Attualità Genova Mercoledì 16 gennaio 2013

Angelo Berlangieri: «Liguria, sveglia! Sul turismo c'è chi ha dormito. Ora bisogna cambiare»

Angelo Berlangieri
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Genova quale futuro? è il nuovo appuntamento fisso di mentelocale.it con i principali protagonisti della cultura e dell'economia cittadina.

La rubrica vuole indagare su quali potrebbero essere gli sviluppi possibili per Genova e su come chi ha il potere decisionale in città, dagli imprenditori ai politici, intenda agire per migliorare il futuro e la qualità della vita dei genovesi.

Le pagine di mentelocale.it sono da sempre punto d'incontro tra i lettori, che spesso descrivono il loro mondo e ci mandano opinioni, che noi pubblichiamo. Negli anni abbiamo scoperto e lanciato scrittori, band, registi, cantanti, artisti e attori, poi diventati famosi.

Abbiamo anche intervistato sindaci, assessori, manager e organizzatori, coloro che prendono le decisioni. E ora facciamo partire questo appuntamento settimanale, perché i nostri lettori possano conoscere da vicino e sotto una diversa prospettiva, chi detiene le leve del comando.

Leggete anche le nostre interviste a Giovanni Pacor (sovrintendente del Teatro Carlo Felice), Carla Sibilla (assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Genova), Beppe Costa (presidente di Costa Edutainment), Ariel Dello Strologo (presidente del Porto Antico), Francesco Oddone (assessore comunale allo Sviluppo Economico), Marco Arato (presidente dell'Aeroporto di Genova), Ilaria Bonacossa (curatrice del Museo di Villa Croce).

Volete proporre qualcuno da intervistare? Avete delle domande? Scrivete a redazione@mentelocale.it.

Genova - «In Italia il turismo è l'unico settore che nonostante la crisi cresce del 6/7% all'anno. La Liguria cresce del 12%. Ma dobbiamo credere di più nel marchio del nostro territorio. Dobbiamo fare come la Toscana: far diventare la nostra destinazione un'esperienza».
Snocciola dati e propone idee Angelo Berlangieri, radici a Siena e una vita da imprenditore a Finale Ligure: partito con un piccolo albergo in Riviera, in 25 anni di lavoro insieme alla moglie è arrivato a gestire tre strutture ricettive, diventando uno dei rappresentanti di punta dell'associazione albergatori della provincia di Savona.

Eletto in Regione nella lista di Claudio Burlando, da quasi tre anni Berlangieri è assessore regionale al Turismo, Cultura e Spettacolo. Tre comparti con performance e pesi specifici diversi: se i turisti crescono («i russi sono aumentati in cinque anni del 150%», conferma l'assessore), la cultura e lo spettacolo boccheggiano per la progressiva diminuzione dei finanziamenti.

Dal futuro del turismo a quello del Teatro Carlo Felice, dalla famigerata direttiva Bolkestein agli investimenti per le ristrutturazioni delle strutture alberghiere, l'assessore è venuto a trovarci nella redazione di mentelocale.it per rispondere alle domande della direttora Laura Guglielmi e di Matteo Paoletti, raccontando le sue idee per il futuro della Regione. E anche parte della sua vita privata. Mentelocale dei decisori vuole cercare anche di raccontarvi di che pasta sono fatti.

Matteo Paoletti: «Berlangieri, sei albergatore, hai a lungo rappresentato la categoria e tuttora la rappresenti. Un settore indubbiamente preminente nell'economia della nostra regione, con un peso specifico alto. Quanto ha inciso la tua esperienza di imprenditore in un ruolo chiave come il turismo, e quanto nella tua attività di assessore?»

Angelo Berlangieri: «In maniera importante: l'esperienza sul campo indubbiamente insegna. Sono due le cose che ho imparato: la prima è che il turismo va affrontato come un sistema economico completo e complesso, che rientra nella politica economica generale. Sbaglia chi pensa che il turismo sia solo marketing. La seconda è che gli imprenditori e i lavoratori sono un elemento di forza del sistema: sono la parte che sta sul campo, che se correttamente sostenuta riesce a far sì che l'equazione turismo più sviluppo dia come risultato una crescita del reddito, dell'occupazione e un valore aggiunto per tutto il territorio».

Laura Guglielmi: «Già, di tutto il territorio, perché la Liguria non è solo mare: pensiamo all'entroterra, all'Alta Via, alle nostre vallate più nascoste che da sempre con mentelocale cerchiamo di riscoprire e di rivalutare. Credi che l'entroterra sia sfruttato in maniera adeguata?»

Angelo Berlangieri: «Come Regione, abbiamo varato un progetto per le aree interne, che danno piccoli numeri in termini di flussi turistici, ma restituiscono grande ricchezza sul territorio. La chiave di volta per lanciare definitivamente l'entroterra è collocarlo come destinazione a se stante, come se il mare e la costa non esistessero. Un buon esempio ci viene dalla Toscana: le colline senesi sono una cosa a parte rispetto alla Versilia. Due target diversi per due turismi diversi: oggi per il turista conta la motivazione del viaggio, non la destinazione. E pensare che una persona che è venuta per fare due settimane di mare lasci la costa per l'entroterra è un miraggio».

Matteo Paoletti: «Il piano di semplificazione per aprire degli agriturismi varato dalla Regione va in questa direzione?»

Angelo Berlangieri: «L'assessore Barbagallo ha attuato una buona semplificazione normativa, dando il via a un progetto per le aree interne molto importante: come giunta teniamo molto al rilancio delle potenzialità dell'entroterra anche nella produzione agricola, con il recupero delle terre incolte. Da qui l'importanza degli agriturismi: l'agricoltura con il turismo si sostiene dal punto economico, ma senza turismo rischia di diventare soltanto un'economia di sussistenza. Per questo è importante diversificare l'offerta, perché l'entroterra offre una bellezza del paesaggio che nella costa purtroppo spesso ci siamo giocati. Il fatto di avere dimenticato per un po' alcune zone più interne della regione, è stata la loro salvezza».

Laura Guglielmi: «L'entroterra ligure lo conosco come le mie tasche. Appena posso scappo lì. Quali sono i luoghi dell'entroterra a te più cari?»

Angelo Berlangieri: «Amo molto la Valle Armea e la Valle Argentina: Triora, Realdo e Verdeggia sono posti magici».

Laura Guglielmi: «Verdeggia, il ponte di Loreto, Molini, Badalucco, il centro storico di Taggia. Una valle piena di ulivi. Sulla costa invece si è molto costruito: alcuni luoghi, come Sanremo, sono ormai irriconoscibili. Speriamo che prima o poi si possano radere al suolo gli edifici più orribili, lo fanno in Costa Azzurra, lo hanno fatto a Bari È proprio un grande ligure ad aver scritto un romanzo, intitolato “La speculazione edilizia”, Italo Calvino. Erano gli anni Cinquanta».

Angelo Berlangieri: «Purtroppo è vero, come è vero che ci dovremmo tenere anche tutte queste brutture, anzi secondo me non è neanche ancora finita. Si troveranno espedienti per costruire ancora».

Matteo Paoletti: «Inoltre molti comuni della costa, nonostante l'incetta di Bandiere Blu, sono ancora senza depuratore: non credi ci si sia adagiati troppo sugli allori del passato?»

Angelo Berlangieri: «La Liguria è la prima regione d'Italia per il numero di Bandiere Blu, e la depurazione delle acque è certamente una priorità. È indubbio che in alcuni comuni, soprattutto nel Ponente, si sia dormito un po' su questo aspetto, pensando che tanto con l'arrivo della bella stagione le spiagge si sarebbero riempite lo stesso, e senza rendersi conto che il mondo stava cambiando radicalmente, entrando nell'era del low cost. La Regione per la depurazione delle acque ha investito molto: i fondi Fas sono stati stanziati nel 2007, ora è giunto davvero il tempo di muoversi».

Laura Guglielmi: «Nel 1999, attraverso l'Assessorato alla Cultura e al Turismo della Regione, con il supporto tecnico dell'Agenzia in Liguria, ho curato una mostra sul paesaggio di Italo Calvino, "Dal Fondo dell'Opaco io Scrivo" che è stata richiesta dalla New York University, attraverso la figlia dello scrittore, Giovanna Calvino. Oggi le cose mi sembrano un po' più ferme. In giro si dice che le cose andavano meglio quando l'Agenzia la dirigevi tu. Qual è oggi la mission di questo ente?»

Angelo Berlangieri: «Va detto che il direttore Berlangieri si era trovato a gestire l'Agenzia in Liguria in un momento storico non facile, ma nel quale c'erano risorse sufficienti per gestirla al meglio. Oggi chi la dirige (Enisio Franzosi, ndr) ha meno opportunità. l'Agenzia deve diventare l'ente che promuove e commercializza il brand Liguria, facendo rete con le altre realtà presenti sul territorio. Bisogna puntare sulla social media strategy, capendo che non è importante il numero di contatti, quanto il coinvolgimento degli utenti. Ormai viaggia tutto in 140 caratteri: portali e siti appartengono alla storia del web. Così come le fiere e i workshop hanno ormai un peso relativo per la promozione».

Laura Guglielmi: «Su questo – da addetta ai lavori – non posso essere d'accordo. I portali d'informazione giornalistica, con una fitta community, sono utili più che mai per mettere ordine nel disordine delle notizie che ci bombardano tutti i giorni. Lo testimonia la crescita vertiginosa di mentelocale, che ha ormai 700mila visitatori mese. Siamo opinion maker e indirizziamo le scelte con la qualità del nostro prodotto. Nel mondo del web ci vorranno sempre gli addetti ai lavori che selezionano le notizie e le propongono ai lettori. I social network sono importanti ma non sufficienti ad un utente che cerca notizie attendibili e non ha molto tempo da perdere».

Matteo Paoletti: «Tu sei uno dei pochi membri del consiglio regionale presente su Twitter, oltre a Burlando».

Angelo Berlangieri: «L'account lo gestiamo io e Simona Monteleone: è un modo per mettere in discussione noi stessi e il nostro operato».

Laura Guglielmi: «Del turismo abbiamo parlato parecchio, ma qual è lo stato di salute Fondazione Regionale per la Cultura?»

Angelo Berlangieri: «La Fondazione è un soggetto capace di fare una politica che si integra bene con il territorio. Lo dimostra l'esperienza della rete creata per mettere insieme i Musei di Arte Contemporanea regionali. Quello che bisogna capire è che la Regione non si può ridurre al ruolo di produttore di eventi o di erogatore di contributi, ma deve fare massa critica perché le cose accadano».

Matteo Paoletti: «Quando è venuto a trovarci in redazione il sovrintendente del Carlo Felice, Giovanni Pacor, aveva avanzato l'idea di creare un Teatro regionale. Cosa ne pensi di questa idea?»

Angelo Berlangieri: «È impensabile che il Carlo Felice diventi diventi un'istituzione regionale: sarebbe la morte per la Regione e la morte per il teatro. Questo non significa che non continueremo a supportarlo, soprattutto se l'ente si propone per esportare le proprie produzioni».

Laura Guglielmi: «Il tuo mandato è da poco arrivato al giro di boa, è tempo di un primo bilancio: a tre anni dalla tua elezione, quali sono gli obiettivi che senti di aver realizzato?»

Angelo Berlangieri: «L'obiettivo più importante è quello di aver fatto entrare il turismo al centro del dibattito sul sistema economico, coinvolgendo dal basso tutti i soggetti che vi partecipano. Lo scopo è quello di fare una politica del turismo non dell'assessore di turno, ma del sistema Liguria. Anche perché l'economia ha tempi lunghi, che non coincidono con quelli della politica: serve una programmazione che vada oltre il mio mandato. Bisogna superare la sindrome da taglio del nastro».

Laura Guglielmi: «Purtroppo in Italia i funzionari degli enti pubblici non hanno la forza di mandare avanti tutti i progetti, quando cambia giunta, una dispersione di energia tempo e denari che ha dell'incredibile. Non è così nel Nord Europa, i funzionari hanno bel altro respiro e non sono così condizionati, anche per le loro cariche, dai politici»

Matteo Paoletti: «Quindi, quali sono le strategie dal respiro più lungo che avete messo in campo?»

Angelo Berlangieri: «Sicuramente il piano triennale che abbiamo deliberato a fine dicembre 2012: poche azioni realisticamente attuabili per rilanciare il turismo regionale. Si va dalle infrastrutture importanti per il turismo al progetto Liguria Wi-Fi: entro il 2014, si navigherà liberamente in tutta la regione con un'unica password».

Laura Guglielmi: «Progetto ambizioso: a che punto siete?»

Angelo Berlangieri: «Per il momento abbiamo avviato un censimento delle reti attive nei vari comuni: si tratta di circa 200 sistemi che dovremo federare insieme, coprendo i punti attualmente scoperti. Contiamo di terminare il tutto entro la fine della legislatura».

Matteo Paoletti: «Quali sono le sfide ancora da vincere?»

Angelo Berlangieri: «Abbiamo due grandi cose da concludere: la semplificazione normativa per chi vuole riqualificare le strutture alberghiere e un patto con sindacati e associazioni di categoria per migliorare la solidità occupazionale di chi lavora nel turismo».

Matteo Paoletti: «Partiamo dalla semplificazione: dove sta la novità della norma?»

Angelo Berlangieri: «In tutta la regione abbiamo censito un centinaio di alberghi abbandonati: stimiamo di farne riaprire – riqualificandoli – almeno 70, anche se il nostro obiettivo è non perderne neanche uno».

Laura Guglielmi: «Come intendete muovervi?»

Angelo Berlangieri: «Dobbiamo revisionare la legge per la procedura urbanistica sulla riqualificazione delle strutture: sarà possibile vendere una parte del volume purché si usino gli utili per ristrutturare. L'interesse da parte degli albergatori certamente esiste: quest'anno abbiamo stanziato 12 milioni di risorse per le ristrutturazioni e in pochi giorni abbiamo ricevuto richieste per 38 milioni. Se si pensa che chiedevamo agli imprenditori investimenti per almeno 200mila euro, è evidente come l'interesse da parte loro ci sia».

Matteo Paoletti: «Fin qui si è parlato degli imprenditori, ma i lavoratori del turismo sono una categoria da sempre precaria: contratti di qualche mese a tempo determinato, licenziamenti a fine stagione e poi l'inverno a casa coi sussidi di disoccupazione. In cosa consiste la tua proposta di un Patto per il lavoro nel turismo

Angelo Berlangieri: «È indubbio che è necessario migliorare la solidità occupazionale di chi lavora nel turismo: non è pensabile continuare a ricorrere agli ammortizzatori sociali. Per farlo, bisogna stimolare le aziende a tenere aperto più a lungo, allargando l'offerta perché non si limiti ai soli mesi estivi. Ciò attenuerebbe la dispersione della forza lavoro».

Laura Guglielmi: «Quali sono le azioni concrete che avete messo in campo?»

Angelo Berlangieri: «La questione è complessa: abbiamo avviato contatti con i sindacati e con i rappresentanti e le associazioni di categoria. È una di quelle cose che restano da fare entro la fine della legislatura».

Matteo Paoletti: «A fine legislatura, nel 2015, arriverà anche la mazzata della direttiva Bolkestein: come si sta muovendo il tuo assessorato?»

Angelo Berlangieri: «La nostra posizione è chiara: abbiamo chiesto al governo precedente – e lo chiederemo appena insediato a quello che arriverà – di fare pressione su Bruxelles perché capisca che il mondo balneare italiano è del tutto speciale, un'altra cosa rispetto al resto d'Europa per tradizioni e rilievo degli stabilimenti balneari nell'industria turistica».

Laura Guglielmi: «In Italia il turismo rappresenta l'8,6% del PIL, pari a 136 miliardi di euro, e occupa 2,2 milioni di persone. Inoltre, come hai ricordato, è un settore in continua crescita, nonostante la crisi. Tutto merito dei paesi Brics, che crescono molto più di noi. L'ho toccato con mano questa estate in Svizzera: andare sul ghiacciaio dello Jungfrau era uno dei miei sogni, ma una volta arrivata in cima sembrava di stare a Bollywood. Altro che silenzi alpini: una folla di indiani e una gran confusione ovunque. Sembrava di essere approdati ai quartieri spagnoli di Napoli. Con tutto il rispetto e l'amore per Napoli, lassù mi immaginavo un'atmosfera diversa. C'è anche un ristorante indiano (leggi l'articolo di Laura Guglielmi)».

Angelo Berlangieri: «I Brics e il Sud Africa sono ormai diventati paesi trainanti anche per il turismo: sono quelli i mercati che tirano e che dobbiamo intercettare, anche se a livello culturale non è sempre facile trovare dei punti di contatto con tutti. Penso ad esempio ai cinesi, che stanno vivendo una fase di crescita senza precedenti, ma hanno una cultura – anche a livello turistico – profondamente diversa dalla nostra. Altri paesi in forte crescita non hanno di questi problemi: penso ai russi, che in Liguria negli ultimi cinque anni sono cresciuti del 150%. Con loro, è necessario attrezzarsi a livello linguistico».

Matteo Paoletti: «E anche a livello di infrastrutture: il volo diretto Genova - Mosca è partito da poco e segna un buon punto a favore della nostra promozione. La regione pensa di supportare anche il traffico privato? Penso ad esempio ai voli charter possibili in aeroporti più piccoli, come Villanova d'Albenga».

Angelo Berlangieri: «Il progetto di muovere il traffico privato su charter sarebbe importante per il Ponente, ma finché l'aeroporto di Villanova non risolverà i problemi di lunghezza della sua pista è difficile valutarne la fattibilità. Sarebbe però impensabile che in un territorio e in un bacino di utenza così ristretti come quelli della Liguria esistessero due aeroporti in concorrenza tra loro».

Laura Guglielmi: «Angelo, tu sei originario di Siena, anche se da moltissimi anni vivi in Liguria: ci racconti come sei arrivato a Finale?»

Angelo Berlangieri: «A Siena ci ho abitato da bambino, mi ricordo bene il palio, che ho vissuto come contradaiolo del Nicchio. Il palio non è un evento, ma un momento della vita della città che dura tutto l'anno e per sempre. In Liguria non esiste nulla di simile, anche se il palio dei rioni della Spezia gli si avvicina. Poi, a sei anni, con la famiglia ci siamo trasferiti a Finale: papà era un Carabiniere e l'abbiamo seguito nei suoi spostamenti».

Laura Guglielmi: «Ora facciamo qualche domanda a raffica: domande veloci per risposte veloci. Tre luoghi del cuore in Liguria».

Angelo Berlangieri: «Volete proprio mettermi in crisi. Uno per provincia: le Cinque Terre, Genova e il suo centro storico, le Manie di Finale Ligure e la ciclabile Sanremo-San Lorenzo al Mare».

Matteo Paoletti: «Il quartiere in cui vivi a Finale».

Angelo Berlangieri: «Località del Monte, nella collina che da Finale sale verso le Manie. Ci torno tutte le sere: vedere la luna sul mare, alla sera, è sempre uno spettacolo».

Laura Guglielmi: «A Genova, invece, dove abiteresti?»

Angelo Berlangieri: «Sicuramente nel centro storico. Anche se è un'aerea a volte difficile, ma mi intriga».

Matteo Paoletti: «Ultimo spettacolo visto a teatro?»

Angelo Berlangieri: «La Bohème al Carlo Felice. È una produzione dell'anno scorso, ma vado al teatro meno spesso di quanto vorrei: trovo insopportabile sentirmi dire che non posso pagare il biglietto, perché sono assessore. E anche se li prende mia moglie, poi insistono per rimborsarmeli. Da ragazzo facevamo i pullman da Finale per andare allo Stabile di Genova».

Matteo Paoletti: «Libri, dischi e film preferiti?»

Angelo Berlangieri: «I film polizieschi e i romanzi di Grisham. La musica che preferisco è quella italiana: al liceo facevo il dj in alcune radio locali».

Laura Guglielmi: «Cosa vedi nel futuro della Liguria?»

Angelo Berlangieri: «Il turismo. L'industria la dismetti e la rimonti da un'altra parte, ma le Cinque Terre o il centro storico di Genova non li puoi smontare. Dobbiamo impegnarci per un'economia sostenibile, che gioca sul globale e punta sul territorio».

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