Mostre Genova Giovedì 2 maggio 2013

Stanley Kubrick fotografo: a Palazzo Ducale la mostra dedicata agli scatti del regista

Un autoritratto di Stanley Kubrick. Con lui nella foto c'è Rosemary Williams
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Genova - Stanley Kubrick aveva solo 17 anni quando è stato assunto come fotoreporter dalla rivista americana Look. La vita lo avrebbe poi portato a realizzare i suoi sogni, diventando uno dei più grandi registi del Novecento. Di quei cinque anni da fotografo, dal 1945 al 1950, sono rimaste 20 mila negativi – Kubrick non ha mai fatto stampare nessuno dei suoi scatti –, che svelano un Kubrick sconosciuto ai più.

Oggi 160 di quelle foto sono esposte a Genova, a Palazzo Ducale (Sottoporticato). Ma la mostra, ideata da GAmm Giunti e curata da Michel Draguet, è stata già esposta a Bruxelles, presso i Musées Royaux des Beaux-Arts.

Le sue foto sono in bianco e nero. I suoi soggetti preferiti erano le persone, ritratte nelle azioni della loro vita quotidiana. Le sue immagini sono dei racconti. «Se non fosse diventato un regista, Kubrick sarebbe comunque passato alla storia come uno dei dieci più grandi fotografi del Novecento», commenta Filippo Zevi, amministratore delegato GAmm Giunti, che continua: «Spesso le foto ricordano in modo inequivocabile le immagini più famose dei film che Kubrick avrebbe realizzato anni dopo».

Ci sono due gemelline con le trecce, ritratte su una strada di Lisbona, che assomigliano sorprendentemente alle inquietanti bambine di Shining; c’è poi un professore che lavora con una sostanza luminosa presso la Columbia University di New York: con i suoi strani occhialini non può non ricordare il dottor Stranamore.

Tra i soggetti favoriti da Kubrick c’erano i pugili: «L'ultima serie di foto che ha realizzato, ha come soggetto un giovane boxeur. E un pugile è anche il protagonista del suo primo cortometraggio, The day of a fight, che ha girato poco dopo. I due lavori quasi si sovrappongono», spiega Zevi.

Ma il legame e la continuità tra il Kubrick fotografo e il grande regista non si fermano qui: «Il primo scatto di Kubrick pubblicato da Look raffigurava un giornalaio newyorkese dall’espressione triste. Accanto a lui, una locandina che annunciava la morte di Roosvelt. La figura del giornalaio la ritroviamo in una scena di Eyes Wide Shut: Tom Cruise si ferma a comprare un giornale a un’edicola, mentre veniva pedinato da un misterioso uomo calvo». Una curiosità nella curiosità: l’attore che interpretava quel giornalaio nel film, altri non era che Emilio d’Alessandro, l’autista di Kubrick: un italiano che ha lavorato per il regista per più di vent’anni (su mentelocale.it abbiamo raccontato la sua storia).

Le foto di Kubrick sembrano tratte da un set cinematografico: studiate nei minimi particolari, documentano la vita quotidiana dell’America dell’immediato dopoguerra: «Quello di Kubrick fotografo non è uno stile, ma un pensiero».

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