Concerti Genova Venerdì 12 ottobre 2012

La Gog al Teatro Carlo Felice: tutti i concerti della stagione 2012-2013

Claudio Abbado

Genova - Ormai ci siamo: da lunedì 15 ottobre, prende il via la seconda Stagione del Centenario della Gog, Giovine Orchestra Genovese. Molti i dettagli che in queste ultime settimane sono accorsi a definire meglio il cartellone dei 26 concerti che si terranno fino a maggio 2013. Vale la pena soffermarsi sugli appuntamenti più significativi della stagione che la Gog ha concepito per chiudere i festeggiamenti del suo primo secolo di vita. Soffermarsi per capire come, in un momento in cui Genova sembra sempre meno Superba, la Gog prova a tenere la testa alta e, anziché alzarsi dal tavolo da gioco e abbandonare la partita, rilanciare pesantemente con la carta del fare cultura musicale. Scorrendo il libretto della stagione, infatti, si resta stupefatti di fronte alla sfilza di nomi e di progetti musicali che la Gog propone, anche grazie a contributi finanziari di una discreta serie di sponsor (Compagnia di San Paolo in testa con 180mila Eu).

Si comincia dunque di lunedì e alle ore 21, come sempre al Teatro Carlo Felice, con il récital di Radu Lupu. Amico storico della Gog, c’è grande attesa per il suo ritorno che sarà dedicato ad alcuni dei suoi cavalli di battaglia: Franck, Schubert e Debussy. In realtà parlare di cavalli e di battaglia per Lupu è fuori luogo: il grande pianista rumeno è molto lontano dal clamore dello star system; spesso è stato definito poeta del pianoforte per le sue sonorità ricercate e soffuse, per l’assoluta introspezione psicologica delle sue letture dei grandi classici, per il timbro quasi felpato del suo pianismo.

A seguire, un concerto immancabile sarà quello del 19 novembre, quando tornerà a Genova Heinz Holliger. Oboista, direttore d’orchestra, compositore, musicista completo e immenso, uno dei più grandi viventi, che sarà sul palco insieme alla sua Camerata Bern per un programma a cavallo tra il barocco di Vivaldi e Bach e la contemporaneità (rappresentata dallo stesso Holliger). È un’occasione unica per ascoltare l’oboe di Holliger, che rappresenta, molto semplicemente, un altro strumento rispetto a quello cui possiamo essere abituati ad ascoltare.

Il nome di Claudio Abbado è quello che da subito ha dato una luce irripetibile alla stagione: una novità assoluta e quasi insperata, quella del direttore che ha scalato i teatri maggiori del mondo – dalla Scala a Vienna e Berlino – e si dedica negli ultimi anni a crescere le nuove generazioni con l’Orchestra Mozart. Ed è proprio con questa compagine, nata a Bologna nel 2004 per sua volontà, che Abbado si presenta a Genova in un magnifico impaginato interamente dedicato a Bach, con ouverture e concerti, e solisti di primissimo ordine. I biglietti, come quelli di tutto il resto della stagione, sono già in vendita e scarseggiano. Certo, per ascoltare Abbado bisogna sacrificare il ponte dell’Immacolata, visto che la data è quella di sabato 8 dicembre. Attenzione anche all’orario d’inizio: le 20, un’ora prima del consueto.

Prima di Natale, 17 dicembre, torna alla Gog dopo il trionfo di due fa il pianista Aldo Ciccolini. A più di ottant’anni questo straordinario artista napoletano naturalizzato parigino non smette ogni giorno di studiare e di scavare nella musica che ama e che è, come lui stesso afferma, la sua vita e il suo sacerdozio. Anche questa volta assisteremo dunque a una sorta di rito sacro, in cui Ciccolini possiede il dono raro di porsi sempre un passo indietro rispetto al compositore che onora con il pianoforte. Tra gli altri, Ciccolini ha scelto un paio di sonate di Mozart e alcuni preludi di Debussy.

Un progetto di grande fascino sarà quello proposto da Viktoria Mullova il 28 gennaio 2013, insieme al Matthew Barley Ensemble: The Peasant Girl, questo il titolo della serata e del progetto musicale che punta a unire brani di diversa provenienza e radici che affondano non solo nel repertorio classico, ma anche nel gypsy e nel jazz.

L’evento clou del 2013 sarà indubbiamente il récital di Maurizio Pollini, che salirà in palcoscenico l’11 febbraio. Il programma sarà come di consueto definito all’ultimo momento, ma c’è da giurarci che un po’ di Chopin figurerà nelle scelte del grande pianista milanese, che al compositore polacco è legatissimo non solo per la vittoria al concorso che porta il suo nome e che lo lanciò nel firmamento della musica, ma anche per avergli dedicato le sue ultime uscite discografiche. Il nome di Pollini, artista impegnato anche al di là del pianoforte, strenuo difensore della cultura del nostro Paese, per la quale ha spesso fatto sentire la sua voce, evoca un’esperienza umana e d’artista di grandissimo respiro per la quale l’attesa è palpabile dopo il successo del suo ultimo récital nello stesso mese di febbraio nel 2010.

Un altro gigante del pianoforte, Grigory Sokolov, è atteso il 4 marzo. Le ultime apparizioni a Genova di questo artista pur schivo e riservatissimo hanno fatto gridare al miracolo. La sua tecnica perfetta con cui scolpisce come un cesellatore ogni singola nota, e al contempo la sua generosa visione d’insieme delle partiture che affronta, fanno dei suoi concerti un’esperienza d’ascolto difficilmente descrivibile a parole. Anche per lui, come per Ciccolini, il concerto è un rito: buio in sala, solo una luce soffusa a illuminare il pianoforte, e scarso gradimento per gli applausi durante l’esecuzione. Ma alla fine è sempre un trionfo, che Sokolov suggella di regola con 6-7 bis, che costituiscono da sempre la terza parte non ufficiale dei suoi concerti-fiume.

La fame di principi della tastiera, in questa seconda stagione del centenario Gog, sembra insaziabile: ed ecco a ruota, il 25 marzo, Andràs Schiff. Pianista in residence alla Società del Quartetto di Milano, presso cui nei prossimi due anni eseguirà l’integrale delle sonate per tastiera di Beethoven, Schiff ne offrirà un sostanzioso (ben sette!) assaggio anche al Carlo Felice. Alle sonate beethoveniane Schiff ha dedicato gli ultimi anni, ed è in uscita anche in italiano un prezioso volume di conversazioni che raccoglie la sua visione delle sonate stesse. Un contributo illuminante e moderno, dopo le grandi lezioni dei maestri tedeschi del secolo scorso.

Per gli amanti del canto (e non solo) un appuntamento imperdibile: il 6 maggio di scena il tenore inglese Ian Bostridge, in un programma dedicato a Schubert (Winterreise) e alle incursioni nella musica di Ives e Britten. La Gog mantiene dunque la tradizione di dedicare un concerto della stagione al Lied e al primo degli strumenti: la voce umana. E lo fa con uno dei più grandi nomi sulla scena.

All’insegna dell’innovazione che non perde mai di vista la qualità è anche l’ultimo appuntamento che vi segnaliamo: quello con I Virtuosi Italiani e Uri Caine, per la prima volta alla Gog in un programma che prevede un mix di brani classici rivisti da Caine stesso (Bach e Brahms) accanto a composizioni concepite ex novo per l’ensemble. La data è quella di lunedì 13 maggio.

Abbiamo tralasciato, e ce ne scusiamo, nomi di grande rilievo, portatori di progetti musicali preziosi: da Bob Levin all’integrale dei 23 quartetti per archi di Mozart (accanto all’integrale dei quartetti di Beethoven con il Quartetto Belcea, giunta al suo secondo ed ultimo anno), da Salvatore Accardo in sestetto a Vladimir Ashkenazy sul podio della European Union Youth Orchestra, dall’Ensemble Linea in un concerto contemporaneo a Sergej Krylov, da Pinchas Zuckermann che torna dopo 25 anni a Enrico Dindo, da una vera signora come Emilia Fadini al concerto conclusivo che vedrà coinvolta l’Orchestra del Teatro Carlo Felice. Proveremo a scendere nei dettagli strada facendo.

In tempi di crisi è anche bene fare qualche consideerazione sull’attenta politica di prezzi per tutte le tasche che la Gog porta avanti da anni: basterà osservare come l’abbonamento migliore (poltrone di primo settore di platea) costi 450 Eu, vale a dire poco più di 17 a concerto. Ci siamo divertiti a sommare il costo dei singoli biglietti di ciascuno dei 26 concerti in stagione (sempre le stesse poltrone, che arrivano anche a costare 100 Eu nel caso di Abbado) e abbiamo ricavato un totale di oltre 1000 Eu: un margine di risparmio davvero non indifferente. Margine che, peraltro, aumenta ulteriormente se facciamo qualche altro calcolo riferito al pubblico giovane, ma non vogliamo tediarvi: vi basti sapere che gli under 30 possono sottoscrivere un abbonamento a soli 150 Eu – anche in questo caso si parla di poltrona numerata per tutti i 26 concerti.

La Gog dunque, almeno quest’anno, non teme confronti con nessuno. La sua offerta artistica è validissima non tanto per quantità, ma piuttosto per qualità e densità di nomi e per la consistenza dei filoni e dei progetti musicali che la stagione stessa sottende. Non è partigianeria, ma una semplice realtà. Del resto, 100 anni mica si compiono tutti i giorni.

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