Weekend Genova Giovedì 3 aprile 2014

Alta Via dei Monti Liguri, con le ciaspole sul Beigua

Panorama dal Monte Reixa
© Enrico Bottino
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Genova - Per chi ama i paesaggi intatti, gli orizzonti infiniti privi di dettagli se non il bianco assoluto, la neve diventa l’appiglio per uscire dalla quotidianità, per ascoltare il silenzio dei monti, per entrare in sintonia con la natura, per riappropriarsi di ambienti selvaggi, valli incontaminate, paesi con la propria storia, la propria cultura, la propria gastronomia. In un ambiente incredibile qual é la Liguria, con le ciaspole si può vivere un’esperienza unica camminando sulla neve in faccia al mare blu cobalto.

Dal Balcone di Marta al monte Monega, dall’Antola al monte Gottero, si percorrono traversate spettacolari. L’aria pura mette voglia di camminare con le ciaspole all’ombra del Bosco delle Navette, della Foresta dell’Adelasia e nel silenzio della Foresta Regionale delle Lame, lungo i bianchi pianori del Beigua, attraverso le mulattiere innevate dell’Antola, seguendo senza eccessivi dislivelli l’Alta Via dei Monti Liguri, in un ambiente alpestre non troppo lontano dal litorale e dal calore della natura mediterranea.

Con le ciaspole ai piedi l’escursionista può percorrere lunghe distanze con poco dispendio di energia, calpestando la migliore alleata per la scoperta delle tracce lasciate dagli animali. Anzi, nel periodo invernale gli Enti Parco organizzano escursioni alla ricerca degli animali selvatici, per trekker improvvisati detective della natura. Infatti la neve modifica le regole, trasforma il suolo in un libro aperto dove leggere le orme degli abitanti dei boschi, testimoniando, seppure indirettamente, la presenza di esemplari rari, fuggevoli, in perenne lotta per la sopravvivenza nei freddi mesi invernali.

L’itinerario: calpestare la neve sull’altopiano del Beigua

Punto di partenza: Rifugio Pra Riondo
Punto di arrivo: Passo del Faiallo
Difficoltà: E
Dislivello: 250 metri a salire, altrettanti a scendere
Tempo di percorrenza: 3.30 ore

Punti di appoggio

Siamo sull’altipiano del Beigua, a sud le ripide pareti dei monti Reixa, Argentea, Rama, Sciguello e Beigua incombono sulla Riviera. L’estrema vicinanza del mare comporta il facile sollevarsi di nebbie improvvise lungo i due versanti della dipluviale tirrenico-padana.
La tappa inizia dal Rifugio Pra Riondo, da dove la carrareccia non transitabile si dirige a levante tenendosi poco al di sotto dello spartiacque. L’Alta Via dei Monti Liguri, oltrepassata Cima Frattin, raggiunge Cian Fretto, dove converge anche il sentiero proveniente da Pianpaludo. Poco oltre s’incontrano tre sentieri: uno proveniente da Sciarborasca e gli altri due da Lerca. Presso Cima Fontanaccia si raccomanda vivamente la deviazione per la vetta del monte Rama (1148 m), che dona un’ampia veduta sul golfo di Genova.

Una volta abbandonata Cima Frattin e aggirato il Bric Resunnou, si raggiunge il Piano di Bric Damé. Oltrepassata Cima del Pozzo e tralasciati i raccordi provenienti da Arenzano e da Vara Inferiore, si attraversa la Colla di Pian di Lerca. Una breve deviazione conduce al nuovo Rifugio Leveasso e alla cima dell’Argentea. Ormai prossimi alla fine della tappa si può guadagnare la sommità del Reixa (1183 m), individuata dalla statuetta della Madonnina della Vaccheria. Usciti dalla penombra del bosco si risale al passo del Faiallo (1061 m) dove si trova l’albergo ristorante La Nuvola sul Mare.

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