Concerti Genova Lunedì 24 settembre 2012

Fabio Luisi: «A maggio al Carlo Felice con Traviata. E su Allevi vi dico che...»

© Barbara Luisi

Genova - Ormai gli incarichi prestigiosi non si contano: Direttore Principale al Metropolitan di New York e di recente nominato Generalmusikdirektor all’Opernhaus di Zurigo, uno dei templi della lirica della vecchia Europa. Una vita artistica, quella di Fabio Luisi, orgoglio e vanto di Genova nel mondo, che nei prossimi anni sarà divisa equamente tra le due sponde dell’Atlantico.
Ma la notizia è che, in un momento delicatissimo e decisivo per le sorti del Carlo Felice, il direttore d’orchestra ha accettato di mantenere alcuni impegni nel teatro della sua città. E di guardare anche al futuro.

Maestro, come sta?
«Sto bene, grazie, sono reduce da alcune giornate molto piene a Zurigo, con le prove per la Jenufa di Janacek, un open day per la visita del teatro da parte della cittadinanza e molto altro».

Con la nomina svizzera si è riavvicinato un po’ a casa
«Così sembra, ma proprio ad agosto è stato cancellato il collegamento aereo diretto che esisteva proprio tra Zurigo e Genova, era perfetto: in un’ora ero a casa. Pazienza, speriamo completino in fretta il tunnel di base del San Gottardo!»

In un momento critico per il Carlo Felice, lei conferma il suo impegno con la città anche per la prossima stagione, che ufficialmente deve essere ancora (sic!) presentata ma che, secondo quanto pubblicato un po’ da tutti i giornali a fine luglio, prevede anche La Traviata con lei sul podio e Mariella Devia.
«Sì è esatto, a maggio 2013 ci sarà Traviata e un concerto sinfonico di cui stiamo definendo il programma, che dovrebbe andare a inserirsi in un quadro più ampio di concerti anche nelle prossime stagioni, di grande prestigio per l’orchestra. So che la stagione doveva essere presentata il 28 settembre e mi avevano chiesto di esserci ma non mi è possibile, forse ora troveremo un’altra data che possa andare bene anche a me».

Dal punto di vista artistico i contratti di solidarietà hanno costituito un problema o tutto è filato liscio?
«Per quanto riguarda il mio coinvolgimento, per Roméo et Juliette, per Pagliacci, per il concerto di Capodanno, non ho incontrato alcuna difficoltà né dal punto di vista organizzativo né dal punto di vista della motivazione delle masse artistiche, che sono di altissimo livello come ho sempre rilevato».

Sa che attualmente i lavoratori si stanno chiedendo che fine hanno fatto i milioni di euro derivanti dalla loro rinuncia e sono molto preoccupati per il futuro? Dicono che siamo da capo, che la situazione è identica a quella di due anni fa. Qual è il suo punto di vista?
«Come dare torto ai lavoratori? I contratti di solidarietà hanno reso possibile il proseguimento dell’attività al Carlo Felice: senza la solidarietà questo non sarebbe accaduto! C’è stata una presa di responsabilità da parte dei lavoratori che trovo splendida. Nel merito di quanto si dice oggi, non sono né un amministratore né un manager, vedo dove sono i problemi, ma non mi azzardo a uscire dal campo di mia competenza, che è la musica. Dico però che bisogna stare attenti ad atteggiamenti autolesionistici: al Carlo Felice ci si lamentava anche ai tempi d’oro e si diceva anche allora che le cose non andavano bene. Per lavorare al meglio occorre una certa dose di ottimismo, indispensabile peraltro anche se si va a batter cassa da qualche privato».

Può fare un paragone tra il Carlo Felice e gli altri teatri italiani e tra i teatri italiani nel loro insieme e quelli all’estero?
«In Italia ho diretto alcune produzioni alla Scala e sono stato di recente a Firenze e Santa Cecilia, ma per dei concerti, non per produzioni operistiche. A Firenze (dove il direttore artistico Paolo Arcà, già direttore al Carlo Felice, si è dimesso, NdR) ho visto una situazione molto tesa che si è acutizzata ulteriormente di recente. All’estero, al Met e all’Opernhaus, la situazione è diversa. Qui occorre ricreare le strutture: le fondazioni liriche in Italia non funzionano, andavano bene quando non c’era la crisi! L’arte non rende, non è bene di consumo, ed è la prima cosa che viene tagliata. Comunque il problema, l’ho detto e lo ripeto, è il finanziamento privato. In Italia bisogna smettere di essere ipocriti, appellandosi cioè ai privati senza dare loro delle plausibili agevolazioni fiscali come avviene all’estero. Solo così daremo ai privati le motivazioni per divenire soggetti attivi in questo campo».

Lei è stato nominato Direttore Onorario del Teatro, cosa comporta?
«Nulla di concreto, a parte i prossimi impegni. È una nomina che mi rende molto fiero, ma è appunto una nomina onoraria, ben diversa da quelle conferitemi dai teatri di New York e Zurigo».

Cosa pensa del “progetto Allevi”, del suo nuovo concerto per violino che sarà eseguito al Carlo Felice in prima assoluta (14 novembre) e poi portato in tournée insieme all’orchestra del Teatro in tutta Italia? È un progetto musicale degno di questo nome o una svendita?
«
Rispondo che la mia anima di musicista è divisa in due. Una dice “Mamma mia! Non è proprio il livello cui il Teatro dovrebbe collocarsi!”: artisticamente non è proprio un progetto valido. D’altro canto penso anche che, a condizione che il pubblico affolli il Teatro, quest’ultimo abbia il diritto di avvalersi di questi eventi: se il pubblico risponde, paga il biglietto e così finanzia altre attività del Teatro molto più degne, a questo punto penso che anche le mie riserve sulla qualità artistica di questo progetto debbano passare in secondo piano».

Lei era legato alla precedente amministrazione, avendo avuto stretti contatti con l’allora Sindaco Vincenzi e l’assessore Ranieri. Che rapporto ha con il nuovo Sindaco Marco Doria e il Vicepresidente Menini? Vi siete parlati o incontrati?
«Ancora non c’è stata occasione. Mi hanno parlato un gran bene del nuovo Sindaco, sono a disposizione sua e del suo delegato se avessero bisogno di me per un colloquio o un semplice consiglio».

Potrebbe interessarti anche: , La Voce e il Tempo 2019, un gennaio e febbraio tra concerti e incontri: il programma , 20 anni senza De Andrè: Colapesce reinterpreta La canzone dell'amore perduto , La Voce e il Tempo: i Carmina Burana alla Chiesa di santo Stefano , Salmo in concerto a Genova nell'estate 2019 , Genova: «Il Museo del Jazz non esiste più», la lettera di Dado Moroni

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

La douleur Di Emmanuel Finkiel Drammatico 2017 Giugno 1944, la Francia è sotto l'occupazione tedesca. Lo scrittore Robert Antelme, maggior rappresentante della Resistenza, è arrestato e deportato. La sua giovane sposa Marguerite Duras è trafitta dall'angoscia di non avere sue... Guarda la scheda del film