Weekend Genova Venerdì 24 maggio 2013

Parco del Beigua, escursione al Bric del Dente

Bric del Dente
© Andrea Parodi / www.parodieditore.it
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Genova - Bric del Dente è una bella montagna isolata, situata sullo spartiacque principale della catena, nel punto d'incontro tra le valli Cerusa, Orba e Stura. Da Genova è facilmente riconoscibile per il caratteristico dente roccioso che ne costituisce la sommità (donde il nome). Sulla panoramicissima vetta si trova un pilone sormontato da una piccola croce. Lo scosceso versante marittimo è tagliato a quota 900 circa dalla strada provinciale che collega il Passo del Tur­chino a quello del Faiallo, costruita nel 1972.

Nella Guida per escursioni nelle Alpi e Appennini Liguri di Giovanni Delle­piane, pubblicata nel 1906, si legge che la vetta del Bric del Dente «[…] è un ammasso di rupi serpentinose, contenenti ferro magnetico che producono la deviazione dell'ago della bussola».

Masone - Cascata del Serpente - Prato della Saliera - Bric del Dente

Difficoltà: E
Dislivello in salita: 474 m fino al Prato della Saliera; 701 m fino al Bric del Dente
Tempo di percorrenza: 2-2.25 ore fino al Prato della Saliera; 2.40-3.10 ore fino al Bric del Dente

La prima parte del percorso si svolge lungo una strada carrozzabile, che passa accanto alla Cascata del Serpente, forse la più spettacolare del Massiccio del Béigua. Giunti all’amena area picnic di Cascina Troia, si prosegue su sentiero che, contornando il roccioso Bric Dentino, sale fino alla panoramicissima vetta del Dente.

Itinerario: partendo dalla strada statale che attraversa l’abitato di Masone (408 m), si prende via Pallavicini che supera il Torrente Stura su un ponte e sale verso il centro storico. Giunti ad un bivio si gira a destra verso il cimitero, poi si va ancora a destra per via Cascata del Serpente (segnavia: tre cerchi gialli pieni, due rombi gialli vuoti e due quadrati gialli pieni). Dopo un tratto pianeggiante, la rotabile scende dolcemente verso il fondovalle percorso dall’autostrada. Passati sotto l’autostrada s’incontra un bivio: si lascia a destra la diramazione con i due quadrati, per continuare dritti sulla sponda destra idrografica del Torrente Masone. Dopo mezzo chilometro circa, si raggiungono i ruderi della Cartiera di Savòi. Attraversato su un ponte il Rio Pestummu, si continua su asfalto in salita fra boschetti, alti sopra il Torrente Masone. La strada prende quota con un tornante, poi giunge ad un bivio, dove si lascia a sinistra la diramazione segnalata con due rombi gialli vuoti, diretta al Forte Geremia. Seguendo sempre i tre cerchi gialli pieni, si continua su strada asfaltata in salita, fino ad incontrare la scalinata che scende a destra verso la Cascata del Serpente (percorso botanico con pannelli illustrativi: la scalinata si divide in due diramazioni che portano in breve a due balconi panoramici a picco sulla spettacolare cascata e sul sottostante laghetto).

Trascurando la scalinata si continua lungo la strada che lascia a destra la Cascina Caice (termine dialettale che indica le cascate), poi diventa sterrata. Al bivio successivo si lascia a sinistra una salita in cemento, per continuare quasi in piano sulla sterrata che rimonta la valle del Torrente Masone sul lato destro idrografico. Procedendo fra boschetti in dolce salita si arriva ad una biforcazione, dove si prende il ramo che sale a sinistra. La carrareccia, ora più stretta e sconnessa, risale la valle tenendosi poco sopra il torrente che scorre fra le rocce formando pozze e rapide. Superando una sbarra si entra nel Demanio forestale regionale Tiglieto. La carrareccia dissestata e pietrosa procede in dolce salita fra gli alberi, poi gira a sinistra e, con un lungo tornante, va a sbucare sull’ameno ripiano erboso dove sorge la Cascina Troia (619 m, 1.15-1.30 ore da Masone).
Restaurata nel 1992 dal Corpo Forestale dello Stato, la cascina è ora adibita a rifugio sempre aperto, con tavoli e panche dentro e fuori (fonte). Il nome Troia indica la femmina del maiale.

Oltrepassata la cascina si prosegue su sentiero: lasciando a sinistra una diramazione senza segnavia che s’innalza verso il Bric del Dente, si va a destra seguendo le indicazioni Saliera e Col Badè. Poco più avanti s’incontra un altro bivio: si trascura il ramo di destra che porta al Col Badè, per salire nel bosco seguendo sempre i tre cerchi gialli pieni. Con una breve discesa si va a guadare un rio che scorre fra grossi massi, poi si sale diagonalmente tra folta vegetazione. Dopo una svolta sinistra, il sentiero s’inerpica ripido fra gli alberi: con lunga e faticosa ascesa, passando nei pressi di un elettrodotto, si arriva sull’ampio spartiacque fra Stura ed Orba, sul ripiano chiamato Prato della Saliera (Pràa dra Saréra, 882 m, 45- 55 minuti da Cascina Troia).
Il toponimo deriva da un’antica saliera, cioè un deposito del sale: nei pressi sono ancora visibili i ruderi degli edifici in cui veniva immagazzinato il sale in transito dalla Riviera verso il Piemonte.

Sul Prato della Saliera s’incontra l’itinerario n. 76 proveniente da Campo Ligure (segnavia: un triangolo giallo vuoto e un rombo giallo pieno). Seguendo i segnavia verso meridione, si contorna a sinistra il castello roccioso del Bric Dentino, irto di torri e spuntoni: si attraversa un bosco cosparso di massi procedendo pressoché in piano, poi si riprende a salire e, con alcune svolte, si guadagna nuovamente lo spartiacque a sud del Bric Dentino.

Lasciando a destra la diramazione che porta sul Bric Dentino, si continua verso sud sull’arrotondato spartiacque, verso l’ampia mole del Bric del Dente. Si sale su un prato con radi faggi e si arriva ad una biforcazione a quota 940: il segnavia rombo giallo pieno prosegue a sinistra, sull’antica mulattiera che, attraverso lo stretto intaglio della Porta del Dente, conduce alla Sella del Barnè. Per salire in cima al Bric del Dente, si continua invece sullo spartiacque, giungendo in breve ad un altro bivio: si trascura la diramazione segnalata con tre pallini gialli, che taglia a destra verso il Passo della Cerusa, e si prosegue in salita seguendo il triangolo giallo vuoto. Inerpicandosi per prati e boscaglie, si giunge su una spalla erbosa affacciata su Genova e sul mare. Qui s’incontra l’itinerario proveniente da Tiglieto: girando a sinistra si sale a zigzag per facili balze rocciose e si guadagna in breve la panoramicissima vetta del Bric del Dente (1109 m, 40-45 minuti dal Prato della Saliera).

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