Concerti Genova Venerdì 11 gennaio 2013

Fabrizio De Andrè. Un ricordo nell'anniversario della scomparsa

Fabrizio De Andrè

Genova - Sono già passati 14 anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, e Genova non dimentica una delle sue voci più rappresentative.

Nato a Pegli nel 1940, Faber è stato un personaggio che ha saputo dar voce a chi non ne aveva. Era indefinibile, unico nel suo genere.
Abbandonati gli studi di legge a pochi esami dalla laurea, folgorato dalla musica, De Andrè si appassiona prima ai cantautori francesi, quali Brassens e Prévert, di cui traduce alcuni testi e poi al jazz.

Inizia quindi a suonare la chitarra in diversi locali del centro storico e ad intessere amicizie con le persone più svariate tra i caruggi genovesi. Conosce Tenco - per cui scrive Preghiera in gennaio - Bindi e Paoli.

È proprio in questo periodo che concepisce alcuni dei suoi testi più famosi sulle persone che vivono ai margini della società, quali Il cantico dei drogati. Paolo Villaggio è il suo compare di vagabondaggi, l'amico d'infanzia con il quale si ritrova addirittura a lavorare sulle navi da crociera come musicista.

Nel 1961 arriva la prima pubblicazione: un 45 giri che contiene Nuvole barocche e E fu la notte. Siamo negli anni '60. La musica è la vita per Faber, e lui ci si immerge: da perfezionista si dedica sempre più alla ricerca delle parole, all'indagine musicale, cercando in tradizioni e culture diverse i ritmi adatti ai suoi testi, poetici e al contempo accessibili a tutti.

Sono questi gli anni di Tutti morimmo a stento e di Nuvole barocche. Ma questa è solo una tappa: negli anni successivi usciranno Non al denaro, non all'amore né al cielo, Storia di un impegato e Rimini.

I testi si fanno più profondi e impegnati, mentre l'artista continua il suo percorso artistico di ricerca. Con Crêuza de mä testi e musica arrivano a uno splendio equilibrio e il dialetto genovese si fa poesia.

Ma De André non é stato solo un musicista: era un amante delle cose semplici, della natura, era un anarchico, un pensatore, un idealista. Padre, compagno, amico e osservatore del mondo.

E forse è proprio un ritratto sfaccettato di Faber quello che si può leggere nel suo ultimo lavoro, composto con l'amico Ivano Fossati, Anime Salve. Lo sguardo su un mondo fragile e complicato che bandisce gli invisibili, quegli stessi personaggi senza nome a cui invece il poeta ha saputo e voluto dare voce.

È stato l'ultimo disco del cantautore che Genova non dimentica. Basti pensare al negozio museo a lui dedicato in Via Del Campo 29 rosso.

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