Concerti Genova Lunedì 11 marzo 2013

The Beatbox a Genova: la recensione del concerto al Teatro della Tosse

I Beatbox sul palco del Teatro della Tosse
© Andrea Pompilio
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Genova - Per chi era adolescente negli anni Sessanta e ha amato la musica dei Beatles, riuscendo perfino ad assistere a un loro concerto (magari a uno dei due tenutisi al Palasport di Genova nel 1965) e per chi avrebbe voluto vivere quell’epoca, esiste un ottimo compromesso: si tratta delle esibizioni live dei Beatbox, una delle più note e apprezzate cover band italiane dei Fab Four, per metà ligure e per metà toscana, composta da musicisti conosciuti a livello nazionale.

The Beatbox, in tournée pressoché permanente, sono attualmente al lavoro per produrre un nuovo cd live e, nell’ambito di tale progetto, sabato 9 marzo si sono esibiti anche al Teatro della Tosse, riempiendo la platea di fan del quartetto di Liverpool (come la sottoscritta) e di aficionados che, da tempo, li seguono in lungo e in largo in occasione delle loro date in giro per l’Italia e all’estero.

Vestiti (e pettinati) di tutto punto, con indosso una copia dei famosi completi grigi e degli stivaletti di pelle nera che caratterizzarono l’estetica della band più o meno fino all’uscita dell’album Help! (1965), i quattro emuli dei Beatles sono copie pressoché esatte dei loro beniamini, non solo sotto l’aspetto scenografico, ma anche vocale e sonoro: l’uso di strumenti e amplificatori vintage, poi, contribuisce a enfatizzare con buoni esiti l’effetto complessivo.

Mi è capitato di vedere The Beatbox in concerto più volte e, in ogni occasione, l’emozione e il divertimento hanno raggiunto livelli altissimi, complice, ovviamente, l’effetto amarcord e la simpatia degli interpreti. Mauro Sposito (John) e Riccardo Bagnoli (Paul) ricoprono il ruolo dei mattatori, Guido Cinelli (George) è discreto quanto il suo epigono britannico, mentre Alfio Vitanza appare flemmatico e originale quanto Ringo.

Il repertorio della serata ha coperto la carriera dei Beatles dal 1963 (Please please me) al 1966 (Revolver), quello –se vogliamo- più scanzonato, già orientato, però, alle contaminazioni musicali (Taxman, Nowhere Man).

Il pubblico della Tosse, pur se costretto dalle poltrone, ha partecipato con entusiasmo all’esibizione, cantando praticamente tutti i brani, da She loves You a I Wanna Hold Your Hand, passando per All My Loving, And I love Her, Michelle, I Feel Fine, Can’t Buy Me Love, You’ve Got To Hide Your Love Away, A Hard Day’s Night.

Personalmente, sono andata in visibilio per Please Mr. Postman, il brano delle Marvelettes rielaborato per l’album With the Beatles (1963): non mi era ancora capitato di sentirlo eseguito dai Beatbox e, all’inaspettato attacco del brano, non ho perso l’occasione per uguagliare le fan esagitate di cinquant’anni fa, cantando a squarciagola la canzone.

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