Attualità Genova Venerdì 25 ottobre 2013

Festival della Scienza 2013: Capitani coraggiosi, imprenditori a confronto

Niccolò Branca
© niccolobranca.it

Genova - L'undicesima edizione del Festival della Scienza, a Genova fino al 3 novembre, trova spazio anche ai Capitani Coraggiosi: si tratta di un ciclo di incontri a Palazzo Ducale (sala del Maggior Consiglio) con manager e imprenditori, protagonisti di grandi aziende che hanno fatto la storia del made in Italy. Capitani coraggiosi è il titolo del romanzo di Rudyard Kipling, la storia del giovane Harvey Cheyne e della sua iniziazione al lavoro, inteso come mezzo di sostentamento ma soprattutto come valore saldamente legato ai concetti di impegno e coraggio. In un momento di crisi economica come quello attuale, le storie di questi imprenditori, che attraverso intuizioni e gesti concreti hanno dato lustro al saper fare italiano, vogliono essere la prova che ricerca, creatività e innovazione possono essere il vero motore per un aumento della crescita e dell'occupazione, verso un futuro più florido e sostenibile.

Il ciclo di conferenze è stato realizzato in collaborazione con Erg e racconta storie provenienti da svariati settori dell'industria italiana, tutti caratterizzati da eccellenze, come la moda, l'energia, ma anche le aziende alimentari e farmaceutiche. Il primo capitano ad incontrare il pubblico, venerdì 25 ottobre alle ore 18.00, è Brunello Cucinelli. Il pioniere della lavorazione del cachemire, proveniente da una famiglia contadina dell'Umbria, spiega come da un piccolo prestito in banca è nata l'impresa che ha portato la tradizione manifatturiera italiana a raggiungere la leadership mondiale. Segue, domenica 27 ottobre alle ore 11.30, l'impresa di Niccolò Branca: l'erede della dinastia produttrice dello storico amaro digestivo illustra come economia della consapevolezza e imprenditoria possono coesistere, unendo i concetti di guadagno e sostenibilità.
Lunedì 28 ottobre alle ore 18.00, è poi protagonista la storia di Riccardo Garrone, narrata dai figli Edoardo e Alessandro. Tra ricordi, video e testimonianze si vuole ripercorrere la vita dell'imprenditore e dell'uomo, che grazie a determinazione e lungimiranza, ha reso possibile il successo di Erg, gruppo leader nel settore dell'energia. Martedì 29 ottobre, alle ore 18.00, Elena Zambon spiega come impegno e perseveranza rendono possibile la coesistenza di una soddisfacente vita famigliare e del successo imprenditoriale: la Zambon S.p.a, è un'eccellenza del settore della ricerca scientifica, con un occhio di riguardo per il sociale.
Domenica 3 novembre alle ore 11.00 chiude la serie di incontri Oscar Farinetti: figlio di un partigiano è il fondatore di Eataly, la catena di negozi che distribuiscono i prodotti più ricercati della tradizione alimentare italiana.

Abbiamo raggiunto al telefono Niccolò Branca, il secondo ospite della kermesse (domenica 27, ore 11.30), per farci raccontare il suo mondo di intendere l'attività imprenditoriale. «La mia visione si basa principalmente sul concetto di economia della consapevolezza, un'idea strettamente correlata, a mio avviso, a quella della responsabilità. Trovare la consapevolezza dentro se stessi e metterla in pratica in maniera olistica, ossia totale, ci aiuta a raggiungere l'equilibrio».
Un caposaldo del pensiero di Branca si concentra sul rispetto: «anche in azienda e nel mondo del business è necessaria l'attenzione nei confronti dell'ambiente e soprattutto delle persone, atteggiamento che passa, anche in questo caso, dalla consapevolezza, che dovrebbe essere globale e mai a compartimenti stagni, che permette di fare ed agire più saggiamente. Fare per vivere però, e mai il contrario».

Un modo di pensare all'economia sicuramente influenzato da una forte impronta umanistica: «gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dalla frenesia e da una finanza forse troppo selvaggia, ma credo sia necessario agire principalmente per il bene, degli altri e della società, non demonizzando mai però né il possesso, né il desiderio, che sono due aspetti assolutamente umani e possono essere delle vere e proprie spinte che ci portano ad intraprendere i diversi cammini della vita». L'imprenditore si riferisce spesso alla pratica della meditazione che però slega da qualsiasi credo religioso: «meditare e raggiungere un'autocoscienza non sono attitudini che provengono solo dalle filosofie orientali, ma sono contemplate in tutti i culti. È un percorso non facile da attraversare, ma credo che farlo diventare uno stile di vita e passare quindi dalla teoria alla pratica possa essere positivo e utile».

Branca è anche autore del libro Per fare un manager ci vuole un fiore (Mondadori, 2013, 228 pp, 17 Eu): «quando vediamo sbocciare una corolla di petali è come se assistessimo al rilascio di un tensione, di quell'energia del mondo che è la stessa forza motrice anche delle nostre azioni. Il fiore, poi è simbolo supremo di bellezza».
Quella bellezza che è anche il tema principale di tutto il Festival della Scienza 2013. Non si poteva concludere in maniera migliore, trovando un piccolo spazio per dare un consiglio ai giovani imprenditori: «trovare la propria centralità, soprattutto al giorno d'oggi in un mondo così nevrotico è indispensabile, per essere presenti e quindi consapevoli». Essere, insomma, Capitani coraggiosi.

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