Attualità Genova Giovedì 24 aprile 2014

25 aprile 2014: la Marcia del Levante, dal Risorgimento alla Resistenza

di
Genova, Apparizione
© Mirkenhauer / Flickr.com

Genova - Venerdì 25 aprile, giorno di riflessione e ricordo, l’associazione culturale La Milonga propone la Marcia del Levante - Dal Risorgimento alla Resistenza, un percorso storico-letterario a Genova, in Valle Sturla, a cura di Giorgio Grimaldi e Alberto Nocerino.

L’appuntamento è presso i giardini Tanini di Borgoratti alle 9. L’itinerario segue il percorso più breve, 7 km in tutto, della Marcia del Levante: dai Giardini Tanini fino a San Desiderio. Da piazza Armando Grosso si sale fino a Premanico per attraversare il bosco in costa, arrivare ad Apparizione e ridiscendere fino al punto di partenza.

Durante il percorso verranno raccontate storie resistenti e anche poetiche, ispirate ai luoghi attraversati pedinando i veri marciatori. È una passeggiata con soste piacevoli, dove si avrà tempo per riflettere e ascoltare, tra storia, poesia, letteratura, e la natura che la primavera ha ormai pienamente risvegliato.

Si cammina in compagnia di Mazzini, dei fratelli Ruffini, di chi in Valle Sturla ha vissuto o è nato. Come il partigiano e senatore Paolo Emilio Taviani, o i partigiani comunisti Vezzelli e Paoletti. Scopriremo insieme le storie dei combattenti per la libertà, tra Risorgimento e Resistenza, a cui sono state intitolate le strade e i sentieri della Valle Sturla, senza dimenticare i poeti più classici, ma anche Firpo e l’anarchico Tanini, e i poeti di Sturla in genovese.

Patrioti In Valle Sturla, tra Risorgimento e Resistenza:

Diego Argiroffo (1738-1800). Frate francescano, faceva parte della cerchia di intellettuali che animavano la Società Economica di Chiavari. Osteggiato dagli Austriaci che nel 1799 occuparono la cittadina, fu fucilato il primo maggio 1800 nei pressi del Monte Fasce, e può dirsi il primo italiano caduto per il Risorgimento nazionale.

Antonio Oroboni (1791-1823). Affiliato alla Carboneria, fu condannato a morte. La pena fu commutata in 15 anni di carcere duro alla fortezza dello Spielberg, dove morì di tisi. Silvio Pellico lo ricorda nelle Mie Prigioni. A Oroboni è intitolata la via che da via Domenico Induno (pittore del Risorgimento) arriva a via alla Chiesa di San Giorgio di Bavari.

Giuseppe Mazzini (1805-1872). I genitori possedevano una casa padronale, Villa Posalunga, situata lungo l'odierna via Cadighiara. A San Desiderio, Mazzini fu allattato in via Emilio Da Pozzo, come ricorda una targa. Nel periodo 1820-1830, con i suoi celebri amici Jacopo, Giovanni e Agostino Ruffini, che in estate si recavano a San Desiderio - Villa Galleano, in via alla Chiesa di San Desiderio -, maturò l’adesione alla Carboneria. La lapide su Villa Posalunga fu dettata da Anton Giulio Barrili, quella su Villa Galleano da Emanuele Celesia.

Giobatta Clavarino Cinormo. Garibaldino, nato a Pomà, che combatté a Mentana nel 1867 e ottenne tre medaglie d'argento.

Giuseppe Dezza (1830-1898). Patriota e militare, nato a Melegnano (Milano). Diciottenne, prese parte alla campagna del 1848 (prima guerra di indipendenza), quindi a tutte le guerre del Risorgimento. Ufficiale nel 1859, si dimise per seguire Garibaldi in Sicilia, segnalandosi nella battaglia del Volturno ed ottenendo il grado di colonnello. A lui è dedicata la via che ascende da via Swinburne fino a via Angelo Olivieri (Apparizione).

Antica osteria del Liberale. Lungo la strada per il Monte Fasce, deve la sua denominazione ai patriottici convegni risorgimentale.

Angelo Olivieri (1878-1918). Genovese, ufficiale della Marina Militare. Nel 1900 fu inviato in Cina come guardiamarina, e nella lotta contro i boxer meritò la medaglia d'oro per molteplici atti di eroismo. A lui è intitolata la via che conduce da via Monaco Simone fino a piazza Luigi Pitto (Apparizione).

Francesco Mignone. Due medaglie d'argento in Libia, medaglia d’argento in Eritrea, medaglia d'oro alla memoria per la battaglia del Piave (15-17 giugno 1918), dove resistette tre giorni accerchiato dal nemico, senza retrocedere, prima di morire eroicamente. In suo ricordo è intitolata a San Desiderio la via compresa tra via Da Pozzo e via Induno.

Ettore Bisagno. Caduto nel 1942 sul Mar Nero, medaglia d'oro. A lui si intitola la via che unisce Nasche a San Desiderio, antica mulattiera che risale al sec. XI, denominata Cammin Lungo, unica strada verso Genova per i contadini di Bavari e i loro prodotti.

Valerio Bocciardo (1920-1944). Partigiano, cadde ucciso dal piombo tedesco. Da lui prende il nome la strada che da via Tanini si inerpica sino a via Monte Fasce.

Antonio Cianciullo. Caduto a Cefalonia (Grecia, 1943), medaglia d'oro. La via attribuitagli si sviluppa salendo da via Tanini e termina, senza sbocco, nel verde della collina.

Armando Pica. Maggiore dell'esercito italiano incaricato della difesa di Cefalonia (Grecia, 1943). Catturato assieme ad altri ufficiali, si fece avanti per salvare la vita dei propri compagni e fu ucciso da una raffica di mitra. Medaglia d'oro al valore militare. A lui è intitolata una via, senza sbocco, che inizia alla confluenza di via Buratella e di via Tanini.

Emilio Da Pozzo (1921-1945). Caduto per la libertà, San Desiderio lo ricorda con una via, da piazza Grosso a via Mignone.

Armando Grosso. Caduto per la libertà a cui è intitolata la piazza principale di San Desiderio in cui termina via Ettore Bisagno e da cui si diramano salita Sella di Bavari, via Emilio Da Pozzo e via Canneto di San Desiderio.

Enrico Lagorio (1924-1945). Nato a Genova, appartenne alla divisione partigiana Bonfante di Imperia-Savona. Morì il 2 marzo, poco più di un mese prima della Liberazione. A lui è dedicata una salita da via Premanico a via Nasche.

Armando Vezzelli (1892-1944). Tra i fondatori del Partito Comunista Italiano a Genova nel 1921. Maestro elementare a Borgoratti, nel Ventennio sostenne sempre la lotta antifascista finché fu arrestato e internato nel campo di concentramento di Mauthausen vicino Linz (Austria). Morì a Gusen nell'autunno del 1944. A lui è intitolata la mattonata che collega via dell'Ombra a via Borgoratti.

Benito Merlanti. Partigiano, ferito e invalido di guerra, perì dopo una lunga agonia. Sul luogo in cui fu colpito, all'inizio di via Sella di Bavari, è posta a ricordo una lapide. Nel 50° della Liberazione gli fu intitolata una strada di Bavari (da via Casale).

Severino Bianchini Dente (1902-1991). Figura leggendaria dell'antifascismo genovese per la lunga militanza ideale e per il contributo dato alla Resistenza, in città ed in campagna. Operaio comunista, iniziò a Genova l’attività politica antifascista già nel 1919. Fu più volte arrestato, confinato per 5 anni nell'isola di Ponza. Tornato a Genova nel 1943, iniziò l'organizzazione della lotta armata partigiana (divisione Cichero, membro del Comando della VI Zona e responsabile della Federazione Comunista in montagna). Dopo la Liberazione continuò la sua militanza a Genova, vivendo in Valle Sturla, e fu Presidente e Consigliere nazionale dell'Anppia (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti).

Raffaello Paoletti Nello (1910-1993). Protagonista delle prime lotte di fabbrica a Rivarolo, nel 1932 entrò nel Partito Comunista Italiano, nel gruppo dei sovversivi di Arturo Dellepiane. Fautore del fronte unico antifascista, fu estromesso dal comitato centrale del Pci genovese per le sue aperture non ortodosse. Arrestato nel 1942 con Giacomo Buranello, Walter Fillak e molti altri del gruppo studentesco, fu liberato dal carcere di Regina Coeli a Roma il 25 luglio 1943. Entrò in clandestinità l'8 settembre, organizzando con Remo Scappini le prime brigate partigiane genovesi. Ufficiale di collegamento agli ordini del Comando Militare del Cln (Comitato di Liberazione Nazionale) in Liguria e segretario della federazione del PCI di Savona, partecipò nel 1945 alla liberazione di Sanremo e del Ponente ligure con la brigata Bonfante (nome di lotta Rauli). Dopo la Resistenza ebbe incarichi di direzione nel PCI a Genova e in Liguria e nella CGIL a Roma; presidente dell'ANPPIA dal 1991, aderì al PDS (Partito Democratico della Sinistra). Nel dopoguerra visse a Borgoratti dove fu sempre attivo nella vita del quartiere fino alla morte. Ha lasciato raccolte di poesie, che amava leggere ai ragazzi delle scuole in Valle Sturla durante gli incontri per il 25 aprile, l’autobiografia Resistenza antifascista, e l’opera postuma I precursori della lotta per la libertà nella Liguria contemporanea, dizionario biografico dei perseguitati politici antifascisti liguri.

Paolo Emilio Taviani (1912-2001). Nato a Bavari, fu sicuramente uno dei più famosi partigiani italiani, rivestendo un ruolo di primissimo piano nella Resistenza ligure, militando come comandante nel CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) in rappresentanza della componente cattolica. Durante la lotta clandestina era conosciuto con i nomi di lotta Riccardo Pittaluga per la Liguria e Pisano per la Lombardia ed il Piemonte Docente universitario in Storia delle dottrine economiche all’Università di Genova, storico della Resistenza, è uno dei più autorevoli scrittori e commentatori di questo periodo, con saggi fondamentali; ha lasciato un ricchissimo archivio di documenti e ha contribuito a far conoscere le vicende della lotta partigiana da lui ribattezzata Secondo Risorgimento. Acquistò inoltre fama internazionale con le sue ricerche storiche su Cristoforo Colombo. Iscritto sin dagli inizi alla Democrazia Cristiana, dopo la guerra assunse al suo interno un ruolo di grande rilievo. Deputato all’Assemblea Costituente, fu più volte parlamentare (deputato dal 1948) e ministro. Insieme ad Alcide De Gasperi contribuì dal 1950 allo sviluppo dell’integrazione europea (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio – Ceca; tentativo di istituzione della Comunità Europea di Difesa-Ced). Nel 1991 fu nominato senatore a vita della Repubblica.

Carabinieri vittime del terrorismo in Valle Sturla
Dal 1980 al 2004 la Circoscrizione Valle Sturla, e poi il Municipio Levante, organizzarono la Marcia Caduti per la Libertà e Vittime del Terrorismo, lungo l’itinerario oggi ripercorso, anche per ricordare i due carabinieri uccisi in servizio dalle Brigate Rosse, colonna Francesco Berardi.

Mario Tosa (1953-1979) di San Desiderio, a cui si intitolano la Croce Bianca di San Desiderio e una via a Sampierdarena.

Antonino Casu (1931-1980) di Borgoratti, colpito a morte il 25 gennaio 1980 a Genova.

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