Viaggi Genova Mercoledì 9 settembre 2015

Jungfrau: «Più che in Svizzera sembra di essere a Bollywood»

Stazione di Briga. Un manifesto che pubblicizza la Svizzera e una famiglia di turisti indiani che aspetta il treno
Altre foto

MENTELOCALE VINTAGE

Questo mercoledì vi proponiamo un articolo sempre attuale che Laura Guglielmi ha scritto nel 2012, dopo un viaggio in Svizzera sul Top of Europe, dove ha trovato tutt'altro panorama da quel che si aspettava.

L'articolo si chiude con il desiderio di poter vedere l'India, sogno che poi Laura ha realizzato l'anno seguente scoprendo un paese di contrasti.

Se anche tu vuoi dire la tua sulla Jungfrau, sui Brics, sull'India o su una società sempre più upside down scrivi a laura.guglielmi@mentelocale.it.

Il consueto Spunto del mercoledì di Laura Guglielmi torna il 16 settembre.

Genova - La Svizzera di Heidi non esiste più. Da anni volevo raggiungere la Top of Europe, con il trenino che si inerpica fin quasi sulla vetta dello Jungfrau. Spesso mi vedevo lassù in meditazione davanti al ghiacciaio dell'Aletsch, patrimonio dell'Unesco: lungo la bellezza di 22 km.

Mi stordiscono di gioia i silenzi e gli spazi aperti a perdita d'occhio. Ebbene, sono andata in Svizzera in vacanza per sei anni consecutivi nelle Alpi Bernesi, ad Adelboden, facendo trekking sullo Schilthorn – la vetta di James Bond - o ad Engstligenalp, oppure attraversando boschi e passi per approdare a Kandersteg, o prendendo la cremagliera che conduce fino in cima al Niesen, pedalando in bici intorno al lago di Thun, oppure visitando il museo Klee di Berna, progettato da Renzo Piano.

Ebbene, rimandavo quel viaggio sulla linea ferroviaria più alta d'Europa, sapendo che prima o poi avrei raggiunto quell'ambito paesaggio a quota 3475. Anno dopo anno lo pregustavo nei depliant, oppure sulle immagini di google. E mi fermavo sognante davanti ai disegni in rilievo che mostravano i percorsi del treno e le montagne che raggiungeva. Lo so, non è che sia chissà quale impresa, ma oggi che ogni cosa sembra sempre a portata di mano, è importante vivere emozioni anche per ciò che si può raggiungere con facilità e che un tempo era impraticabile e impossibile.

Ora sono proprio qui seduta su questo trenino storico, ma la Svizzera non è più quella di una volta, il silenzio è una chimera. Decine di famigliole di indiani, rumorosi ancor più degli italiani tutte intorno. Non me lo sarei mai aspettato. Questa prodigiosa funicolare sta arrancando affianco alla parete nord dello Eiger, tanti sono morti nel tentativo di scalarlo. Una coppia di giovani indiani schiamazza, apre il finestrino, vuole fotografare ogni cosa. Siamo giunti a metà del percorso, si cambia trenino. Sembra di essere in Tibet, sia per l'imponenza del panorama, sia per i tratti somatici dei miei simpatici compagni di viaggio. Mi ci sto abituando, mi affascina scoprire cose inconsuete. Senso di spaesamento, nonne indiane vestite in costumi tradizionali, adolescenti griffate che sembrano uscite da un college esclusivo, i genitori che tradiscono il recente passato di stenti.

Riprendiamo il viaggio, ora siamo proprio dentro la montagna, una galleria scavata a suon di morti, operai italiani hanno dato la vita per permettere ai turisti di arrivare qui un secolo esatto fa. Tenera è la notte di Fitzgerald è ambientato anche in questi luoghi. Quanti turisti nordamericani sono arrivati qui nel Novecento, oggi non ce n'è neanche uno a pagarlo oro.

Ora ci siamo, in cima finalmente. Avvolti in una nuvola. Schiarite a tratti. Vorrei tanto godermi il silenzio, ma non è possibile. Anche Brigitte, la nostra guida è un po' sconcertata, mi dice: «Noi non abbiamo industrie in questa parte del Paese e dobbiamo vivere di turismo». Il ghiacciaio è lì ai nostri piedi in tutta la sua vastità. Curva a destra e poi sparisce. Vorrei camminare su questa panna montata. Percorrerlo tutto fino alla fine dell'universo. Sta arrivando un elicottero, scende una coppia di cinesi con il figlio, questi Brics sono un po' bricconi e un po' sboroni mi verrebbe da dire. E lo dico. Già il treno è caro, figuriamoci l'elicottero.

C'è anche il ristorante self-service Bollywood, che sforna meravigliosi tandoori chicken e che sfama più di 1000 persone al giorno. Amo la cucina indiana, è la mia preferita dopo quella italiana, ma quassù proprio non c'azzecca, sono altre le atmosfere che dovrebbero accompagnare il Tikka Masala o il riso al curry.

Pensare che amici italiani, anche benestanti, con tanto di chalet in Svizzera, mi hanno confidato che non sono mai stati quassù, perché il prezzo del biglietto del trenino è un po' caro. Invece ora frotte di asiatici, anche coreani, thailandesi, cinesi e giapponesi si avventurano in cima al ghiacciaio. Delusione? Direi di no, stupore è la parola giusta. Il mondo è sempre più upside down, sta cambiando velocemente. Ed è giusto sia così.

La mia avventura non è finita qui, tornata a casa ho fatto delle ricerche. È vero che i cittadini dei paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) stanno vivendo un boom economico, ma una presenza così massiccia di asiatici doveva aver una ragione profonda. L'ho trovata quella ragione.

Eccola qui: si deve proprio a Bollywood, l’industria cinematografica più grande del mondo. Raj Kapoor, il regista indiano, ha girato sulla cima dello Jungfrau nel 1964 una parte del film Sangam, che ha avuto un successo inaudito e mai visto prima. Alcune scene avrebbero dovuto svolgersi nel Kashmir, ma proprio in quel periodo sono scoppiati dei conflitti armati. Così Kapoor ha scelto il Paese di Heidi. La Svizzera ora è una meta prelibata per la nuova middle class indiana: il primo posto che visitano in Europa è proprio lo Jungfrau. Nessuno me lo aveva mai detto, e non lo avevo mai letto da nessuna parte. Ecco perché il mio immaginario mi proponeva sterminati silenzi una volta arrivata ai piedi del ghiacciaio dell'Aletsch. Invece che chiassose famigliole indiane. Non è così per tutti i luoghi che ho citato all'inizio di questo mio racconto, lì la Svizzera di Heidi esiste ancora.

Da molti anni ho un altro desiderio che a volte si fa più pungente, a volte meno, andare in India e starci un po'. Anche lo Jungfrau era un mio chiodo fisso, oggi ho fatto tutte e due le cose insieme. Però ora mi viene un pensiero: chissà se, quando riuscirò finalmente ad essere davanti al Taj Mahal, mi imbatterò in centinaia di Svizzeri. Silenziosi.

Potrebbe interessarti anche: , Assicurazione di viaggio: a cosa serve? Perchè affidarsi alle agenzie di viaggi? , Da Genova all'Oman con un museo in testa mentre il paese è sempre più meta turistica , Viaggi da sogno per gruppi ed associazioni: dove andare? 7 mete tra Italia ed estero , 5 viaggi imperdibili negli Stati Uniti, da New York alla California , Non è mai troppo tardi per le vacanze. Corsica: dove l'estate non finisce mai

Fotogallery

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

Lontano da qui Di Sara Colangelo Drammatico 2018 Lisa Spinelli è una maestra d'asilo con la passione per la poesia, tanto che i suoi figli ormai quasi adulti la trovano trasformata dalle lezioni che sta seguendo e il marito sente di essere un po' trascurato. Lisa non è di per sé... Guarda la scheda del film