati a soggetti terzi diversi da quelli indicati e saranno cancellati e non più trattati al momento della nomina del nuovo Direttore.

Una solerzia davvero specialissima in materia di privacy, che Pallestrini motiva così: «Si tratta di rispettare la legge sulla privacy, ma direi che l'attenzione va anche alla protezione proprio di chi fa domanda e vuole salvaguardare l'attuale postazione di lavoro. Quindi era intesa anche a favorire una più ampia partecipazione».

I tempi di lavoro sono stretti, anche perché, oltre alla nomina del/la nuovo/a direttore/a del Teatro Stabile, c'è un'altra questione da risolvere: in previsione di sottoporre la candidatura del Teatro Stabile di Genova a Teatro Nazionale, secondo il nuovo decreto ministeriale (G.U. n.191 del 19 agosto 2014) che ha stabilito e regola i nuovi criteri per l'erogazione e le modalità per la liquidazione e l'anticipazione di contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo (FUS), di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163.

Cosa manca dunque? «Tutto è complicato dalla Provincia e dalla sparizione di questo ente, che è tra i soci fondatori dello Stabile e a cui corrisponde una quota di finanziamento. Quindi bisogna che si esprimano gli altri soci fondatori per decidere chi subentrerà. Certo è che ci sono state alcune variazioni alla legge Franceschini e restano sfumature da interpretare, ma c'è una chiara indicazione nell'individuare il successore tra gli enti locali». E quindi quali enti sono, secondo lei, tra i candidati a questa posizione lasciata vacante dalla Provincia? «Direi senz'altro la città metropolitana». E la Fiera? «Sì, forse questo però esula dalle mie competenze e dalla mia possibilità di intervento. La decisione spetta ai soci fondatori. Innegabile che si tratti di una decisione molto importante e che dobbiamo risolvere».

Altra domanda irrisolta: quale ruolo spetterà al regista Sciaccaluga, attuale co-direttore? «Sciaccaluga è certamente una delle colonne portanti del nostro teatro, è una personalità dal valore indiscusso, però è il direttore che sceglie il suo condirettore. Quindi spetterà a chi subentra fare la scelta e il CdA non può imporla da statuto, anche perché sarebbe assurdo costringere alla collaborazione».

Il toto nomi è diventato ormai un tormentone. Qualcuno/a è stato erroneamente incluso/a tra le candidature altri/e non sono mai stati menzionati/e. Eppure ci sono figure che hanno tutte le caratteristiche per sfidare i concorrenti anche se sono sfuggite all'appello fino ad oggi. Tra queste almeno due, molto diverse tra loro: Fabrizio Arcuri e Maria De Barbieri. Il primo, oltre a essere regista, autore e coreografo, è: fondatore, direttore artistico e regista di tutte le produzioni della compagnia Accademia degli Artefatti; co-direttore artistico del Teatro della Tosse di Genova per il triennio 2011 - 2013 e consulente alla programmazione per il 2014/15; dal 2009 al 2012 è stato curatore di Prospettiva, festival internazionale per lo Stabile di Torino; dal 2009 al 2014 è regista del Festival Internazionale delle Letterature di Massenzio a Roma; dal 2006 è direttore artistico del festival Short Theatre (Roma). La seconda, come molti sanno, ha lavorato al fianco della direzione artistica di Tonino Conte e Emanuele Luzzati, dando supporto sia per la programmazione, sia svolgendo funzioni di responsabile delle relazioni esterne e, in alcuni momenti, occupandosi dell'ufficio stampa del Teatro della Tosse dal 1979 al 2007.

Tra chi non si è candidato, ma ha visto comparire il suo nome in più di un'occasione, il regista Valerio Binasco, che ha parole dure rispetto all'intero operato dello Stabile fino ad oggi, ma anche rispetto al bando: «Smentisco assolutamente di aver partecipato al bando per la nomina del nuovo direttore del Teatro Stabile di Genova. Non avrei mai partecipato a un bando di questo tipo e la ragione è molto semplice: il bando esclude persone come me in partenza. Non mi pare quindi di potermi presentare là dove cercano un manager. La figura del manager non esiste in teatro, esistono persone di teatro, che sappiano gestire il budget e il rapporto numerico fra teatro e spettatori. La mia proposta artistica poi sarebbe in totale rottura con la direzione di Carlo Repetti».

Binasco è sorpreso che ai candidati non sia stato richiesto un progetto e auspica un nuovo corso per lo Stabile genovese: «All'interno del Teatro Stabile ci sono già figure che potrebbero esprimere una buona leadership. E se si pensa che io alluda a Marco Sciaccaluga, è proprio così».

Se la cultura è un settore industriale in Italia - e lo è - allora forse l'attenzione sulle trasformazioni che sono in atto nei teatri Stabili italiani dovrebbe occupare tutte le prime pagine anche degli organi d'informazione specializzati in materia economica. Forse superare il concetto di informazione a livello locale potrebbe restituire una mappatura di chi fa cosa nei maggiori centri di produzione e distribuzione artistica italiani (vedi nostra intervista a Donatella Diamanti a Cascina e a Roberto Alajmo al Biondo di Palermo) accanto ai Teatri dell'Opera e alle realtà museali. Tuttavia le diatribe che si consumano nel mondo della cultura in Italia spesso soffrono decisamente di un atteggiamento troppo sportivo da parte dei cittadini - si lascia che le cose accadano - e d'altra parte si consumano in dinamiche spesso sfuggenti che mostrano percorsi anche molto difformi all'interno delle istituzioni pubbliche, che sono soci fondatori.

Di questo e della questione dello Stabile si parlerà in un dibattito pubblico, aperto a tutta la cittadinanza oltre che agli operatori culturali e del settore, dal titolo Quale Teatro Stabile per la città? Dite la vostra che si terrà lunedì 3 novembre 2014, presso la Galleria Ghiglione, alle ore 18: partecipano, dopo i saluti dell’assessora comunale Carla Sibilla, il direttore cultura del Comune di Genova Guido Gambino, i rappresentanti del mondo accademico - i professori Eugenio Buonaccorsi e Franco Vazzoler - e della stampa locale.

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