Teatro Genova Teatro della Tosse Venerdì 29 novembre 2013

Zombitudine: Daniele Timpano e Elvira Frosini raccontano il mondo di oggi alla Tosse

Daniele Timpano e Elvira Frosini in Zombitudine
© Ilaria Scarpa

Genova - Siamo un gruppo di persone chiuse a chiave in un teatro. Non si può più uscire, le porte sono sbarrate. E il bello è che non sapevamo che ci saremmo trovati tutti lì, ad aspettare. Aspettare chi? Aspettare cosa? Che tutto finisca. O forse che tutto abbia inizio. Una vita nuova o la fine di tutto? Noi, spettatori trasformati in aspettatori - coloro che aspettano e non sanno il perché - restiamo seduti seguendo le istruzioni di due attori che, dal palco del Teatro della Tosse, ci spiegano cosa sta accadendo.

Lei e lui, Elvira Frosini e Daniele Timpano, sono soli sul proscenio. Accanto a loro, una valigia marrone e una borraccia. Dietro di loro solo il sipario rosso, chiuso. Si agitano mentre aspettano l'arrivo di chi cambierà tutto. «Regola numero uno», incalzano, «vietato tornare. Vietato risorgere».

Sono gli zombie quelli che stanno per arrivare? Non si sa, non si capisce. L'importante, comunque, è riprenderli con il telefonino, e possibilmente fargli anche un video per poi pubblicare tutto su Facebook, perché «il mondo deve sapere». Come se riportare tutto sul social network fosse più importante che sopravvivere, come se Facebook fosse sinonimo di vita.

Quando poi loro, gli zombie, arrivano davvero, camminano tra di noi, il pubblico. E hanno qualcosa da dire: portano dei cartelli, gridano al megafono. Camminano lenti (conosciamo tutti l'andatura degli zombie), come in corteo. Ma chi sono i non-morti, loro o noi? Ce lo chiediamo quando, alla fine di tutto, i due attori che ci hanno accompagnati per questo viaggio ansiogeno, ci fissano dal palcoscenico coperti, loro e noi, da un fumo di nebbia che fa tossire.

E mentre loro si prendono per mano e accettano (finalmente) la propria condizione di zombie, anche noi ci domandiamo se il mondo in cui viviamo - così veloce e asettivo, fatto di grandi firme, di tag e post, senza più parole pronunciate guardandoci in faccia, ma fissando uno schermo - non stia trasformando tutti in non-morti. O non-vivi.

Questo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Frosini e Timpano, ti fa venire voglia di pensare, di ridere - molto - e di scoprire un teatro vivo e vegeto (altro che zombie): il progetto prevede, oltre allo spettacolo, anche una residenza dei due artisti al Teatro della Tosse e un laboratorio per attori, con invasione urbana degli Walking Zombie: attraversamenti, avvistamenti, apparizioni di zombie in giro per la città.

La locandina di Zombitudine, bellissima con i suoi disegni fumettosi e i colori accesi, ci fa pensare al classico horror splatter. Ma non è questo che dovete aspettarvi entrando in sala. Non aspettatevi proprio niente. Godetevi solo questo spettacolo fatto di parole e riflessioni.

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