Attualità Genova Domenica 30 giugno 2013

Avvocato di strada, anche a Genova un aiuto per i senza tetto

Don Andrea Gallo
© Stefano Goldberg - Publifoto

Genova - «Avremmo dovuto inaugurare Avvocato di strada il mese scorso, ma poi don Gallo ci ha lasciati. Era un progetto che lui e la Comunità avevano accolto con entusiasmo, ma don Andrea non ha fatto in tempo a vederlo partire».
Tristezza per la perdita e soddisfazione per l'iniziativa importante al via convivono nelle parole di Emilio Robotti, avvocato e presidente della Onlus Avvocato di Strada, che da giovedì 4 luglio porta alla Comunità di San Benedetto l'assistenza legale gratuita per i senza tetto.

È questo l'ultimo regalo che il prete da marciapiede ha lasciato ai suoi ultimi, quello di portare l'aiuto di un avvocato a chi una casa non ce l'ha più: uno sportello aperto ogni giovedì dalle 16.00 alle 18.00 nella sede della comunità in via Buozzi 17, dove i clochard troveranno ad accoglierli due avvocati. Non è necessaria la prenotazione e si possono richiedere informazioni al 333 4252186. Il servizio è aperto solamente ai senza tetto.

I legali, in maniera del tutto gratuita, ascolteranno i casi dei clochard e indicheranno le soluzioni da percorrere, supportati da altri venti avvocati volontari che dietro le quinte seguiranno le pratiche e patrocineranno l'eventuale giudizio.

«A Genova tra avvocati e patrocinatori siamo più di tremila. Più dei medici» spiega Robotti «Ma per portare avanti il progetto bastiamo molti meno. E moltissimi colleghi si sono offerti di darci una mano: non è necessario svolgere attività di sportello, ma si può collaborare seguendo le pratiche raccolte dagli altri volontari».

Chi finisce in mezzo a una strada il più delle volte non lo sceglie, ma spesso è costretto a restarci perché imbrigliato nelle maglie della burocrazia.
«Le cause più frequenti riguardano aspetti amministrativi anche banali, come la residenza» continua Robotti «Ma senza la residenza si perdono moltissimi diritti: si può andare al Pronto Soccorso, ma non si possono fissare visite e ricevere cure meno urgenti per problemi anche gravi. Si perdono diritti previdenziali, di famiglia, di assistenza. Certo, a volte ci confrontiamo anche con cause penali, per violenze subite o per reati connessi alla vita in strada, ma statisticamente sono i problemi amministrativi quelli più frequenti».

I dati statistici di Avvocato di Strada vengono pubblicati e presentati ogni anno in una dettagliata relazione, dalla quale emerge un interessante spaccato delle nostre città: scorrendo le pagine dell'attività dell'associazione - dai primi passi a Bologna, nel 2000, fino a oggi - emerge che tra le migliaia di pratiche di diritto civile le due voci più considerevoli non riguardano problemi penali (che pure esistono), ma quelli relativi al diritto alla residenza e al diritto del lavoro.

Spesso le cause vengono intentate contro la Pubblica Amministrazione e contro i Comuni, che spesso, nonostante l'attività di Avvocato di Strada e di altre associazioni simili, non rilasciano la residenza ai senza tetto. E senza residenza, tra le altre cose, non si possono pagare le tasse: così, chi vive in strada vede crescere ogni anno il proprio debito nei confronti dello Stato.

«Quando pensiamo ai senza fissa dimora, pensiamo ai barboni - continua Robotti - Ma la realtà di chi perde la residenza è molto più ampia. Basti pensare a chi entra nel circuito carcerario e penitenziario. Ripartire è difficile».
Avvocato di strada, con le sue 35 sedi nelle città italiane, si occupa solo di clochard, mentre esiste un panorama di associazioni piuttosto articolato e specifico per l'assistenza agli ex detenuti e alle persone con problemi di droga e psichiatrici.
Per tutti, comunque, l'assistenza legale è un punto di partenza di un percorso più ampio di reinserimento, che deve passare attraverso Servizi Sociali, Asl e altri enti specializzati.

Il servizio di Avvocato di strada è totalmente gratuito e si finanzia attraverso le cause vinte: una volta detratte le tasse, il resto delle spese (pagate da chi perde la causa) vanno tutte all'associazione. La sede di Genova, che è la seconda in Liguria dopo La Spezia, è stata aperta proprio così.

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