Food Genova Martedì 21 gennaio 2014

Mio Sushi Bar, il ristorante asiatico amato da Bacci Pagano

Una barca di Sushi

Anche il detective dei cauggi, Bacci Pagano, è stato al ristorante Mio e sembra apprezzarne particolarmente le barche di sushi. Ecco due brevi brani dall'ultimo romanzo dello scrittore Bruno Morchio, Lo spaventapasseri (Garzanti, 2013, 260 pp, 16.60 Eu), in cui Bacci cena presso il locale cinese:

Anch’io devo cenare. Conosci il sushi di vico San Matteo?».«Ci sono stato qualche volta. È ottimo.». Ci avviamo verso piazza De Ferrari, come due buoni,vecchi amici, le mani infilate nelle tasche quasi dovessimo nascondere qualcosa, calpestando la neve che sta gelando e scricchiola sotto le scarpe e fingendo di ignorare che il nostro non è stato un incontro fortuito ma l’esito di un lungo lavoro di pedinamento. Immagino che solo la curiosità di sapere quello che so lo spinga a venire a cena con uno sconosciuto. E già pregusto un succulento banchetto a base di sushi e sashimi che assomiglia a un tête à tête col morto, con la terza seggiola vuota, quella su cui avrebbe dovuto posare il culo il nostro amico Cesare Almansi.

Scuote la testa e si sporge all’indietro, lasciando che la giovane cinese deponga sul tavolo le barche di legno su cui sono distesi i filetti di pesce crudo. La cameriera fa un leggero inchino, sorride e ci augura buon appetito. Si sistema il tovagliolo sulla cravatta a pois e appena restiamo soli replica: «Ti sbagli, non ho ucciso nessuno. Se mi conoscessi come mi conosce Cesare... non sono un assassino». Rivolgo la mia attenzione alla barca. Con le bacchette afferro una striscia di salmone agglomerata con il riso e la porto alla bocca. Prendo a masticarla con calma, gustandone il sapore salmastro. È squisita. Ingoiato il primo boccone, bevo un sorso di vino e poso il bicchiere. Coiro sembra completamente assorbito dal cibo. Tiene il grugno proteso sulla barca e negli occhi gli sfrigola un’ingorda bramosia, quasi il calco fossile di una fame atavica malcelata sotto abiti troppo eleganti, adipe in eccesso e largizioni elettorali tanto vistose quanto sospette.

Copyright Garzanti

Genova - Mio è il nome del ristorante cinese - giapponese situato in uno dei tanti vicoli che collegano piazza De Ferrari al Centro Storico, la famosa salita San Matteo.

Caratterizzato da un design elegante e moderno, il ristorante fa parte di quella categoria di esercizi culinari asiatici, che mirano a elevarsi a locali di classe, come i più famosi Yuan e Pin Gusto.

La peculiarità di Mio è quella di offrire alla sua clientela la possibilità di mangiare sushi, cosa che è possibile fare in pochi altri ristoranti cinesi, sebbene al giorno d'oggi sono sempre di più i locali che offrono un mix di cucina orientale, che va da quella vietnamita a quella thailandese, ed è stata proprio questa caratteristica a spingermi ad andarci a mangiare.

Una volta entrato da Mio Sushi Bar vengo accolto immediatamente da una gentile nonché solerte cameriera cinese che mi fa accomodare nel tavolo da me prenotato poche ore prima (la prenotazione è consigliata dalla direzione del ristornate). Una volta seduto mi accorgo che ai clienti viene data da subito la possibilità di mangiare all'occidentale (con forchetta e coltello) o con le bacchette in puro china style. Trovandomi in un ristorante asiatico decido di armarmi con i famosi bastoncini di legno, senza dimenticare di tenermi stretto le posate, non vorrei mai trovarmi impossibilitato nell'addentare quello che ho nel piatto senza fare figuracce.

Il menù posato sul tavolino si fa sfogliare volentieri, anche se non è esauriente, io non sono un habituè del sushi o della cucina cinese e non conosco i nomi delle tante pietanze che lo affollano, quindi per scegliere cosa mangiare mi baso sulle figure, che sono piccole e non particolarmente dettagliate.

Guardando la lista degli antipasti noto che c'è un buon mix tra quelli caldi, come: gli involtini primavera i ravioli di carne e i gamberi alla griglia, e quelli freddi, come le alghe wakame e le tartare di tonno, salmone o pesce bianco.
Passando all'elenco dei primi noto che i piatti più sponsorizzati (e con più fotografie) sono quelli a base di sushi. Infatti non mancano le caratteristiche barche di legno, che garantiscono al cliente una panoramica organolettica praticamente completa sulla cucina nipponica, grazie alla presenza dei vari: maki, uramaki e futumaki, oltre ai soli filetti di pesce crudo, il sashimi.

La cucina giapponese però non si limita al solo pesce crudo (come pensavo prima di entrare al Mio) e vedo con piacere che tra i secondi piatti si possono ordinare spiedini di pollo, manzo o pesce, oppure carne e verdure cotte alla piastra. Per concludere il pranzo, il ristorante offre come dessert, oltre alle macedonie di frutta, anche diverse varietà di gelato, tra cui spicca quella molto particolare al gusto di tè verde.

Una volta studiato il menù decido di mangiare sushi, e quindi ordino come antipasto una tartare di tonno, buona ma non eccezionale e una barca di legno per uno (c'è di diverse dimensioni), tanto per farmi un'idea generale di che sapore ha la cucina nipponica nei caruggi genovesi.

Il piatto si presenta bene, è molto colorato, e il pesce sembra fresco. La prima cosa che assaggio sono i California Roll, una particolare variante del sushi classico, nato negli Stati Uniti per far accettare l'idea del pesce crudo agli americani; si tratta di un maki con avocado, surimi e cetriolo nel quale lo strato esterno di riso è cosparso di semi di sesamo tostati, non male ma forse il gusto dell'avocado risalta troppo rispetto agli altri ingredienti che lo compongono.
Poi passo agli Hosomaki di Salmone e a quelli di tonno (i classici roll di riso avvolti dal nori e con in mezzo il pesce), questi risultano molto buoni, il tonno sembra veramente appena pescato. Nella barca ovviamente non mancano i nigirizushi, le piccole polpettine di riso pressate a mano, e condite con una fettina sottile di pesce crudo sopra da immergere nella salsa di soia mischiata al piccantissimo wasabi.

Arrivato al momento del dolce rimango deluso dal sapere che il cliente arrivato poco dopo di me, ma evidentemente molto più affamato, ha ordinato l'ultima porzione di gelato al tè verde che volevo assolutamente assaggiare, così salto il dessert e ordino il caffè, che come sempre, se non è fatto da un napoletano doc, lascia un po' a desiderare.

Il ristorante, Mio Sushi bar dispone di un'ampia sala che può ospitare sino a 150 persone, a pranzo il ristorante applica la formula del buffet, offrendo un menù a prezzo fisso di 9 Euro con bevande escluse. Il ristorante è aperto dal lunedì alla domenica sia a pranzo che a cena.

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