Weekend Genova Mercoledì 2 luglio 2014

Quattro passi fuoriporta: sei percorsi nell'entroterra genovese

di
Santuario di Nostra Signora dell'Acquasanta
© Wikipedia

Genova - Il Rotary Club Golfo di Genova ha completato il suo progetto dedicato all’entroterra genovese e alla fascia costiera con tre nuove guide.

Si parte con La via della carta (Voltri, le cartiere nelle valli Leira e Cerusa, le terme, il santuario dell’Acquasanta, il museo della carta): la ricchezza di acqua e le condizioni geomorfologiche e climatiche presenti nelle valli Leira e Cerusa, alle spalle di Voltri, hanno favorito lo sviluppo della lavorazione della carta. Per più di quattro secoli gli abitanti delle vallate hanno lavorato a questa produzione tramandando, di generazione in generazione, i segreti del mestiere. Tra il XIX e il XX secolo la riconversione industriale e lo sviluppo di altri poli produttivi ha portato alla chiusura di molte fabbriche; delle 104 cartiere censite nel 1770, oggi solo tre sono funzionanti, ma proprio per le particolari caratteristiche architettoniche degli edifici, un attento osservatore può individuare in molti abitazioni gli elementi caratterizzanti la struttura tipica degli complessi nati per la produzione della carta.
Il percorso proposto, che prevede l’utilizzo dell’auto, del mezzo pubblico o del treno, conduce da Voltri a Mele dove, nell’Oratorio, si può ammirare una cassa processionale del Maragliano. Si giunge anche ad Acquasanta, famosa per il Santuario di Nostra Signora dell’Acquasanta, le Terme e il Museo che raccoglie e racconta la storia dei luoghi e il complesso percorso di lavorazione della carta.

La seconda guida racconta La via del sale (Porta Siberia e magazzini del sale, i percorsi di valico, la via della Salata e la via dei Malaspina). La denominazione via del sale è riferita agli antichi percorsi del commercio che mettevano in comunicazione il mar Ligure con la pianura Padana. Queste strade, senza dubbio disagevoli e poco sicure, non venivano usate solo per il trasporto del sale, ma anche per quello di vino, olio, riso, cereali. Tuttavia il prodotto più importante, colpito da una gabella più alta, era senza dubbio il sale, in quanto elemento fondamentale per l’alimentazione e la conservazione dei cibi e indispensabile per la concia delle pelli. Proprio per il grande valore di questo prodotto, indispensabile alla sopravvivenza dell’essere umano, le strade sono state denominate vie salarie. Tra le numerose presenti su tutto il territorio, nella guida vengono illustrate la Via della Salata e la Via dei Malaspina che, partendo da Porta Siberia, si inerpicano lungo le creuze cittadine per raggiungere lo spartiacque e discendere poi verso la pianura. Lungo questi sentieri si incontrano palazzi, forti, edifici religiosi e castelli a memoria delle lotte tra le potenti famiglie del passato Spinola, Doria e Malaspina per il controllo del territorio e per la riscossione delle gabelle, ma si possono anche godere splendidi panorami aperti sia verso il mare che la pianura.

La terza guida è dedicata alla Via della seta (I sistemi di lavorazione a telaio dei damaschi e dei velluti a Lorsica e Zoagli). La lavorazione della seta nel Levante ligure risale alla seconda metà del Cinquecento e raggiunge il suo apice nel secolo successivo quando, sul territorio, si potevano contare oltre 2000 telai attivi. I tessuti erano particolarmente ricercati per qualità e bellezza, non solo dalla nobiltà genovese, ma anche dalle ricche famiglie inglesi, francesi e olandesi che utilizzavano velluti e damaschi per gli abiti, ma anche per arricchire pareti e arredi di regge e palazzi. Alla fine del XIX secolo, con l’industrializzazione, inizia un periodo di recessione, che mette in difficoltà molte realtà produttive. Oggi sono poche le tessiture ancora operanti, ma con la loro produzione mantengono attiva una tradizione secolare e riescono a ricreare, oltre alla moderna produzione, tessuti idonei a delicatissimi interventi di restauro.
Una visita ai laboratori di tessitura permette di compiere un tuffo nel passato, di osservare il rapido preciso intreccio di fili, di ascoltare il battito costante dei telai in legno e di ammirare la bellezza e la preziosità di velluti, damaschi e lampassi.

I percorsi priposti dalle tre guide descrivono non solo i monumenti o i manufatti decorativi, ma anche le lavorazioni tipiche e i mestieri legati al territorio e agli insediamenti urbani localizzati lungo le valli e la costa.
Per ogni guida è prevista una cartina d’orientamento, con l’indicazione dei diversi percorsi.

Le guide sono disponibili presso l’Info Point della Regione Liguria di piazza De Ferrari, presso gli Iat della Provincia di Genova e scaricabili sul sito www.rotarygolfodigenova.org.

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