Concerti Genova Lunedì 22 aprile 2013

Rita Marcotulli a Genova: il concerto a Villa Bombrini

Rita Marcotulli
© Carmelo Calabria

Genova - La musica della pianista Rita Marcotulli, un po’ come il cinema così strettamente connesso alla sua arte, ha una qualità narrativa, una capacità di introdurre e sviluppare un racconto per note ed accompagnare l’ascoltatore nei luoghi e nei tempi della trama musicale. Così, sabato 20 aprile, nella quinta e conclusiva serata della rassegna Suoni parole e musiche del mondo, nella splendida cornice di Villa Bombrini, si è assistito ad un concerto molto cinematografico, con la curiosità di chi aspetta la storia che verrà raccontata, pezzo dopo pezzo, emozione dopo emozione.

L’avvio è stata un’esplicita dedica al cinema con L’amore fugge composta per un film muto di Jean Renoir, Nanà e conclusa con una coda che riecheggiava Over the rainbow, seguita, a delineare l’ampiezza del campo espressivo della pianista, da una complessa ed affascinante composizione originale, G continuo, tratta dall’album Koinè del 2003.
Lungo i novanta minuti circa del concerto Rita Marcotulli ha toccato ed illustrato diverse altre fonti e versanti delle propria ispirazione: dal jazz, che rimane il campo di riferimento di provenienza, alle musiche del mondo visitate e riproposte con grande passione e curiosità, dal Brasile, all’Africa, rappresentata da Tuareg compresa anche nella pluri premiata colonna sonora di Basilicata coast to coast; fino alle colline di casa sua, che hanno fornito lo spunto per l’immaginifica Waves and wind.

In altri momenti trova spazio una vena più legata alla invenzione ed al gioco, come quando la pianista modifica i suoni del pianoforte con una collana di perle o quando introduce un singolare esempio di composizione nata sull’effetto ritmico prodotto da una frase di un film di Francois Truffaut, Baci Rubati (ed ecco di nuovo il cinema). Nel film il protagonista Antoine Doinel ripete allo specchio il proprio nome e quello della fidanzata e la Marcotulli, tradotti i nomi in alfabeto morse, ha creato la struttura ritmica della composizione omonima.
Al cinema italiano, ed in particolare a Pasolini, è invece dedicata Cosa sono le nuvole, interpretata nel film omonimo da Domenico Modugno e negli scorsi anni ripresa spesso dagli Avion Travel.

Il folto pubblico in sala ha seguito ed apprezzato il racconto musicale, richiamando al termine la protagonista per un generoso bis conclusivo. Un piccolo privilegio che la musica dal vivo possiede rispetto al cinema.

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