Concerti Genova Sabato 18 gennaio 2014

Andrea Celeste, il nuovo album dedicato ai cantautori genovesi

Andrea Celeste sulla copertina dell'album 'Se domani sono qui'
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Genova - Genova le è entrata nel sangue. Le scorre nelle vene. È solo l'allegra cadenza toscana a tradire le origini di Andrea Celeste, cantautrice dall'anima jazz che da sette anni vive col sorriso nel capoluogo ligure. E proprio alla scuola dei cantautori genovesi ha voluto dedicare il suo ultimo album, Se stasera sono qui: una raccolta di dieci canzoni - alcune arcinote, altre meno conosciute - dei più significativi esponenti di quell'irripetibile gruppo di artisti che ha messo Genova in musica e poesia: dall'immancabile De Andrè a Luigi Tenco, da Bruno Lauzi a Umberto Bindi, da Gino Paoli a Ivano Fossati.

Dopo tre album cantati interamente in inglese, per Andrea Celeste si tratta del debutto in italiano. «Ho trascorso un mese a New York» racconta, «e proprio nella mecca del jazz ho capito che mi mancava qualcosa: cantare in italiano». Di lì a poco, anche grazie agli stimoli germogliati dalla vittoria del Premio Via del Campo 2012, la decisione di imparare a cantare nella sua lingua madre. E quale scuola migliore di quella genovese? «Conoscevo già i cantautori liguri, ma ho voluto approfondire di più, con un ascolto più attento delle loro canzoni, ma anche andando a cercare vecchie interviste» spiega. E dalle loro parole, sia in poesia sia in prosa, ha assorbito la linfa della loro arte: dalla «profonda intensità» delle poesie di Riccardo Mannerini (che collaborò con De Andrè e altri cantautori) alla «simpatia» di Bruno Lauzi . Ma sono anche emerse la stima per Umberto Bindi, «il più jazzista e musicista dei cantautori genovesi» e le affinità con Luigi Tenco: «sono molto vicina al suo modo di sentire con purezza la musica e l'arte».

Ne è venuto fuori un album delicato, in cui la voce limpida e pulita di Andrea Celeste si mescola alle sonorità jazz (sconfinanti a volte nello swing e nel bossa nova) che prendono vita dal pianoforte di Fabio Vernizzi, la chitarra di Andrea Maddalone, il contrabbasso di Pietro Martinelli e la batteria di Lorenzo Arese.

Se stasera sono qui, la canzone di Tenco e Mogol che dà titolo all'album, è proposta in un'interessante versione jazz-manouche in coppia con il savonese Zibba (che vedremo presto al Festival di Sanremo). Di Tenco c'è anche la «quanto mai attuale» Un giorno dopo l’altro, mentre dal repertorio di Fabrizio De Andrè la scelta è caduta sulla Ballata dell'amore cieco: «volevo cantare un suo brano non inflazionato».
Particolarmente toccante Noi due di Bindi; frizzanti le versioni delle famose Che cosa c'è di Gino Paoli e L’ufficio in riva al mare di Lauzi.
Nel disco c'è poi lo zampino di Vittorio De Scalzi, che ha regalato a Celeste l'inedito Mentre cadiamo giù. In Sera sul mare, musicata sempre da De Scalzi sui versi di Mannerini, Celeste suona anche il pianoforte. E poi c'è la appassionata Genova e la luna di Lauzi, interpretata con particolare intensità: «questa canzone è la descrizione della mia storia d'amore con Genova».

Celeste ama Genova, si emoziona perfino a parlarne. E quando interpreta le poesie dei suoi cantori le luccicano gli occhi. A ventisette anni ha trovato la sua strada, un jazz che parla italiano e profuma di mare. «Sto già lavorando al nuovo album insieme ai cantautori Karen Ciaccia e Paolo Agnello» rivela, «e sarà tutto in italiano». Con la benedizione di De Andrè e compagni.

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