Concerti Genova Venerdì 6 settembre 2013

Elio e le storie tese: il concerto alla Festa democratica 2013

Elio e le storie tese
© Andrea Carozzi
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Genova - Genova ama Elio e le storie tese. A giudicare dall’intensità dei cori di forza panino con i quali i musicisti, al termine del concerto di giovedì 5 settembre all’Arena sul mare, sono stati richiamati per il bis con la classica Tapparella. A sentire i tanti ragazzi che cantavano parola per parola le canzoni vecchie e nuove del gruppo. A vivere l’atmosfera festosa e goliardica di un gruppo molto esteso di amici, non solo giovanissimi, riuniti per ascoltare ottima musica sintonizzati sul pianeta goliardico di Elio. E loro hanno ricambiato tanto affetto con due ore di canzoni, da Plafone, inizio strumentale in impeccabile stile prog, fino a Born to be Abramo, anno di grazia 1990, con in mezzo quasi per intero i pezzi di L’album biango (sono mancate, con qualche rimpianto Amore amorissimo, e Luigi il pugilista), inframezzati da qualche classico pescato dai cassetti del tempo.

Formazione leggermente modificata con Vittorio Cosma al posto di Rocco Tanica nei panni di Carmelo, nuovo personaggio della galleria antropologica creata dal gruppo, attempato artista reduce da insuccessi a catena ad Amici e «Molto in Europa» quanto a gusti sessuali, come ha ripetuto Elio più volte dal palco.

Per il resto le colonne Faso e CesareoJantoman alle tastiere, il pirotecnico Christian Meyer ai tamburi e la bravissima Paola Folli ai cori, che ha infuso sapori gospel alle interpretazioni dei classici. Menzione a parte per Mangoni, artista a se che diventa diavolo, ballerino, Elvis o Supergiovane a seconda delle esigenze scenografiche dei pezzi. Prima del disco più recente «che avete ascoltato su youtube, ma si può anche comprare» tocca a Servi della gleba con il siparietto straziante di Faso, quindi Dannati forever, straripante e barocca, la Canzone mononota, Lampo «una canzone che parla di voi», e che, aggiungiamo, sottoscriverebbe anche Keith Jarret, nemico giurato delle foto ai concerti, Il tutor di Nerone, con Carmelo nella parte del rompiscatole al telefono, il racconto naif del Ritmo della sala prove e, sempre sul fronte del ricordo, la stupenda Come gli Area, uno degli omaggi più sentiti e riusciti al gruppo di Demetrio Stratos. Un esempio di come si possa giocare con note e parole, esprimendo rispetto ed ammirazione per un’esperienza che rimane unica nella storia della musica italiana.

Dal passato emergono T.V.U.M.D.B. con gli Earth wind and fire nel mirino, Supergiovane, con Mengoni scatenato ad arrampicarsi sulle transenne nei panni del supereroe con mantello siglato, i ritmi cubani di El pube la dedica all’epoca Saturday night fever di Disco music, e qui Mengoni si contorce in gabbia, e Rock n’roll introdotta all’acustica da Elio con aneddoto di gioventù al Parco Lambro.

Non poteva capitare giorno meno propizio di quello che precede il concerto a Genova di Goran Bregovic per proporre Il complesso del primo Maggio dove il musicista slavo e la musica balcanica vengono ampiamente sbeffeggiati, ma Elio non si tira indietro ed offre una spettacolare versione del pezzo con tanto di litigio in diretta fra i due cantanti del complesso tipo Linea 77.

Il pubblico chiedeva  a gran voce Alfieri ma «siamo artisti e la nostra integrità ci impone di non eseguirla - ha risposto Elio - anche se avessimo voluto farla, con le vostre insistenze avremmo rinunciato». 

E le note alterate del Nessun dorma hanno mandato tutti a casa contenti.  

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