È morto Don Gallo. Da Jovanotti a Fazio e Vendola, il ricordo del prete degli ultimi - Genova

Attualità Genova Mercoledì 22 maggio 2013

È morto Don Gallo. Da Jovanotti a Fazio e Vendola, il ricordo del prete degli ultimi

Don Andrea Gallo
© Stefano Goldberg - Publifoto
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La camera ardente é aperta dalle 20.30 di mercoledì 22 maggio presso la chiesa di San Benedetto al Porto di Genova. Sulla bara di Don Gallo il suo cappello nero, la sua sciarpa rossa, il suo sigaro e la bandiera della pace. Molte persone vicino al Don sono giá andate a rendergli l'estremo saluto. Tra queste lo scrittore Bruno Morchio e il regista e attore Pino Petruzzelli.

«Il feretro è collocato in una bara refrigerata e ben visibile da una lastra di vetro nella camera ardente». La camera ardente resterà aperta aperta anche giovedí 23 (ore 9-21; Santa Messa alle 17.30, a seguire S. Rosario) e venerdì 24 maggio (ore 9-23; Santa Messa alle 17.30, a seguire S. Rosario; veglia funebre alle 21)

La Comunità di San Benedetto chiede espressamente di non portare fiori, secondo Don Gallo «sono sempre stati fuori luogo ai funerali».
Per chi lo volesse è possibile rendere omaggio attraverso il conto corrente della comunità Banca Etica (IBAN: IT86J0501801400000000138289) o il conto corrente postale n. 15149164.
I funerali sono fissati per sabato 25 maggio, alle ore 11.30, presso la Chiesa del Carmine di Genova. La messa sarà celebrata dal Cardinale Angelo Bagnasco, prevista la partecipazione di Don Luigi Ciotti.

Genova - Don Gallo, il prete da marciapiede e controcorrente che tanto ha fatto per gli ultimi si è spento oggi, mercoledì 22 maggio alle 17.45 nella Comunità di San Benedetto, dopo che le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni.

Il lutto colpisce al cuore Genova, ma il cordoglio arriva da tutta Italia e si allarga anche oltre, attraverso i social network: «Ciao Don, ci mancherai», «Continuerai ad esistere nel cuore e nella speranza delle persone oneste e le renderai migliori», «Riposa in pace Don. Sei stato un Grande e resterai nei nostri cuori. Grazie per tutto quello che hai fatto» sono solo alcuni dei tantissimi commenti che in queste ore stanno arrivando sulla pagina Facebook del Don.

Anche dalle istituzioni, dai più cari amici, dal mondo dello spettacolo e della canzone arrivano i primi ricordi del Don e le parole di cordoglio.

Così il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ha scritto su Twitter: «Don Gallo ora potrai di nuovo parlare con Paride di porto e di camalli. Ciao Andrea», mentre il sindaco di Genova, Marco Doria ha scritto in un comunicato: «Sento una grande commozione per la scomparsa di don Andrea Gallo, figura di straordinario rilievo nella storia della città. Era e voleva essere considerato un prete. Come tale ha dedicato la sua vita a meditare sul Vangelo, a seguirne e a metterne in pratica gli insegnamenti. Ricordo il suo impegno costante e infaticabile a favore degli ultimi che sempre si traduceva in azioni concrete. Un impegno motivato dalla sua fede e dal riconoscimento profondo della dignità di ogni persona. Voglio sottolineare anche la sua partecipazione alla discussione e al confronto delle idee. Il suo andare 'in direzione ostinata e contraria' era sempre improntato a una volontà ferma di dialogo che certo non gli impediva di esprimere con nettezza - ma senza alcuna alterigia - le proprie posizioni. Con i suoi interventi ci ha sempre obbligato a riflettere sulle grandi questioni del mondo e della nostra società. Sono unito nel dolore agli amici della Comunità di San Benedetto al Porto e a quanti a don Andrea sono stati vicini. Esprimo il profondo cordoglio mio personale e dell’intera Amministrazione comunale per questa grave perdita».

La presidente della Camera Laura Boldrini afferma tramite Twitter: «La passione di Don Gallo per gli ultimi è stata sentita dall’Italia intera. Tristi per la perdita, grati per averlo avuto tra noi».
Sempre sul social network, un messaggio arriva anche dall'ufficio stampa del Quirinale: «Tristezza per la scomparsa di Don Gallo, sacerdote impegnato sui temi della povertà e dell'esclusione sociale».

Cordoglio anche da parte di Pier Luigi Bersani («Con la scomparsa di Don Gallo perdiamo un protagonista della democrazia, un riferimento morale per l'Italia intera») e Antonio Ingroia («Piango don Gallo, prete degli ultimi. I suoi fari sono stati Costituzione e Vangelo»). 

Il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia lo ha ricordato così: «Oggi è un giorno molto triste, il giorno in cui ho perso un caro amico. Don Andrea Gallo è stato per me un ottimo compagno di tanti viaggi nella vita sociale e culturale del Paese. Una persona su cui ho potuto contare sempre. Un prete che ha saputo parlare ai giovani senza tabù, con estrema semplicità, andando a scavare a fondo nei problemi di questa generazione. Don Gallo mi disse che da Milano sarebbe partito il treno dei diritti. È stato proprio così e sono felice che almeno in parte abbia potuto constatare di aver visto giusto, di aver saputo guardare lontano, oltre, come solo lui era capace, senza fermarsi alla superficie. Mi mancherà lui, mi mancheranno i suoi occhi birichini, mi mancheranno le sue battute. Quello di cui però sono orgoglioso è che potrò portare con me i suoi preziosi insegnamenti».

Anche l'ex senatore Enrico Musso ha espresso il suo cordoglio: «Grazie Don Gallo. Ci hai reso tutti migliori. E ci mancherai».
Il politico genovese Sandro Biasotti: «Don Gallo è stato mio insegnante quando studiavo all'Istituto dei Salesiani di Varazze. Con lui son cresciuto, mi sono divertito e confrontato. È stato un punto di riferimento durante la mia giovinezza. Nel tempo le nostre strade si sono separate e io non mi sono riconosciuto nelle sue idee politiche che non ho condiviso. Ma ho continuato a volergli bene. Ora sono scosso e addolorato da questa notizia, alla Comunità di San Benedetto esprimo tutto il mio cordoglio. Genova piange la scomparsa di una figura controversa che ha sempre tenuto alto il livello del dibattito cui va riconosciuto di essersi sempre adoperato per fare del bene».
Via Twitter anche la politica Giovanna Melandri saluta Don Gallo: «Ciao Don Gallo. Grazie di tutto».

Sull'home page del sito della Fondazione De André è stato scritto: «Caro Don, con le tue parole per Fabrizio 'Tu non ci sei più ma restano gli emarginati, i pregiudizi, i diversi, restano l'ignoranza, l'arroganza, il potere, l'indifferenza' ma la vita della tua Comunità continuerà a dare speranza».

Il leader di Sel Nichi Vendola su Twitter ha postato una foto di qualche tempo fa: «una risata e un 'bella ciao' al Teatro Modena di Genova insieme nel novembre scorso...», mentre lo scrittore e giornalista Roberto Saviano, che solo il mese scorso ha incontrato Don Gallo a Genova, nell'ultima uscita pubblica del prete da marciapiede ha scritto su Twitter: «Addio a Don Gallo, nella sua chiesa in tanti ci siamo riconosciuti».
Su Facebook, il saluto di un altro prete genovese, Don Paolo Farinella: «Ringrazio Dio non per la morte di don Andrea che vive, ma perché mi ha ritenuto degno di essergli amico, figlio e fratello».

Numerosi artisti ed esponenti del mondo dello spettacolo hanno voluto omaggiare il don, con ricordi e dichiarazioni di affetto postati sui vari social network. Uno di questi è Vasco Rossi, attualmente impegnato nelle prove del suo imminente tour estivo, che su Facebook scrive: «Don Gallo non morirà mai. Nelle sue opere nelle sue azioni nei suoi gesti e nei nostri cuori, onore a un uomo, un eroe, che ha combattuto e contribuito con le proprie mani a rendere questo mondo un po' migliore. Wiva Don Gallo!». Il Blasco accompagna le sue parole con una foto, che lo vede abbracciato al prete scomodo, in occasione di uno dei tanti incontri che hanno visto protagonisti il rocker e il don.

Sempre su Facebook, il saluto dei Subsonica: «se ne è andato Don Gallo, l'angelo di Genova, nostro grande amico. Un vero uomo, prima ancora che un vero prete la cui generosità è stata paragonabile solo all'affetto che lo ha circondato in queste sue ultime ore. Ci manca già da adesso che ci sentiamo più soli in un mondo che sembra non sapere cosa farsene di persone così. Buon viaggio Andrea, resta sempre con noi».

Un ricordo via Twitter anche dal duo comico Luca e Paolo. Luca Bizzarri ha scelto un brano tratto da Ma se ghe penso: «E sénsa tànte cöse o l'é partîo, e a Zêna o gh'à formòu tórna o seu nîo. Ghe ne fise, previ cumme ti, Don». Paolo Kessisoglu ha così commentato: «Don, fai in modo che le prossime decine di special TV su di te non ci facciano venire a nausea la tua meravigliosa essenza».

Così, invece, il cantante Roy Paci su Facebook: «Straziato dal dolore. Ti ho amato come un padre, come un grande maestro di vita, un compagno di lotta. Non sono riuscito a darti l'ultimo abbraccio. Non me lo perdonerò mai». Fabio Fazio, legato al Don da una lunga amicizia, ha scritto su Twitter, citando De Andrè: «‘Nella pietà che non cede al rancore’ Andrea ci ha insegnato l'amore. Il sorriso di Don Gallo rimarrà con noi»

E ancora su Twitter, il ricordo di Gad Lerner: «Caro don Gallo, pastore di anime derelitte, la tua Comunità mi resterà nel cuore. Una preghiera e un sigaro toscano!». Poi Jovanotti («ciao @DonAndreaGallo ci mancherai amico»), Simone Cristicchi («È morto un altro amico. Don Gallo. Eccheccazz..»), il giornalista Luca Telese («Ognuno sta solo/ sul cuor della terra/ trafitto da un raggio di sole/ ed è subito eresia»), Gerry Scotti («Ciao Don Gallo, prete dei poveri») e il giornalista sportivo di Mediaset Guido Meda (che ha citato una frase del Don: «Non é che Gesù quando uno é lì che annega gli chiede se si é confessato e se è stato a messa. Prima gli tira la ciambella!»).

Vladimir Luxuria ricorda il Gay Pride genovese del 2009: «Che bella giornata allora, tanto triste oggi per me». Anche Jerry Calà saluta il Don: «Ci mancherai immenso Don Gallo, anche per la tua grande ironia : Berlusconi è un uomo di fede? No è Fede che è un uomo di Berlusconi».
E ancora, la band romagnola dei Blastema, che su Twitter descrive Don Gallo come «l'unico prete a cui aveva senso far dir messa. Prova a spiegarglielo tu, lassù, come vanno le cose quaggiù. Magari capiscono». E poi Flavio Briatore: «Ho sempre ammirato e apprezzato Don Gallo: vicino a tutti, un prete sempre dalla parte dei più deboli».

Anche Dacia Maraini ha parole d'affetto e stima per il Don: «È una perdita dolorosa per tutti noi», dichiara la scrittrice, che lo aveva insignito del Premio Elsa Morante nel 2011. È un saluto corale quello della celebre scrittrice insieme agli altri intellettuali che compongono la giuria del Premio Elsa Morante: Francesco Cevasco, Vincenzo Colimoro, Maurizio Costanzo, Roberto Faenza, David Morante, Tjuna Notarbartolo, Paolo Ruffini,  Emanuele Trevi, Teresa Triscari. Lo ricordano così, con le parole che motivarono la sua premiazione: «Don Gallo è una presenza preziosa e indelebile, per la sua sterminata umanità, per la sua pietas e per il suo senso di accoglimento degli altri,  per la lucidità intellettuale e la statura morale che lo fanno una delle personalità più carismatiche, lungimiranti ed appassionate della nostra epoca».

Altri ricordi arrivano dalle pagine Twitter di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo («Con Don Gallo scompare un pezzo della Chiesa attenta agli ultimi, ai Beni comuni mortificati dall'idolatria del Dio denaro. Ci mancherà»), Luigi De Magistris, sindaco di Napoli («Don Gallo ha rappresentato la Chiesa degli ultimi anni, quella che dimostra di accogliere sfide della contemporaneità»), il giornalista e scrittore Oliviero Beha («Don Gallo, la mia idea di prete nel Paese della pace incivile»), il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli («È morto Don Gallo, prete di mille battaglie») e lo scrittore Pino Cacucci («Già mi manchi, don Gallo, compagno di comune sentire e sentieri in comune»).

Ancora ricordi dal mondo della musica: l'amico e cantautore Francesco Baccini lo ha salutato così:«Ciao don…Sicuramente sei li con Pepi e Faber». Poi il musicista genovese Michele Bitossi («Ciao Grandissimo Andrea, buon viaggio»), la band genovese degli Ex-Otago («Uno dei pochi preti possibili. Clandestino nella Chiesa dei potenti. È morto Don Gallo, lasciandoci un sacco di cose da fare»), il gruppo alessandrino Yo Yo Mundi («Don Andrea, ci mancherai tanto.. nostro caro partigiano resistente, pastore di anime perse. Non ti dimenticheremo mai»).
Il comico Enrico Bertolino ha definito «Don Gallo un Uomo scomodo che ha tolto il disturbo, mentre altri mezzi uomini disturbano anche senza scomodarsi». Max Novaresi, conduttore radiofonico, ha commentato: «Don Gallo non c'è più, ma rimarrà sempre con noi».

Commoventi le parole dello scrittore Bruno Morchio, che richiamano La Guerra di Piero di Fabrizio De Andrè: «Andrea mio, morire di maggio, ci vuole tanto, troppo coraggio, Andrea mio, se proprio doveva, poteva prenderti quando pioveva».

Cordoglio anche dalle squadre cittadine, dal Genoa, di cui il Don era tifoso («Il Genoa Cfc piange la scomparsa di Don Gallo e si stringe alla Comunità di San Benedetto al Porto») alla Sampdoria («Genova piange Don Gallo: il cordoglio della Sampdoria»).

Anche la Camera del Lavoro Metropolitana di Genova e la Cgil Liguria hanno ricordato la figura di Don Gallo, «voce critica e indipendente che, in tutti questi anni, è stata per molti un punto di riferimento.Don Gallo ha sempre avuto a cuore i temi che ruotano intorno al mondo del lavoro e in molte occasioni si è schierato apertamente a fianco del sindacato, delle lavoratrici e dei lavoratori della nostra  città.I suoi valori erano la solidarietà, la vicinanza agli ultimi, la pace e la giustizia sociale. Come lui stesso amava ricordare, in giovane età con la Liberazione, aveva visto nascere la democrazia, oggi così poco rispettata. Don Gallo lascia a tutta la comunità genovese, e non solo, una eredità morale di grande valore: il rispetto delle persone e dei diritti di tutti».

Chiara Volpato, referente di Libera Genova, dice: «Il Don era un pezzo di storia della nostra città ed era anche un uomo genuino, intelligente, acuto, aperto e ribelle. Un uomo che ha “camminato con gli ultimi” sino all’ultimo giorno della sua vita lasciando una testimonianza di impegno sociale e politico unica nella sua coerenza. Don Gallo ha vissuto tante vite e tutte sorprendenti: è stato partigiano, missionario in Brasile, sacerdote di quartiere in lotta con le gerarchie e prete di strada a San Benedetto. Per noi volontari e volontarie di Libera Genova Don Andrea Gallo è stato innanzitutto la persona che ci ha aperto le porte come tante volte aveva fatto nella sua vita senza mai escludere nessuno. Don Andrea e la Comunità di San Benedetto al Porto infatti ci hanno dato accoglienza e supporto durante i preparativi per la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie del 17 marzo 2012. Con la stessa generosità e lo stesso entusiasmo hanno deciso di accompagnarci nel nostro difficile cammino in Liguria: non dimenticheremo mai che la Comunità assunse coraggiosamente l’onere della gestione di un bene confiscato alle mafie che sarebbe stato destinato a ospitare una bottega un pò speciale nel cuore di Genova. A tutti gli amici e i compagni della Comunità di San Benedetto al Porto il nostro abbraccio più sincero. Al Don un solo immenso ringraziamento per tutto quello che ha saputo fare nella sua straordinaria esistenza. Ciao Gallo!»

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