Mostre Genova Palazzo Ducale Mercoledì 17 ottobre 2012

Steve McCurry in mostra a Palazzo Ducale: «Le foto raccontano la mia odissea personale nel mondo»

Steve McCurry a Genova, Palazzo Ducale
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Genova - «Io la macchina fotografica non la abbandono nemmeno quando vado a dormire». Capelli bianchi, occhi azzurri profondi e uno sguardo che mette subito a proprio agio. Steve McCurry è a Genova per presentare la sua mostra Viaggio intorno all’Uomo, a Palazzo Ducale (Sottoporticato) dal 18 ottobre 2012 al 24 febbraio 2013. Si presenta infatti in compagnia della sua Nikon, che porta appesa a una tracolla decorata con perline colorate - «l’ho comprata in Etiopia», spiega lui.

McCurry è uno dei fotografi più apprezzati nel mondo. Chi non ricorda gli occhi verdi della giovane donna afgana che ha ritratto nel 1984? La foto è stata la copertina del National Geographic Magazine e lo ha reso famoso. McCurry è stato premiato diverse volte con il World Press Photo Awards - una sorta di premio Nobel della fotografia – e in trent’anni di attività ha raccontato le emozioni, i dolori, le paure e le speranze del nostro tempo. Forse per questo il fotografo americano è amatissimo anche dai giovani.

«Il mio consiglio alle ragazze e ai ragazzi è quello di viaggiare, come faccio io da tanti anni», spiega McCurry, che continua: «Venite a vedere la mia mostra per scoprire un po’ di mondo. Spero di ispirare i cuori e le menti dei giovani».

«Fotografare è un modo diverso di viaggiare. Con una macchina fotografica in mano non c’è un passato, non c’è un futuro ma c’è solo il presente. Le immagini raccontano la mia odissea personale nel mondo. Sono il mezzo per esplorarlo e documentare ciò che accade: quando ho iniziato a scattare volevo solo raccontare delle storie. Mi ha sempre spinto la voglia di trasformare il mondo e renderlo migliore».

«Le doti migliori per un fotografo? La pazienza, la curiosità e la capacità di ascoltare». Tutte qualità che di certo a McCurry non mancano: ho sempre pensato che per fare scatti come i suoi fosse necessaria molta empatia. E oggi, trovandomi a chiacchierare con lui, ne ho avuto la conferma.

«Tra i miei scatti preferiti non posso non citare il ritratto della ragazza afgana. Il fascino di quella foto è legato al passato tragico di Sharbat Gula, la donna protagonista della foto: dai suoi occhi traspare il dolore di chi, a soli dodici anni, ha conosciuto una guerra e vissuto in una campo profughi. L’ho incontrata nuovamente tanti anni dopo e l’ho fotografata nuovamente. Quello è stato un grande giorno per me. Non avevo più avuto sue notizie. Non è importante quello che ci siamo detti: lei era davanti a me, viva e in buona salute: questo è quasi un miracolo».

La mostra di McCurry a Genova, prodotta e organizzata dalla Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, dal Comune di Genova e da Civita, è curata da Peter Bottazzi, che ha progettato il percorso espositivo, e da Biba Giacchetti. «Abbiamo scelto un allestimento teatrale, che non punta sulla tecnologia, ma sulla poesia e vuole essere la sintesi del mondo di Steve», spiega Bottazzi. E passeggiare tra le immagini in un ambiente magico come è quello creato appositamente per il Sottoporticato di Palazzo Ducale, fatto di legno, luci e tessuto, permette ai visitatori di immergersi completamento in un universo in cui ci si perde. Tra le novità della mostra, un’audio-guida che racconta la storia delle foto raccontata direttamente da McCurry.

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