Emanuele Luzzati: in mostra la magia della donna serpente - Genova

Mostre Genova Museo Luzzati Venerdì 30 maggio 2014

Emanuele Luzzati: in mostra la magia della donna serpente

Genova - Martedì 3 giugno si festeggia il compleanno di Emanuele Luzzati (1921-2007). La ricorrenza vede la volontà condivisa di varie istituzioni cittadine a celebrare l'artista-artigiano-scenografo a partire da una mostra intorno a un celebre spettacolo di successo: La donna serpente, prodotto dal Teatro Stabile di Genova e in seguito ripreso da Massimo Chiesa negli anni '90 per una produzione Fox&Gould, sempre con la regia di Egisto Marcucci e scene e i costumi di Emanuele Luzzati. La mostra è visitabile dal 3 giugno fino al 19 ottobre al Museo Luzzati (l'inaugurazione è martedì 3 giugno, ore 18).

Ma perché proprio questo spettacolo? Edoardo Sanguineti su L'Unità a proposito della prima produzione scrisse: «Ma se il teatro è totale, è piuttosto perché qui c'è, in esposizione esaustiva, tutto il teatro, il surteatro, il sottoteatro possibile, dal guittoso al sopranile, dal fieristico al pupazzettistico, dal circense all'avanspettacolare, dalla tragediaccia iperdeclamata endecasillabica al brechtismo da siparietto da strapazzo. Non soltanto chi marionetteggia è tirato con i fili, Tutti, tutto è tirato con i fili».

A rispondere in modo più tecnico-storico è Aldo Viganò del Teatro Stabile di Genova: «Fu uno spettacolo eccezionale per varie ragioni. Ebbe un grande successo. Venne infatti riproposto per quattro stagioni consecutive, dal '79 all'82. Fece applaudire 200mila spettatori, per 200 repliche, toccando teatri nazionali e internazionali in una felice tournée a Venezia, Avignone, in Russia, Olanda, Messico. Senza contare che La donna serpente fu il primo spettacolo nato all'interno della Scuola di Recitazione dello Stabile a seguito di un seminario condotto dal regista Egisto Marcucci. In scena, per la maggior parte ragazzi/e neo-diplomati/e, tra cui Lopez e anche altri all'epoca giovani attori usciti dalla Scuola, tra cui Mario Pirovano, Maurizio Crozza, i fratelli Origo (Enrica e Francesco), Enrica Carini, Miriam Formisano, Maurizio Sguotti e poi alcuni grandi nomi Gianni De Lellis e Marzia Ubaldi». Un successo indiscusso, lo spettacolo tratto da un testo di Carlo Gozzi del 1763, incantò molte varietà di pubblico sia per il testo che per l'estrosità e la varietà di scene e costumi di Emanuele Luzzati.

In mostra, purtroppo, non si vedranno né quelle favolose scene, né quei magnifici costumi - se non in video - perché come spesso accade nel teatro è difficile conservare e purtroppo tutto è andato perso, riciclato, riusato. «La mostra si apre con una sezione dedicata al teatro con bozzetti di scena, figurine, articoli e recensioni, libretti d'epoca; poi c'è una sezione sul cinema d'animazione, una dedicata all'illustrazione e infine un video sulla messa in scena dello spettacolo», spiega la curatrice Simona Castelletti. Come è successo spesso, Luzzati quando aveva a cuore un lavoro lo riproponeva utilizzando altri media espressivi e così nel '79 nacque anche un cortometraggio (animato da Giulio Gianini, su testo di Tonino Conte e musiche di Oscar Prudente). Mentre quattro anni dopo, nell'83, lo spettacolo diventa un albo illustrato per Emme Edizioni insieme ad altre storie sotto il titolo Tre fratelli, quaranta ladroni, cinque storie di maghi e burloni.  

Certo il successo della prima produzione dovette essere importante, ma le ragioni che portarono Massimo Chiesa a intraprendere di nuovo l'impresa furono del tutto personali. 
«Ero un pessimo studente, così a 18 anni e mezzo mio padre mi chiese se volevo accompagnarlo nella tournée della Donna serpente ad Amsterdam. Ovviamente accettai. Un giorno, mentre eravamo per la strada, a un certo punto, in un canale passarono delle barche con le scenografie e tutti si fermano estasiati. E poi in teatro la sera, anche senza sottotitoli, lo spettacolo fu davvero molto apprezzato. Mi convinsi che questo era il teatro e questa era magia pura. Fu lì che decisi di diventare produttore teatrale. Sempre di quel viaggio ricordo anche Egisto Marcuzzi che cercava disperatamente un attore per sostituire De Lellis. Poi una sera a cena la Ubaldi bruciò un tappo si fece i baffi e conquistò il ruolo. Ho deciso di produrre lo spettacolo esattamente nella versione che mi aveva stregato, recuperando chi ancora c'era, per esempio Sguotti e la Carini e altri pochi superstiti, e di rifarlo con Marcuzzi e Luzzati. Mio padre mi scoraggiò: mi disse che era una follia produrre da privato uno spettacolo così e non mi ospitò a Genova. Aveva ragione, economicamente fu un disastro: persi 400milioni di lire. Però ricordo una replica per un gruppo di bambini, che furono così felici, sia per il testo che  per le scene, che poi erano dei veri e propri giocattoli. Recentmente mi è stato chiesto di produrlo di nuovo, ma ho risposto con un secco no. Stiamo diventando dei trogloditi e questo è uno spettacolo troppo difficile, seppure fosse popolare».   

Accanto alla mostra saranno proposte attività didattiche, sia per adulti che per bambini per una riflessione intorno a Gozzi. A proposito dei festeggiamenti intorno al compleanno di Luzzati, Emanuele Conte anticipa che il 3 giugno, accanto al Teatro della Tosse, sul palco dei Giardini Luzzati l'associazione organizza, alle ore 19.30, un concerto di Matteo Manzitti e dell'Ensemble Simon Boccanegra suonato dentro le scene di Opera buffa. Dopo il 3, per una settimana, si susseguiranno una serie di altre iniziative.

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