Attualità Genova Giovedì 25 luglio 2013

Movida silenziosa: le nuove regole del Comune di Genova

QUESTO ARTICOLO È DEL 2013: LEGGI Il REGOLAMENTO SULLA MOVIDA EMESSO NEL 2016

Da sempre mentelocale.it segue e sostiene la rinascita dei caruggi genovesi. Sono stati i giovani frequentatori della movida - genovesi, e non solo - a trasformare il centro storico da luogo off limits a centro della vita notturna cittadina.

Noi la movida la difendiamo a tutti i costi. Per questo abbiamo sentito il bisogno di raccontarvi quali sono le nuove regole stabilite dal Comune di Genova proprio sulla vita notturna genovese nel centro storico.

E voi cosa ne pensate? Dite la vostra scrivendo a redazione@mentelocale.it e partecipate al nostro sondaggio.

Leggete i nostri articoli sulla movida:

Genova - Silenzio si dorme! Questo sembra essere il motto che ha guidato la Giunta Comunale durante la stesura delle nuove norme che entro fine luglio (sempre se verranno approvate dal consiglio comunale) regoleranno la vita notturna della movida genovese.

La lotta contro il divertimento giovanile, che da più di quindici anni trova il suo fulcro nella città vecchia, sembra finalmente essere stata vinta da chi la movida non l'ha mai potuta digerire. Il giro di vite sarà secco e deciso, basta schiamazzi, basta feste ma rigoroso silenzio. La movida si prepara a diventare così silenziosa, pacata e anche un pò noiosa verrebbe da aggiungere.

Il progetto sembra proprio quello di adeguare la vita notturna agli standard di anzianità che caratterizzano la popolazione genovese, accelerando il processo di invecchiamento dei pochi giovani che vivono nel capoluogo ligure.

Ma scendiamo nel dettaglio e vediamo come le nuove regole cambieranno per sempre il modo di intendere la notte.

  • Musica: I concerti e ogni forma di esibizione musicale saranno rigorosamente vietati dalle 22 in poi, a meno che non si svolgano a porte chiuse.
  • Locali: Quelli che presenteranno una perizia fonometrica e che si doteranno di limitatori di suono, potranno posticipare l'orario musicale anche fino alle 2 del mattino. Gli esercenti più rigorosi riceveranno dei benefit, come ad esempio la possibilità di occupare il suolo con tavoli e seggiolini in maniera gratuita oppure ottenere degli sgravi sulle tasse che si pagano per l'occupazione del suolo. Un benefit non da poco per chi ha un locale nei vicoli, nonché una buona regola che tenta di conciliare l'energia della movida con il desiderio di riposo di chi abita nei vicoli.
  • La zona rossa del rumore: Ogni locale dovrà far rispettare, nel raggio di dieci metri dalla sua entrata, il silenzio alla clientela. Risate fragorose o saluti troppo esagitati saranno sedati da appositi steward (ingaggiati dai locali), dei veri e propri custodi del silenzio impegnati a zittire i clienti più zelanti. Chi conosce bene il centro storico sa che i locali sono tutti molto ravvicinati tra loro, questo fa pensare che la zona rossa avrà un'estensione praticamente infinita e si finirà per parlare a gesti.
  • Cartellonistica del buon vivere: Nella bozza del regolamento è prevista una norma che prevede l'installazione nei locali di pannelli educativi che reciteranno le regole del quieto vivere: Non fare rumore, non urinare per strada, non schiamazzare, non gettare cartacce ecc. I locali che si doteranno di questa segnaletica avranno anch'essi un riconoscimento dal Comune, che si tradurrà in sgravi sull'occupazione del suolo e nella possibilità di prolungare l'orario in cui è possibile riprodurre musica. Non sporcare i vicoli della propria città è cosa buona e giusta, è anche vero che spesso gli inzaccheratori hanno a disposizione pochi cestini dove gettare l'immondizia e nessun bagno pubblico nel centro storico. Ben venga il pannello educativo se agevolerà con sgravi fiscali gli esercenti, ma siamo sicuri che porti a un risvolto pratico?
  • Vendita di alcolici: Come accade da anni in tutti i paesi europei, dopo le 22 in tutta la città i minimarket non potranno più vendere alcolici di nessun tipo fatta eccezione per il centro storico, quì il divieto è anticipato alle 21. Discorso a parte per quanto riguarda il quartiere di Sampierdarena dove il divieto di vendita scatta alle 20, mentre dalle 17 in poi non verrà tollerato il consumo di alcol in giro per le strade. Se volete bere una birretta passeggiando con un amico scordatevelo a meno che non vogliate pagare una sanzione da 50 Euro.
  • Feste di quartiere. I Civ che intendono organizzare delle feste di quartiere saranno tenuti, se necessario, a pagare gli straordinari ai vigili eventualmente impiegati nella gestione della viabilità e della sicurezza, visto la carenza di liquidità che caratterizza in questo momento di crisi le casse comunali.

Queste sono alcune delle norme che fanno parte della bozza del nuovo regolamento comunale in fatto di movida notturna. La bozza in questione, che mette d'accordo le istituzioni e le associazioni di commercianti ed esercenti, sembra seguire la linea dura che un po' di anni fa ha messo una lapide sulla movida bolognese svuotando due strade storiche della vita notturna del capoluogo emiliano, via Zanardi e via Zamboni.

La movida genovese, una delle più attive e affollate d'Italia, sembra destinata a morire soffocata da divieti sempre più severi che ne minano la spontaneità e la genuinità.
L'occupazione spontanea di strade e piazze, da parte di ragazzi e ragazze di ogni età, che ha contribuito, notevolmente, alla riqualificazione di alcune zone della città vecchia un tempo in degrado e mal frequentate, sembra oggi essere un problema da sconfiggere con la politica dell'austerità, del rigore e del buon senso forzato a tutti i costi.

La stessa lotta al consumo di alcolici, con piglio che ricorda il proibizionismo, sembra più orientata a nascondere un problema piuttosto che affrontarlo. Non è con l'imposizione di un coprifuoco alcolico che si scoraggia il consumo o l'abuso di bevande alcoliche da parte dei più giovani, la generazione del vietato vietare che oggi occupa le sedie dei palazzi decisionali dovrebbe saperlo.

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