Concerti Genova Venerdì 27 settembre 2013

Teatro della Tosse: la presentazione della stagione di musica contemporanea

Genova - «Una sfida, una progetto nuovo mai sperimentato a Genova». Con queste parole, Emanuele Conte, direttore del Teatro della Tosse ha presentato Le strade del suono, la nuova stagione di musica contemporanea curata dall’Ensemble Eutopia, sotto la direzione artistica di Matteo Manzitti, giovane compositore genovese.

Il progetto che si articola in nove concerti, di circa un'ora ciascuno, e in tre repliche mattutine dedicate alle scuole, nasce dall’idea di riportare a Genova i musicisti che per ragioni di lavoro sono stati costretti a lasciare la città, la stessa volontà che aveva fatto da base alla progetto della Claque.

Questa stagione, inoltre, viene a colmare un vuoto nel panorama musicale cittadino che fino ad ora non aveva mai affrontato una stagione dedicata alla musica contemporanea. «Guardando le città del nord Italia – ha affermato Manzitti – mi sono accorto che alcune possedevano tre o quattro stagioni a testa, mentre Genova ne era completamente sprovvista».

Tre gli obiettivi del direttore artistico: in primis portare al pubblico partiture che abbiano una grande densità di comunicazione e far passare il messaggio che queste non sono riservate a un auditorio d’elite. Poi, sempre in quest’ottica, usare uno stile informale, che si badi non vuol dire banale o inferiore. Ogni spettacolo è integrato da atti performativi, quali letture, proiezioni e danza, per rendere immediato e familiare anche l'ascolto delle opere più complesse. Infine radunare musicisti capaci: «Ci vogliono professionisti con una grande solidità tecnica per eseguire queste partiture – ha sottolineato Manzitti – oltre ovviamente alla capacità espressiva».

E proprio su questi validi giovani ha puntato l’attenzione anche Roberta Canu, direttrice del Goethe Institut, che ha sostenuto il progetto: «Si parla tanto, in questo periodo, di fuga di cervelli, ma questa tendenza si può interpretare anche in maniera positiva, ovvero vedere questi giovani come talenti ch tornano nella loro città per regalare quello che hanno appreso fuori».

E questi artisti propongono un calendario musicale veramente interessante. Si parte il 9 ottobre con un omaggio a Steve Reich, un compositore che ha scelto di rendere trasparente al pubblico il processo compositivo che porta alla nascita dell’opera musicale. Ma Reich sa anche contaminare questa chiarezza espressiva con altre forme musicali, che vanno dalle poliritmie africane alle cantillazioni ebraiche. Alla Tosse viene portato sul palco Wtc 9/11, in prima esecuzione italiana.

Domenica 10 novembre, il Teatro genovese ospita una performance di Xenia Ensemble, un’associazione costituita, nel 1995, da quattro musiciste interessate sia alla promozione della musica da camera contemporanea, sia alla didattica. Con loro vanno in scena le sonorità dell’India.

Il 13 novembre, invece, il programma propone la musica di Fabio Vacchi che, presente in sala, interagisce con il pubblico. La direzione del concerto è affidata a Carlo Boccadoro, leader dell’Ensemble Sentieri Selvaggi, gruppo attivo a Milano.

Il 18 dicembre è la volta delle Folksongs, in un viaggio da Luciano Berio, che aveva riscritto per organico alcune canzoni popolari, alla contemporaneità più prossima, con due musicisti ai quali è stato chiesto di musicare due canzoni popolari delle loro città.

L’Ungheria è protagonista il 15 gennaio. Con le musiche di Gyorgi Ligeti, di cui vengono suonati alcuni studi per pianoforte che rivestono una importanza notevole nella storia della musica per la loro carica innovativa. Ma nel contempo è un autore di sonorità che divertono, «capaci di affascinare anche i bambini», come ha evidenziato Manzitti.

Igor Stravinsky e la sua musica animano la serata del 12 febbraio. Un compositore contemporaneo, quasi di respiro post-moderno, perché più interessato all’impurità che alla perfezione, materico, contaminato dalla danza.

La musica «muscolare e poco educata» di Alfred Schnittke sale sul palco il 5 marzo in accoppiata con la sonata per viole di Dmitri Sostakovich.

Il 9 aprile è l’occasione per un simposio musicale in collaborazione con il Goethe Institut. Giovani musicisti italiani e tedeschi si cimentano su Favola, di Goethe. Un testo enigmatico e simbolico che, per certi versi, ricorda il Flauto Magico di Mozart. Si chiude il 30 aprile con una serata che ha come fil rouge il 900 americano

Ogni spettacolo, inoltre, propone un intervento introduttivo sul tema prescelto nel quale Matteo Manzitti, fornisce al pubblico delle chiavi di lettura per comprendere al meglio il contributo artistico degli autori trattati e per favorire un ascolto più consapevole. Se, quindi, il concerto propriamente detto è fissato per le 21, l’appuntamento, per chi lo desidera, è alle 20.30 per la breve introduzione.

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