Libri Genova Venerdì 6 dicembre 2013

Il Canto del Gallo, la viva voce di un prete di strada

Don Andrea Gallo

Venerdì 6 dicembre è il libreria Il Canto del Gallo - Dalla viva voce di un prete di strada (Chiaralettere 2013), il libro-dvd, con filmati a cura di Ugo Roffi in collaborazione con la Comunità di San Benedetto al Porto che rende omaggio a Don Gallo, a pochi mesi dalla scomparsa.

Angelicamente anarchico

Genova - [Testi raccolti in occasione della presentazione del libro Angelica-mente anarchico, Mondadori, Milano 2005, il 24 maggio 2005 e in occasione della festa organizzata dall’Anpi a Gattatico (Reg-gio Emilia) il 25 aprile 2010]

Almeno le scarpe...

L’unica presentazione che posso fare di me è che sono figlio di don Bosco. Io volevo andare per le strade, mia mamma scherzava e quando parlava di mio fratello, che era professore, mi diceva: «Era lui che doveva farsi prete». Una volta mi guarda: «Cosa guardi?». Fissava le scarpe: «Almeno le scarpe da prete ce l’hai» mi disse. Il cardinal Siri, severissimo, non mi ha mai richiamato per l’aspetto. 

Chissà quante volte s’è pentito il cardinal Siri. A vent’anni ho sentito il bisogno di rientrare dai salesiani di don Bosco, dopo essere andato in Brasile, ma quella non era stata una scelta ideologica.  Chi fa una scelta ideologica può sbagliare, ma chi fa una scelta evangelica come fa a sbagliare?

«Da che parte stai?»

In Brasile mi aveva colpito una cattedrale; non era molto grande, c’era una grande scritta: «Tu che stai per entrare in chiesa, cristiano, ascolta». Ve la immaginate qui una scritta così sulla facciata del Duomo? C’è il rischio che più nessuno vada in chiesa. A Genova c’era una scritta: «Il mondo si divide tra oppressori e oppressi. Tu, cristiano, da che parte stai?». Comunque io, in Brasile, rimasi lì così: «Entro o non entro?». Eravamo nel ’53, poi ho vissuto tutta la miseria brasiliana, la realtà delle favelas, allora ero ancora chierico e solo nel ’59 fui ordinato sacerdote e cominciai a dire messa. Don Milani dice: «Ai figli di contadini e operai di Barbiana io ho insegnato a leggere e a scrivere», e poi: «E loro mi hanno insegnato la vita». La solidarietà coi poveri è una scelta, la stessa scelta di Gesù.

L’incontro con Canestri

Di fronte a questa scelta l’obbedienza non è più una virtù, l’ha detto don Milani; il primato della coscienza personale è dottrina certa della mia santa madre chiesa, questo è un punto fondamentale. Una volta incontrai il cardinale Giovanni Canestri. Continuava a dire: «Ai ragazzi devi imporre questo, devi dare loro i principi...». «Eminenza, come fai a imporre? Non si possono imporre i principi di fronte al primato della coscienza.» «Sì, caro figliolo, è vero... tuttavia, caro figliolo, una coscienza si può dire retta quando fa riferimento alla verità.» «Eminenza, siamo in piena sintonia. Perché da questo momento noi la cerchiamo insieme la verità, ascoltando tutti, tutti».

Mai scomunicato

Gesù l’ho incontrato dunque a vent’anni, il suo biglietto da visita ce l’ho sempre sul tavolo. Lui ha scritto: «Sono venuto per servire e non per essere servito». Io già ho avuto sopra di me cinque cardinali e nessuno mi ha mai scomunicato. Ad ogni modo, uno tra questi, una volta che lo andai a trovare nel suo studio, mi fa vedere tutte le lettere che ha sul tavolo e mi dice: «Guarda qui quante lettere, ce l’hanno tutti con te: sei sempre con le puttane, sei sempre coi trans, sei sempre coi drogati, sei sempre coi disoccupati, sei sempre...» e gridava. Io allora gli dico: «Eminenza, secondo lei, Gesù come si sarebbe comportato?». Lui mi guarda e mi fa: «Ah, se la metti su quel piano...». Ma su che piano la devo mettere?

Mai papa

Nel 1949 un prete molto anziano, professore, pedagogo, allievo di don Bosco (che è morto nel 1888), mi fece una profezia. Tutti i novizi lo rispettavano, esercitava su di noi un grande fascino. Appena potevamo, eravamo intorno a lui. Gli arrivo vicino e mi dice: «Come ti chiami?». E io, quasi sommessamente: «Chierico Gallo». «Come?» I vecchi sono sordi e allora ripeto più forte come quando facevo il partigiano e il marinaio: «Chierico Gallo!». Mi sembra di vederlo di nuovo questo grande prete coi capelli bianchi, così imponente: «Ecco. Non sarai mai papa. Perché dire papa Gallo non sarebbe proprio possibile».

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