Concerti Genova Sabato 7 settembre 2013

Goran Bregovic e la Notte della Taranta alla Festa democratica 2013

Goran Bregovic
© Andrea Carozzi
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Genova - Ieri sera, venerdì 6 settembre, a esibirsi sul palco dell’Arena del Mare, nell’ambito degli eventi della Festa  democratica è stato Goran Bregovic accompagnato dall’orchestra popolare La Notte della Taranta. O forse sarebbe meglio dire si è esibito il gruppo salentino, con una comparsata dell'acclamato musicista bosniaco.

Ad animare la notte genovese, infatti, sono state le tarante e le pizziche, sonorità salentine che, a tratti, cedevano il posto a un sound più gitano e balcanico, in un fluire di note dal sapore mediterraneo. 
A scatenarsi al ritmo della musica i giovani, ma anche tante persone con qualche capello bianco in più, uniti nel dimenarsi e a battere le mani al tempo della taranta.

L’ensemble ha proposto i classici della musica tradizionale: stornelli, canti di lavoro e canti d’amore, alternando brani dal ritmo indiavolato a pezzi più intimisti, affidati alla sola voce o a un contrappunto di voci, che in qualche modo mi hanno fatto pensare alla vena malinconica del canto popolare genovese e al fado portoghese
In fondo come ha ricordato Antonio Castrignanò, tamburellista talentuoso e voce della Notte della Taranta, i salentini e i genovesi  «si somigliano perché sono entrambi un popolo di mare».

Ed proprio il bello della musica questo portare all’incontro diverse culture e diversi mondi, in un intreccio dove le differenze sfumano e si amalgamano. Come in uno dei pezzi proposti all’inizio del concerto dove le sonorità salentine lasciavano il posto a quelle più propriamente gitane per poi tornare a quelle dell’Italia meridionale e poi ancora a quelle balcaniche.

Se il pregio della serata è stata la sensazione di trovarsi a una grande festa mediterranea, non sono mancate le ombre. E neppure le polemiche. Bregovic, che doveva essere il protagonista della serata, in realtà non ha interpretato personalmente nessuno dei pezzi. Seduto al centro del palco ha suonato tutta la sera, scandendo il tempo con il dito.
Il pubblico al grido di «Bregovic, Bregovic» l’ha più volte chiamato ad esibirsi. Ma la tanto attesa performance non c’è stata e, dopo neanche due ore di concerto, ha congedato il pubblico «perché si era fatto tardi ed era ora di andare a dormire».

Alle proteste del pubblico, sempre La Notte della Taranta ha concesso ancora due brani, concludendo con Bella Ciao, «la canzone della Resistenza più bella di sempre», per usare le parole di Bregovic, cantata a gran voce da tutti. 
Finiti i due brani i musicisti si sono ritirati e hanno lasciato il pubblico ancora per un po’ assiepato sotto il palco a fischiare e a richiamarli a gran voce. Ma non c’è stato niente da fare. E quello che è rimasto della serata all’uscita è stato un po’ l’amaro in bocca: musicisti straordinari, ma, come ho sentito dire da un ragazzo, è stato un po’ come andare a una mostra su Goya con un solo dipinto del maestro. Un po’ si rimane male.

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