Concerti Genova Mercoledì 27 febbraio 2013

Cyrus Chestnut incanta Villa Bombrini. La recensione del concerto

Cyrus Chestnut @ Villa Bombrini
© Carmelo Calabria

Genova - Un suggestivo viaggio all’interno della storia del jazz. Con questa impressione il pianista statunitense Cyrus Chestnut ci ha salutato, martedì 26 febbraio, alla fine della sua esibizione a Villa Bombrini, nell’ambito della rassegna Suoni parole e ritmi dal mondo, organizzata dell’Associazione Jazz Lighthouse. Chestnut, un vero prodigio del pianoforte jazz, spazia con disinvoltura fra i generi e le epoche della musica afroamericana, alternando pezzi originali e tradizionali fra blues, gospel, be bop con uno stile molto personale, ricco di citazioni e richiami, ed un approccio fisico alla tastiera che assicura una dimensione spettacolare all’esibizione.

Impegnato in un tour italiano, accompagnato dagli ottimi Giovanni Sanguineti al contrabbasso e Rodolfo Cervetto alla batteria, Chestnut è tornato a Genova dopo circa venti anni dalla sua prima esibizione a fianco della cantante Betty Carter, ed il suo concerto ha lasciato il segno fra i numerosi appassionati presenti a Villa Bombrini. Vedendolo suonare risulta stupefacente l’agilità sui tasti, quasi in contrasto con la mole fisica, e la capacità di giocare con i temi, suggerendoli quasi di soppiatto, girando intorno alla melodia per poi esporla in tutto il suo sviluppo, e subito dopo rivoltarla con un fitto tessuto armonico, con un approccio che mi ha ricordato in qualche modo quello del nostrano Stefano Bollani.

Succede, ad esempio, con In a sentimental mood, splendido omaggio a Duke Ellington, al quale Chestnut ha dedicato un intero disco, o durante A night in Tunisia, o ancora in Tea for two.

Ma l’enciclopedica cultura musicale del pianista non ha trovato limiti, volando fra pezzi blues, ballads, bossa nova o trascinanti groove soul, ben assecondato dalla ritmica con la quale instaura spesso un fitto gioco di breaks, che ha stimolato la creatività e messo a dura prova le corde di Sanguinetti e i tamburi di Cervetto.

Al termine, grande entusiasmo e un plauso meritato agli organizzatori di Jazz Lighthouse per essere riusciti a portare a Genova un vero maestro del jazz contemporaneo

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