Weekend Genova Giovedì 13 giugno 2013

Via del Mare, un'escursione a tappe tra Piemonte e Liguria

Le pendici del Monte Legnà (secondo giorno di cammino)
© Andrea Parodi / www.parodieditore.it
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Genova - Per gli amanti del trekking, rivestono un particolare fascino le antiche vie del sale, che collegano la Pianura Padana con la Riviera Ligure passando per le creste dei monti. Infatti nei secoli passati, quando i trasporti venivano effettuati a dorso di mulo, le vie di comunicazione e commercio si sviluppavano lungo i crinali, mentre i fondovalle, tortuosi e poco sicuri per via di frane, allagamenti e agguati di briganti, venivano accuratamente evitati.

Percorse da mercanti, pellegrini, emigranti, pastori e taglialegna, le antiche vie di crinale furono abbandonate con l’avvento delle strade carrozzabili. Alcune sono state cancellate dal ritorno della vegetazione spontanea, altre sono state recuperate, ripulite e segnalate con segnavia di vernice, dai volontari della Federazione Italiana Escursionismo e del Club Alpino Italiano, ed oggi vengono percorse per diletto dai moderni escursionisti.

Una tra le più belle e suggestive è la Via del Mare, che collega Tortona a Portofino, passando per il Parco dell’Antola e incrociando l’Alta Via dei Monti Liguri.
Individuata e segnalata dai volontari della FIE, fu descritta per la prima volta in un volumetto pubblicato una trentina di anni fa dallo Studio Cartografico Italiano di Genova.
Per realizzare i miei libri di escursioni sulla Catena dell’Antola e sull’Alta Via dei Monti Liguri (www.parodieditore.it), ne avevo percorso i vari pezzi in tempi diversi. Quest’anno ne ho finalmente effettuato il percorso tutto di seguito, dal 30 maggio al 2 giugno, guidando un gruppo di escursionisti provenienti da diverse regioni.

È stata una bellissima esperienza, grazie anche al tempo miracolosamente clemente (neppure una goccia di pioggia in quattro giorni di cammino) e alla simpatica compagnia, subito amalgamata malgrado le differenze di età e provenienza. Sono mancate un po’ le famose fioriture dell’Antola, a causa dell’anomalo protrarsi del freddo fin nel cuore della primavera. Tuttavia l’alternarsi di sole e nuvole ci ha regalato luci bellissime, boschi incantati e panorami sempre diversi.

A dire il vero non siamo partiti a piedi da Tortona, perché il primo tratto della Via del Mare è quello meno interessante, per strade e stradine tra le campagne, e per percorrerlo avremmo dovuto impiegare un giorno in più di cammino. Abbiamo preferito utilizzare la corriera di linea, che ci ha portato a Fabbrica Curone, poi con un taxi-bus siamo saliti in quota fino alla piccola stazione sciistica di Caldirola.
Da qui, in quattro giorni di cammino, tutto lungo i crinali, siamo arrivati al celeberrimo borgo marinaro di Portofino, giusto in tempo per far merenda e brindare tutti insieme nella mitica piazzetta.

In totale abbiamo camminato per 72 chilometri. L’ultima tappa, da Sant’Alberto a Portofino è risultata un po’ lunga, anche perché avevamo già addosso la stanchezza dei giorni precedenti.
Il percorso forse risulterebbe più equilibrato se, dopo le Capanne di Cosola, si facesse tappa e Torriglia e poi ad Uscio. Noi abbiamo preferito dormire in quota nel nuovo Rifugio Parco Antola e da lì Uscio era troppo lontano, perciò abbiamo trascorso l’ultima notte a Sant’Alberto. Volendo, da Sant’Alberto si può proseguire lungo un percorso alternativo più breve e diretto, tralasciando Uscio e Portofino, e scendendo dritti a Sori.

Ecco qui di seguito la descrizione sommaria del percorso che abbiamo effettuato dal 30 maggio al 2 giugno.

Prima tappa: Caldirola - Capanne di Cosola

Dislivello in salita: 600 m
Dislivello in discesa: 300 m
Sviluppo: 10 km

Partenza dalla Colonia Provinciale di Caldirola (1181 m) dove abbiamo preso a destra una pista forestale che ci ha portato sullo spartiacque tra la Val Curone e la Val Borbera, nei pressi dell’altura dove sorgeva l’antico Castello di Bruciamonica (1420 m). Da qui, lungo il crinale erboso e panoramicissimo, abbiamo raggiunto la sommità del Monte Ebro (1700 m) vetta massima di tutta la traversata. Scesi alla Bocca di Crenna, piegando a destra con qualche saliscendi, abbiamo traversato fino alle Capanne di Cosola (1493 m), dove abbiamo alloggiato nell’omonimo albergo che ci ha offerto un’ottima accoglienza (magnifica cena e altrettanto la colazione in un salone assai luminoso).

Seconda tappa: Capanne di Cosola - Rifugio Parco Antola

Dislivello in salita: 700 m
Dislivello in discesa: 730 m
Sviluppo: 16 km

Dalle Capanne di Cosola, lungo lo spartiacque tra la Val Borbera e la Val Boreca, siamo saliti rapidamente sul Monte Cavalmurone (1670 m). Scesi al Passo del Legnà, siamo poi rimontati fino in cima al panoramicissimo Monte Carmo (1640 m, punto), che volendo può essere aggirato a sinistra. Nuovamente in discesa abbiamo raggiunto le Capanne di Carrega (1371 m), quindi su strada asfaltata abbiamo traversato fino all’alberghetto di Casa del Romano (1390 m) dove ci siamo concessi un’abbondante pasta al pesto. Ripreso il cammino sui prati dove i narcisi stentavano a schiudersi a causa del freddo ancora pungente, abbiamo percorso il lungo crinale in dolce salita fino sul Monte Antola (1597 m, punto nodale tra le valli Borbera, Scrivia e Trebbia), dove il panorama, estesissimo nelle giornate limpide, era per l’occasione un po’ limitato dalle nuvole. Infine siamo scesi al nuovo Rifugio Parco Antola (1460 m), che ci ha offerto un’accoglienza un poco più spartana rispetto alle Capanne di Cosola, ma assai simpatica e familiare con tanto di taglierini fatti in casa e vista bellissima sul sottostante Lago del Brugneto.

Terza tappa: Rifugio Parco Antola - Sant’Alberto

Dislivello in salita: 600 m
Dislivello in discesa: 1400 m
Sviluppo: 22 km

Tappa piuttosto lunga con faticosi saliscendi nel finale. Dal Rifugio Parco Antola, passando per la Colletta delle Cianazze e il Passo dei Colletti, siamo scesi a Donetta (1001 m). Da qui la Via del Mare prosegue direttamente verso il Monte Lavagnola. Noi invece siamo scesi ancora fino a Torriglia (769 m), dove abbiamo fatto rifornimento di viveri e dove si sono unite al gruppo altre due escursioniste, che arrivavano in corriera da Genova.
Da Torriglia su strada asfaltata abbiamo raggiunto la Galleria della Buffalora, poi siamo saliti per stradina e mulattiera lungo lo spartiacque fra Scrivia a Trebbia, fino ad incrociare l’Alta Via dei Monti Liguri. Con un’altra breve salita, da qui abbiamo raggiunto la sommità del Monte Lavagnola (1118 m) che si affaccia altissimo sulla Val Fontanabuona. Ritornati sull’Alta Via, l’abbiamo seguita verso occidente, passando per la Colla dei Rossi, fino sulle pendici del Monte Castelluzzo. Lasciata a destra l’Alta Via, il cammino è proseguito sullo spartiacque fra la Val Fontanabuona e la Val Bisagno. Aggirando ad occidente il Monte Croce di Bragalla, con brevi ma faticosi saliscendi, abbiamo infine raggiunto il valico di Sant’Alberto (678 m), dove abbiamo cenato al ristorante Il Girarrosto e dormito nel B&B I Tre Pini (una bella villa in posizione panoramica).

Quarta tappa: Sant’Alberto - Portofino

Dislivello in salita: 600 m
Dislivello in discesa: 1300 m
Sviluppo: 24 km

Percorso un po’ più lineare rispetto alla tappa precedente, ma molto lungo. Da Sant’Alberto abbiamo seguito il sentiero che sale al Colle del Bado (884 m) tra il monte omonimo e il Monte Croce dei Fò, poi in discesa per una valletta erbosa siamo arrivati ai ruderi dell’Osteria del Becco (728 m), sulla strada panoramica che collega Uscio al Monte Fasce. Scendendo lungo la strada, abbiamo toccato il piccolo borgo di Calcinara (470 m) e raggiunto l’abitato di Uscio (375m), dove abbiamo fatto rifornimento di viveri. In salita su strada secondaria abbiamo attraversato la storica Colonia Arnaldi e, per sentiero, siamo giunti al Passo Spinarola (546 m) sullo spartiacque tra la Valle del Torrente Recco e la Val Fontanabuona. Il cammino è proseguito poi verso sud, lungo il crinale tra la valle di Recco e le valli che fanno capo a Rapallo. Aggirando il Monte Caravaggio, sede di un antico santuario, siamo scesi al valico di Ruta (256 m). Da qui abbiamo proseguito all’interno del Parco naturale regionale di Portofino. Saliti all’albergo di Portofino Vetta, abbiamo raggiunto il valico delle Pietre Strette (466 m), poi le Bocche di San Lorenzo, da dove è cominciata la discesa che, tra ulivi e macchia mediterranea, ci ha portato infine nel borgo di Portofino. Meritata sosta, merenda e brindisi nella famosissima piazzetta, poi autobus per Santa Margherita e treno per tornare a casa.

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