Concerti Genova Venerdì 3 maggio 2013

Bin Huang, la violinista cinese incontra gli alunni del Conservatorio di Genova

L'esibizione della violinista Bin Huang
© Linda Kaiser

Genova - Nella sala dei Concerti del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, c’è la luce giusta, che entra dalle alte finestre di Villa Bombrini. C’è il suono giusto. C’è la tensione giusta. Li respiro appena entro, in punta di piedi, nel pomeriggio di martedì 30 aprile. È vigilia di festa, ma qui i giovani sono tutti concentrati, con i loro strumenti accanto. Ragazzi e ragazze stanno in ascolto seduti, le orecchie dritte, lo sguardo attento. Davanti a loro sta Bin Huang in persona. È lì per loro, per sentirli suonare, per correggerli, per dare consigli.

La grandissima violinista cinese, attualmente docente al Conservatorio di Shanghai, è vestita di rosso e nero, i capelli raccolti in una coda, e ha un’età indefinibile. Sembrerebbe molto giovane, ma se leggi il suo sterminato curriculum non ci credi. Deve avere già vissuto diverse vite. Bin si può definire emergente a livello mondiale. Lei che ha iniziato a studiare violino all’età di 4 anni in Cina ed è entrata al Conservatorio di Pechino a 9 anni, ha incominciato la sua carriera musicale professionale all’età di soli 14 anni, conquistando il primo premio al Concorso Internazionale Wieniawski a Lublin, in Polonia.

Dopo il diploma alle scuole superiori, ha completato la propria preparazione musicale negli Stati Uniti, diplomandosi al Peabody Conservatory of Music e all’Eastman School of Music, dove ha conseguito il titolo di Doctor of Musical Arts. A livello internazionale, nel 1994 proprio a Genova ha vinto il prestigioso Concorso Paganini e, 5 anni più tardi, il Concorso Internazionale di Monaco (ARD).

I giovani allievi delle classi di violino del Conservatorio forse si sentono un po’ inibiti, ma di certo qualcuno non vuole perdersi l’opportunità di sottoporre qualche saggio del proprio repertorio al giudizio dell’illustre ospite. Il primo che ci prova è Oleksandr Puskarenko, un ragazzo ucraino, alto, con gli occhi chiari. Impugna il violino per eseguire la Sonata in Sol minore di Bach (adagio e fuga). Bin ascolta, valuta e poi lo corregge, in inglese. Lui non se ne andrebbe più via, ma il direttore e i docenti in sala sollecitano qualche altro studente a farsi avanti. Alex Leonte esegue la Ciaccona di Bach. Dopo le prime due pagine della partitura Bin scuote la testa. Si capisce subito che non le piacciono il movimento del braccio e la rigidità del polso del giovane muscoloso. Lui esegue di nuovo il brano e lei lo aiuta anche fisicamente a modificare la sua postura.

Penso che questi suggerimenti possano essere molto utili a chi si sta formando e che attingere a docenti diversi costituisca una stimolante occasione di confronto internazionale tra metodologie e scuole. Quando Francesco Bagnasco, in maglietta azzurra e occhiali, si fa avanti, i suoi compagni lo applaudono. Suona il Capriccio numero 2 di Paganini e continua a sorridere. Bin cerca di far migliorare anche lui. L’ultima coraggiosa a esibirsi è Valeria Saturnino, che esegue il Capriccio numero 10 di Paganini. Sembra intimidita dalla situazione, ma anche lei è molto attenta alle osservazioni di Bin.

Ammiro questi giovani, tra i 18 e i 22 anni, che sono così appassionati all’arte della musica. Ne portano addosso persino il segno: tutti hanno una sorta di callo, sul lato sinistro del collo, dove tengono appoggiato lo strumento, e in corrispondenza della mentoniera. Il marchio del violinista penso che debba essere portato con orgoglio.

Dopo due ore e nonostante il jet lag, Bin è disponibile a rispondere alle ultime domande e a raccontare le sue esperienze concertistiche quale solista con le orchestre che l’hanno ospitata nel mondo, le sue esperienze nel campo della musica da camera e della registrazione discografica. A proposito, sabato 4 maggio Bin effettuerà una registrazione – purtroppo blindata – di quattro Capricci di Paganini in una chiesetta nei dintorni di Genova. Sta ultimando l’incisione di tutti e 24 i Capricci, il cui Cd sarà pubblicato al più tardi nel corso del 2014.

Una studentessa le chiede come faccia a emettere un suono così potente con un tocco così lieve. Osservo i suoi gesti perfetti, la magia dell’atmosfera che l’avvolge appena appoggia il violino sulla spalla sinistra e impugna l’archetto nella mano destra. L’energia che sprigiona è un miracolo che appartiene a pochi. Tutto viene compiuto con un’apparente leggerezza. È insieme Oriente e Occidente. È studio e talento. È arte e interpretazione. È tecnica e stile. È, soprattutto, passione.

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