Concerti Genova Mercoledì 24 luglio 2013

Gezmataz 2013 al Porto Antico: Acs Trio in concerto

Acs Trio

Genova - Mercoledì 24 luglio è il giorno del concerto clou al Festival Gezmataz di Genova, dove, alle 21.30, sul palco delle feste, sarà di scena l’Acs Trio, ovvero Geri Allen al pianoforte, Esperanza Spalding al contrabbasso, per la prima volta a Genova, e Terry Lyne Carrington alle percussioni.

Geri Allen è una compositrice e pianista attiva sulle scene mondiali del jazz dai primi anni Ottanta, e vanta partnership musicali con Ravi Coltrane, Dianne Reeves, Ornette Coleman e Paul Motian. Terri Lyne Carrington ha ricoperto il ruolo di batterista, fra gli altri, per conto di Herbie Hancock, Wayne Shorter, Al Jarreau, Stan Getz, ed è autrice di una carriera musicale a proprio nome con numerosi incisioni per la Ecm. Infine Esperanza Spalding, giudicata Best New Artist ai Grammy Awards del 2011, è una vera stella a due facce, una nel jazz e l’altra nella musica funk e pop, come testimonia il suo ultimo Radio Music Society.

Uno show elegante e ardito nel contempo, ha commentato il periodico Village Voice dopo la prima del gruppo al Village Vanguard di New York.

La cronaca dei giorni passati del festival ha già archiviato altre due giornate ricche di musica dopo il pienone del concerto inaugurale di Steve Swallow. Lunedì era di scena la RareNoise, con i suoni di confine del proprio catalogo e due gruppi come di consueto molto interessanti.

Molè, trasformato in trio con Mark Aanderud, piano, Stomu Takeishi, basso ed Hernan Hecht alla batteria, si muta in una creatura profondamente diversa rispetto al gruppo omonimo autore del cd What’s the meaning del 2012. Sul palco del Porto antico restano le costruzioni melodiche piramidali del piano di Aanderud, ma tende a prendere il sopravvento il versante ritmico, complice anche il missaggio dei suoni, con il basso di Takeishi in primo piano, che non lesina bordate funk e assoli, e la tellurica batteria di Hecht.

Si perde qualcosa della positiva e solare atmosfera del disco, che vanta alcune composizioni davvero accattivanti, ma si guadagna in dinamicità e tensione. Per chi ama i sapori forti, una prelibatezza.

Berserk, salito sul palco alle 3 passate, ha superato indenne e ancora più in forma la cruciale prova del live, spesso un’incognita per i progetti multiformi nati in studio come quello di Lorenzo Feliciati e Lorenzo Esposito Fornasari. Invece la proposta del sestetto risulta assolutamente convincente ed equilibrata su un versante di rock elettronico arricchito dal trombone effettato di Gianluca Petrella, qui lontano dai consueti territori del jazz, ma elemento essenziale al suono del guerriero.

Il palco non ha lesinato sorprese e spunti di interesse: dalla voce di Fornasari, che ha smussato alcune esasperazioni presenti su disco, a Eivind Aarset seduto fra consolle di effetti per creare nuvole di suoni, al piano di Puglisi, impegnato anche al redivivo Arp Odissey, fino al possente motore ritmico spinto da Feliciati e Calcagnile. Ma è l’ensemble a funzionare, e ogni elemento risulta essenziale alla composizione di un mosaico nitidamente a fuoco.

Invece martedì 23 luglio si sono esibiti i docenti del parallelo workshop, ovvero Andy Sheppard al sax, Marco Tindiglia alla chitarra, Masa Kamaguchi al basso e Michele Rabbia alla batteria in un live avviato in modo un po’ cerebrale ma presto sbocciato in una dimensione più appassionante con pezzi di Scofield, Sheppard e dello stesso Tindiglia nei quali sax e chitarra hanno dominato le parti soliste ben coadiuvate dalla ritmica con un pirotecnico Rabbia, che riesce a far suonare anche un sacchetto di plastica. Molti applausi da parte della platea, che ha ricevuto un regalo finale con Ma se ghe pensu in chiave jazz.

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