Attualità Genova Giovedì 24 ottobre 2013

Il Porto di Genova ed Expo 2015: «La macchina si è messa in moto»

Il Porto di Genova

Articolo in collaborazione con l'Autorità portuale di Genova.

Video a cura di Leonardo Parigi.

Genova - Expo 2015 si avvicina, e la Liguria non vuole certo farsi cogliere impreparata. È stata la prima regione italiana a firmare il protocollo d'intesa che sancisce la sua presenza all'interno del Padiglione Italia, cuore della manifestazione che animerà Milano dal primo maggio al 31 ottobre 2015.

Genova ha presentato da tempo anche il progetto Porto dell’Expo: «In occasione della manifestazione saremo punto di accesso delle merci per gli oltre 137 paesi che fino ad oggi hanno aderito alla manifestazione», spiega Luigi Merlo. Il presidente dell’Autorità Portuale di Genova è soddisfatto del lavoro svolto fino ad ora: «Per l’occasione presenteremo il grande progetto del porto intelligente e sostenibile, che fa delle energie alternative e della ricerca scientifica il proprio punto forte».

Noi di mentelocale avevamo incontrato Luigi Merlo pochi mesi fa. In quell’occasione ci aveva raccontato del difficile dialogo con gli organizzatori di Expo 2015.

Voi avevate già pronto il progetto di collaborazione, ma loro rimandavano l’incontro. Qual è il rapporto tra la portualità e l’organizzazione dell’Expo oggi? È cambiato qualcosa?
«La situazione si è sbloccata. C’è stata da una parte l’azione di finanziamento da parte del governo, dall’altra abbiamo costruito una relazione con la giunta regionale lombarda. È nato un rapporto molto collaborativo. Non a caso la Regione Liguria è stata la prima a sottoscrivere l’intesa, e anche la prima a lavorare al progetto all’interno del Padiglione Italia, grazie all’iniziativa dell’assessorato al turismo e con il coordinamento operativo di Liguria International».

L’Expo è un’opportunità sia per le merci che arriveranno al Porto di Genova, sia per i turisti e i passeggeri…
«Per quanto riguarda le merci, la vera sfida sarà quella di garantire un canale di servizi efficienti, trasportando le merci direttamente alla sede fieristica in un’ora e mezza circa. Speriamo in questo modo di consolidare i rapporti con i paesi che parteciperanno all'Expo. Il trasporto sarà per lo più su gomma: il porto sdoganerà la merce e ci sarà un canale di avviamento diretto. Saranno molte le innovazioni per quanto riguarda i servizi portuali: nel 2015 saranno finiti tutti i progetti del Piano regolatore: verranno ultimati i riempimenti delle piattaforme di Calata Bettolo, Ponte Ronco e Ponte Canepa, ma sarà pronta anche la nuova infrastrutturazione ferroviaria e i progetti legati al nostro piano Energetico Ambientale. Stiamo inoltre lavorando al progetto legato al porto intelligente e sostenibile. Saranno molte le opportunità anche per le imprese della ricerca e dell’innovazione, che sono presenti nel nostro territorio. Poi c’è il tema legato al turismo: l’idea è quella di fare progetti crocieristici specifici per Expo 2015. Oggi i tempi ci sono, anche perché finalmente la macchina si è messa in moto».

Il riempimento della grande piattaforma di Calata Bettolo, e quello tra Ponte Ronco e Ponte Canepa: due grandi progetti che è riuscito a portare a termine in un mandato e mezzo. Ma in genere il tempo di durata della carica di un presidente è troppo breve rispetto al tempo che occorre per realizzare i grandi progetti legati al porto. Questo crea problemi nel portare avanti le cose?
«Più che la fase realizzativa dei progetti, ad essere lunga è quella approvativa. È vero, siamo riusciti a fare i lavori di riempimento tempestivamente, soprattutto i dragaggi, che hanno consentito l’arrivo delle grandi navi. In parallelo stiamo lavorando al nuovo Piano Regolatore. Oggi però ci interessa capire come accelerare i tempi per la realizzazione del progetto della nuova diga».

A proposito del progetto che prevede lo spostamento della diga foranea più al largo, per permettere alle grandi navi di spostarsi con più facilità, a che punto siamo?
«La diga è un’esigenza imminente: non possiamo perdere un solo giorno. Al momento abbiamo approvato le linee di indirizzo del piano; il prossimo anno faremo la gara. La progettazione sarà molto complicata, quindi ci servirà un supporto specifico per verificare sia l’andamento navale che le condizioni ambientali, e perfino gli effetti che lo spostamento avrà sui cetacei. Probabilmente lo studio sarà pronto entro l’inizio del 2015. Allora si aprirà il tema delle risorse. L’iter per la realizzazione del nuovo Piano Regolatore verrà invece completato entro il 2014. Nel frattempo ci confronteremo con tutti gli stakeholder, gli operatori e i cittadini. Ma sono molti i nostri obiettivi per il futuro: il superamento del cono aereo, ad esempio. A causa della vicinanza dell’aeroporto, oggi le navi non possono muoversi quando gli aerei sono in fase di atterraggio. Stiamo lavorando con Enal (Ente nazionale assistenza lavoratori) e Enac (Ente Nazionale Assistenza al Cittadino) per capire come risolvere il problema».

Può parlarci del Piano Energetico Ambientale del Porto di Genova?
«Siamo stati il primo porto in Italia a redigere questo piano, che agevola e garantisce le possibilità di sviluppo di tutte le energie alternative. Ci sono già stati ottimi risultati nell’ambito del solare e del termico. Enel Green Power aveva proposto un progetto per quel che riguarda l’eolico in diga, che è attualmente al vaglio della commissione della Regione Liguria. Io ho candidato il porto di Genova per sperimentare la nuova pala eolica progettata da Renzo Piano. In questi giorni il prototipo sta dando ottimi risultati (è stato testato a terra a Pisa, ma ora deve essere testato in mare, n.d.r.). Per il 2015 speriamo di avere in porto l’eolico ideato da Piano, e testato nella sua città».

Nel 2017 la centrale Enel, che si trova accanto alla Lanterna, chiuderà. Senza dubbio questo diminuirà l’inquinamento in città. Quali sono i progetti per quell’area?
«Vorrei poterla utilizzare per attività operative: il porto ha una grande fame di spazi. Ne ha ceduti molti al Porto Antico. Ma se venisse mantenuto il vincolo della sovrintendenza su tutto l’edificio della centrale, pensare a una funzione industriale sarebbe difficile. Per ora ci stiamo semplicemente ragionando: c’è un tavolo aperto con Enel per capire se alcune aree potranno essere dismesse prima della chiusura della centrale, anche per garantire occupazione a chi lavora lì».

L’ultima volta che ci siamo incontrati abbiamo parlato di due progetti importanti, che hanno lo scopo di avvicinare i genovesi al porto: il recupero dell’edificio Hennebique e Ponte Parodi. Quali sono le novità?
«Il bando per Hennebique scade il prossimo novembre. È un bando molto impegnativo: l’amministrazione comunale ha messo dei vincoli di destinazione forse troppo severi. Ci auguriamo che vengano presentate istanze, altrimenti con il Comune si ragionerà per ampliare ulteriormente l’offerta. Per quanto riguarda Ponte Parodi, invece, ci sono novità positive: c'erano stati dei rallentamenti perché non era chiaro dove posizionare la sede dei rimorchiatori. Oggi il problema è stato risolto, e stiamo procedendo con le ricollocazioni delle imprese. L’anno prossimo dovrebbero partire i lavori per la costruzione della struttura vera e propria, a cura dell’impresa Altarea. I lavori per Hennebique e Ponte Parodi partiranno probabilmente in contemporanea: sarà la conclusione dell’anello che collega la stazione marittima al Porto Antico. Con la Regione Liguria, il Comune e Renzo Piano stiamo anche ragionando sul progetto che prevede una pista ciclabile che partirebbe dalla Fiera (via dei Pescatori) per raggiungere il Porto Antico. Entreremo nella fase viva della progettazione nel dicembre del 2014. Il progetto sarà parte integrante del Piano Regolatore».

L’incidente al Molo Giano: dopo il dolore, la ricostruzione. A che punto siamo? E che caratteristiche avrà la nuova torre?
«È ancora presto per dirlo. Per quanto riguarda la localizzazione della nuova torre, aspettiamo gli ultimi pareri dei piloti della Capitaneria. Anche su questa progettazione dovrebbe lavorare Renzo Piano, a cui è stato chiesto anche di realizzare un luogo della memoria, per ricordare le nove vittime dell’incidente. Dopo quel fatto drammatico il porto ha reagito rafforzando la sicurezza nel lavoro: la prudenza che c’è oggi nel nostro porto è davvero unica».

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