Concerti Genova Lunedì 17 settembre 2012

Last Shop Standing. Un documentario sugli ultimi negozi di dischi

Genova - Prima un libro e ora un film per documentare la storia dei piccoli negozi di musica, gli independent record stores che in Inghilterra, come in molti altri paesi, hanno rappresentato, molto prima e con più calore dei social media, un luogo di aggregazione, crescita e scambio culturale.

Questo il cuore dell’operazione Last shop standing, nata come reportage su carta a cura di Graham Jones nel 2009 (Paperback) e ora diventata un documentario girato in varie città inglesi, sugli schermi e in dvd.

«Quando ho iniziato la mia attività nel settore della distribuzione indipendente – racconta Jones, ormai 25 anni fa, c’erano circa 2000 negozi di dischi indipendenti in Inghilterra; nel 2009 ne erano rimasti 269. Così ho pensato che fosse una buona idea documentare l’esistenza dei migliori negozi ancora in vita, prima che scomparissero anche questi, come è successo ai negozi per collezionisti di monete o francobolli».

Il documentario di 50 minuti prodotto da Blue Hippo Media and Proper Music Publishing e diretto da Pip Piper, per ora solo in lingua inglese, racconta l’epopea dei piccoli negozi nella cultura alternativa, fino ad arrivare all’avvento del cd, alla dismissione del vinile e al definitivo affermarsi delle nuove tecnologie che tramite il download, hanno assestato a questo mondo la mazzata definitiva.

È il mondo di Alta fedeltà, libro di Nick Hornby e film di Stephen Frears, quello popolato da scaffali stracolmi di vinili dove gli appassionati si radunavano per mettere a confronto gusti e pareri culturali, spesso ampliando l’orizzonte dalla musica al calcio e ad altro. Quello che si dà appuntamento una volta all’anno per il Record Store day, la giornata celebrativa dei piccoli negozi indipendenti nata in America e divenuta ormai fenomeno mondiale, con code fuori dalle vetrine per impossessarsi delle edizioni speciali di dischi pubblicati per l’occasione.

Last man standing tenta anche un’analisi di tipo socio-economico del fenomeno del tracollo dei negozi indipendenti, attuale anche in Italia. «Abbiamo notato che parecchi dei negozi superstiti avevano due caratteristiche: una forte presenza su internet e la proprietà dell’immobile in cui erano situati. Chi non ha colto il cambiamento in atto non è riuscito a sopravvivere alla politica distributiva basata sulle vendite nei supermercati e online».

Il documentario, che si avvale della presenza di artisti rock molto legati al mondo dei record stores, come Paul Weller, Richard Hawley o Johnny Marr, chitarrista degli Smiths, porta il sottotitolo ascesa, caduta e rinascita dei negozi di dischi, e si conclude con un anelito di speranza per la sopravvivenza di questi luoghi, suffragato, in qualche modo, dalla ripresa del mercato del vinile.

Trasportando il tutto nella realtà di Genova è facile fare un paragone e concordare su molte delle analisi di Last shop standing. Così come individuarne ancora qualcuno e aiutarlo a tenere duro.

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