Viaggi Genova Mercoledì 23 luglio 2014

Aspromonte, itinerari in Calabria tra Jonio e Tirreno

Pentadattilo
© pinus_alp / flickr.com

Genova - A dispetto di quanto potrebbe sembrare, il turismo di massa non ha esaurito il catalogo pressoché infinito delle attrattive del Bel Paese. Già, ma dove andare a scovare gli angoli ricchi di un fascino senza tempo? Per i genovesi, che hanno trovato nei voli low cost la medicina più adatta a risvegliare una mai completamente assopita voglia di viaggiare, conviene cominciare dall’estremo lembo della Penisola. Grazie ai voli diretti di Volotea, raggiungere Reggio Calabria partendo da Genova è semplice, comodo e conveniente.

Un’ora e mezzo di volo e si atterra a Reggio Calabria. E subito ci si immerge in quella terra che un suo celebre figlio, lo scrittore Corrado Alvaro, non esitava a definire «un fatto unico nell’Italia che pure è tanto prodigiosa». Per via di una insolita dimensione polimorfa che si esprime in cento e cento aspetti diversissimi tra di loro. E uno stuzzicante antipasto di questo microcosmo lo si può assaporare appena scesi all’aeroporto reggino.

Presa a nolo un’auto, con un percorso circolare di appena 180 chilometri dapprima si costeggia la fascia costiera che si allunga sul Tirreno e sullo Ionio fino a Bovalino, poi ci si inerpica sull’Aspromonte per ridiscendere infine a Reggio Calabria. A ogni curva della strada è un susseguirsi di sorprese, di contrasti spiccati tra il massiccio montuoso e la fascia litoranea.

Non si è ancora fatto in tempo a prendere onfidenza con l’automobile in affitto che già appare un cartello tentatore: Pentedattilo. Superate le case di Sant’Elia, si imbocca una breve strada secondaria che si inerpica su per la collina fino a giungere a poche case arroccate sotto il Monte Calvario.
Una rupe che ricorda una ciclopica mano con cinque dita, da cui deriva il bel nome di origine greca: penta daktylos, che significa appunto cinque dita. Comune autonomo fino al 1811, negli anni Sessanta del secolo scorso fu completamente abbandonato. Poi, a partire dagli anni Ottanta, la riscoperta e un lento cammino di recupero (non ancora concluso) ad opera di volontari provenienti da tutta Europa.

A impressionare è soprattutto il paesaggio, ridotto all’essenziale, quasi fosse appena uscito intonso dal lungo travaglio geologico, che ci porta inevitabilmente lontani dal mare, anche se lo Jonio è lì, a portata di mano, con la Sicilia e l’Etna a fare da sfondo.

Tornati sulla litoranea, si giunge a Melito di Porto Salvo, il comune più meridionale dell’Italia continentale. Sulla sua spiaggia sbarcò per ben due volte Giuseppe Garibaldi: il 19 agosto 1860 alla testa dei suoi Mille per completare l’occupazione della Sicilia; due anni dopo, il 25 agosto 1862, quando giunse in Calabria nel tentativo sfortunato (abortito proprio sull’Aspromonte, nei pressi di Gambarie) di muovere alla conquista di Roma, ancora sotto il potere pontificio.

Si prosegue verso est, sempre restando sul mare. Passata Bova Marina la strada corre a mezza costa, tagliata sulla roccia dell’Aspromonte, a strapiombo sullo Jonio, per poi distendersi lungo la Costa dei gelsomini poiché qui, sino a non moltissimi anni fa, era molto diffusa la loro coltivazione per la produzione di profumi ed essenze.
Siamo nel cuore della Bovesìa, dove un minoranza parla ancora il greco antico nei borghi che risalgono i primi contrafforti dell’Aspromonte. A dividere in due la Costa dei gelsomini pensa il brullo promontorio di Capo Spartivento che segna il cambio di orientamento della costa, con la conseguente brusca variazione nella direzione dei venti.

Non è raro vedere vicino alla costa anche branchi di delfini. E il mare regala un’altra emozione risalendo ancora verso nord, a Brancaleone Marina e nei litorali dei dintorni, dove depongono le uova decine e decine di tartarughe di mare, le notissime Caretta caretta.

Poco prima di Bovalino si incontra la deviazione per la statale n. 112 che ci conduce nel cuore dell’Aspromonte, un ventaglio con l’intelaiatura aperta su due mari: lo Jonio e il Tirreno. La sua superficie è tutta intessuta da un alternarsi di pinete, castagneti, prati erbosi, nude rocce, tagliata in innumerevoli spicchi da altrettanti innumerevoli corsi d’acqua, le cosiddette fiumare, da aprile a novembre asciutte, mute, inghirlandate solo dagli oleandri spontanei, ma che d’inverno diventano tumultuose, talvolta pericolose.

Poi, attraverso un percorso sempre suggestivo, si riguadagna Reggio Calabria, dove ci attendono i maestosi Bronzi di Riace, da poco tempo di nuovo visibili nel Museo Archeologico Nazionale.

Potrebbe interessarti anche: , Mete da vedere nel 2019 del New York Times: Golfo Paradiso al 25° posto , Assicurazione di viaggio: a cosa serve? Perchè affidarsi alle agenzie di viaggi? , Da Genova all'Oman con un museo in testa mentre il paese è sempre più meta turistica , Viaggi da sogno per gruppi ed associazioni: dove andare? 7 mete tra Italia ed estero , 5 viaggi imperdibili negli Stati Uniti, da New York alla California

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

Il ritorno di Mary Poppins Di Rob Marshall Musical 2018 Londra, negli anni della crisi economica tra le due guerre. Nella casa della famiglia Banks ora vive Michael, adulto, e vedovo da un anno, con tre figli a cui badare: John, Annabel e Georgie. Per loro, ha rinunciato alla passione per la pittura ed è... Guarda la scheda del film