Attualità Genova Martedì 16 settembre 2014

English‑Speaking Union: cultura e amicizia, parlando inglese

Genova - L'associazione britannica English-Speaking Union (Esu), nata nel 1918 per promuovere cultura, comprensione internazionale, amicizia e competenze tra studenti e studentesse tra i 16 e i 20 anni attraverso la lingua inglese, ora ha tra i suoi affiliati anche l'Italia.

L'iniziativa è partita da Genova, e in particolare da Aldo Narducci e un gruppo di collaboratrici e collaboratori da tempo attivi nell'organizzaione. Esu-Italy, ente internazionale senza scopo di lucro con fini educativi, promuove il public speaking, cioè l'oratoria attraverso l’uso della lingua Inglese, e investe energie ad ampio spettro su programmi educativi, formativi e culturali, oltreché attivare ogni anno una serie di iniziative a supporto di quelle competenze, anche definite soft skills, che rendono un discorso più interessante attraverso la personalità e l'estro di chi parla e che possono essere testate nell'annuale International Public Speaking Competition, che coinvolge oltre 40.000 studenti e studentesse da oltre 50 paesi.

Dopo l'ingresso dell'Italia in Esu dello scorso novembre 2013, giovedì 18 settembre, alle 11.30, nell'Aula Magna dell'Università di Genova, si terrà la presentazione ufficiale di Esu-Italy ai delegati di tutto il mondo (tra cui rettori, consoli, ambasciatori, imprenditori provenienti dalle diverse sedi di Esu). Saranno presenti delegati da Inghilterra e Galles, America, Francia, Russia, Ukraina, Georgia, Nuova Zelanda, Giappone, Cina, Romania, Albania, Finlandia, Danimarca, Australia, Malaysia, Yemen, Canada, Portogallo, Turchia, Lituania, Isole Mauritius e Bulgaria.

I delegati arriveranno in città già il giorno 17 e resteranno a Genova fino al 21 settembre, dopo la presentazione ufficiale di Esu-Italy si svolgerà infatti la riunione annuale dell'ente 2014 International Council meeting.

Per ora al centro degli obiettivi di Esu-Italy ci sono la sensibilizzazione e la diffusione dell'annuale International Public Speaking Competition, che porta un/una candidata/o a Londra per una settimana a metà maggio a confrontarsi con altri giovani intorno a un tema. Immagination is more important than knowledge è stato il tema dello scorso anno; quello nuovo sarà reso noto sul sito a partire da novembre.

Eleonora Marocchini ha partecipato due anni fa: «Inizialmente la selezione per accedere all'evento di Londra era gestita dalla scuola Wall Street, quindi i partecipanti erano quasi esclusivamente genovesi. Da quest'anno, con l'ingresso ufficiale, Esu-Italy si è resa completamente indipendente e ha sede presso l'associazione Italo-Britannica, quindi alle selezioni erano presenti anche ragazzi/e dalla Lombardia».

E il progetto, secondo Narducci, è di accogliere candidature da tutta Italia attraverso le scuole superiori e le università, ma anche candidature spontanee. «Abbiamo fatto una serie di laboratori a Pavia, grazie a un finanziamento e un consorzio con un gruppo di scuole medie superiori in Lombardia. Da questo mese partiamo con un nuovo progetto di formazione sul rafforzamento del dialogo in piccoli gruppi, debate. Lo ritengo come un secondo livello, perché più raffinato rispetto alle soft skills necessarie per il public speaking. Il problema resta la scarsa apertura delle scuole e gli scarsi risultati sull'inglese che si registrano in media tra ragazzi e ragazze nel nostro paese. Certo, la responsabilità non è solo delle scuole. Per questo vorremmo attivarci prima in una fascia d'età che raccolga chi ancora deve fare il suo ingresso nella scuola».

Marocchini si è trovata a confrontarsi con il tema Ideas are our greatest weapons. «È stato davvero interessante osservare quanto diversi fossero i discorsi degli altri studenti a Londra. Io ho parlato di quanto poco il nostro paese investa in cultura e di quanto invece potrebbe fare. Il mio intervento si intitolava: Dante can feed people. Devo dire che ha riscosso molto interesse, più di quanto mi aspettassi, e sono rimasta stupita di quanti conoscessero Dante».

Marocchini studia Lettere allo Ius di Pavia, in uno dei quattro collegi di merito (il suo è quello di Santa Caterina da Siena): «In realtà il mio corso si chiama Humanities, ovvero si allargano un po' gli orizzonti e si va verso le scienze umane. In futuro probabilmente mi sposterò sulla linguistica: mi interessa la sintassi, ma anche la socio e la neurolinguistica. Dopo la mia esperienza a Londra, mi sentivo troppo fortunata e volevo che altri facessero la mia stessa esperienza. Così, seppure ancora nelle fasi inziali dell'accreditamento di Esu-Italy, ho cominciato a collaborare e oggi sono secretary».

Parallelamente obiettivo dell'associazione, nel breve-medio periodo, è aprire delle sedi decentrate nelle tre macro-aree del nord, centro e sud d'Italia, per garantire una distribuzione su tutto il territorio nazionale delle attività che Esu avvierà il prossimo anno, la prima delle quali sarà la Public Speaking Competition ai primi del mese di marzo 2015.

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