Concerti Genova Venerdì 7 dicembre 2012

Claudio Abbado al Carlo Felice di Genova per i 100 anni della Gog

Genova - Mancano ormai poche ore a quello che, senza tema di smentite, viene indicato come l’evento musicale dell’anno a Genova: la presenza, sabato 8 dicembre, alle ore 20.00, dell’Orchestra Mozart Bologna e del suo direttore e fondatore, Claudio Abbado.
È lui il nome che la GOG ha scelto e fortemente voluto per coronare le due Stagioni del Centenario, in questo dicembre 2012 che fa da spartiacque tra i primi 100 e i prossimi 100 anni della benemerita società di concerti di Genova.

Un tutto Bach, con concerti e ouverture, con la partecipazione di solisti straordinari e la bacchetta più famosa al mondo protagonisti al Teatro Carlo Felice.
Per l’appunto, Abbado ha iniziato la sua carriera imponendo una svolta al Teatro alla Scala negli anni ’70 del secolo scorso, quando propose non solo letture rivoluzionarie dei capolavori più conosciuti del melodramma, ma anche lo sdoganamento della musica contemporanea e di produzioni avvenieristiche.
Poi, il trasloco a Vienna come Generalmusikdirektor e soprattutto, dopo la morte di Herbert Von Karajan, la nomina a direttore stabile dei Berliner Philharmoniker, nel 1989.

Un trionfo dopo l’altro per un musicista schivo e riservatissimo che è sempre parso cittadino del mondo, non solo da un punto di vista strettamente musicale. Tant’è vero che, una volta terminata – anche per il male che l’ha colpito e dal quale è miracolosamente guarito – l’avventura berlinese, Abbado si è diviso tra due ulteriori sfide: la rifondazione dell’Orchestra del Festival di Lucerna, dove torna ogni estate con un paio di appuntamenti, e che è costituita dalle prime parti delle migliori orchestre del mondo; e appunto l’Orchestra Mozart.

Fondata a Bologna nel 2004 insieme al compianto sovrintendente della Scala Carlo Maria Badini, l’orchestra accoglie i migliori giovani strumentisti provenienti da ogni parte del mondo, formando un “tutt’uno” compatto e organico che desta meraviglia ad ogni ascolto. Dunque, dopo tanti anni dedicati all’estero, Abbado sta lentamente rientrando a casa: Bologna l’ha accolto subito, conferendogli la cittadinanza onoraria, e sono frequenti i periodi in cui lo si vede girare per la città.

Ma casa, per la famiglia Abbado, vuol dire soprattutto Milano. Il Sovrintendente della Scala, Stephane Lissner, ha fatto negli ultimi anni il diavolo a quattro pur di riaverlo nel suo teatro, e alla fine, dopo un paio di bidoni, c’è riuscito: Claudio Abbado ha rifatto il suo ingresso trionfale nella sala del Piermarini il 30 ottobre scorso, in un concerto che ha visto la presenza al pianoforte del suo amico Daniel Barenboim – che peraltro ricopre oggi lo stesso ruolo di direttore musicale del più importante teatro al mondo che già fu di Abbado.

Insieme i due hanno interpretato il primo concerto per pianoforte e orchestra di Chopin, ma le vere ovazioni, come da tempo immemore non se ne vedevano nè sentivano, sono giunte al termine della Sesta Sinfonia di Mahler, di cui Abbado è uno specialista, e che ha chiuso la serata: fiori, urla, standing ovation per almeno una quindicina di minuti.

C’è da giurarci che Genova, il cui pubblico della classica non ha mai brillato per vivacità, possa per una volta smentire se stesso. Anche perché il Carlo Felice è ormai esaurito e la gente farà la fila per i posti in piedi.
Onore alla GOG, dunque, per lo sforzo che sta facendo e per il dono di cui la sera dell’Immacolata potrà beneficiare chi ha pensato bene di rinunciare al ponte sulla neve godendosi un concerto irripetibile.

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