Libri Genova Lunedì 10 settembre 2012

Topolino e Dylan Dog? Nascono a Genova. Lo racconta Sergio Badino

Sabato 15 settembre, alle ore 10, in corso Solferino 8/3 inaugura con un Open day StudioStorie, la scuola di sceneggiatura, scrittura e storytelling di Sergio Badino. L'ingresso è libero.

Lunedì 24 settembre, alle ore 18, la Feltrinelli di Genova (via Ceccardi) ospita la presentazione di Professione sceneggiatore, ultimo libro di Sergio Badino. Modera Umberto Basevi.

Genova - In un angolo dello studio una lampada da tavolo illumina la macchina da scrivere Remington, vezzo art-déco irrinunciabile per ogni amante della scrittura. Di fianco, un MacBook di ultima generazione, appunti e libri sparsi dappertutto. È la tana dello sceneggiatore Sergio Badino, penna che sta dietro ad alcuni dei fumetti a più alta tiratura del nostro paese, da quelli di casa Bonelli alle corazzate della Disney, da Martin Mystère a Dylan Dog, passando per gli speciali di Paperinik, i cartoni animati per la Rai e l'album di Topolino per festeggiare l'epopea dei ghiacci con la mostra Race di Palazzo Ducale.

Una carriera già solida per un ragazzo che di anni ne ha 33, dal 2001 lavora per la Disney e dopo un inizio come disegnatore è passato dall'altra parte della barricata. La sceneggiatura.
«Ho iniziato con il fumetto, che ancora oggi occupa gran parte della mia vita - spiega Sergio mentre mi fa strada nel suo studio - Poi mi sono appassionato a quello che c'è dietro: la nascita dell'idea, il soggetto, la sceneggiatura vera e propria».

Insomma, la storia. «Che si tratti di fumetto, di film o di romanzo, alla base di tutto c'è una matrice comune: lo scheletro della storia» Conferma Sergio, che all'argomento ha dedicato un bel libro, Professione sceneggiatore (Tunuè, 2012, 138 pp.,14,90 Eu), uscito per la prima volta nel 2007 con un'intensa prefazione di Sergio Bonelli e oggi completamente rivisto nell'impostazione e arricchito da un nuovo contributo di Maurizio Nichetti. È il primo volume di una nuova collana dedicata alla scrittura di storie.

Dopo aver tenuto corsi di scrittura all'Università e all'Accademia Ligustica, ora l'esperienza maturata sul campo Sergio inizierà a insegnarla con StudioStorie, la scuola di storytelling, sceneggiatura, scrittura che inaugurerà sabato 15 settembre, alle ore 10, in corso Solferino 8/3. In un grande salone di un bel palazzo di Castelletto che fa un po' da contraltare alla sua tana: da un lato la macchina da scrivere d'antan, dall'altro file di sedie, una grande lavagna e un enorme lampadario a forma di lampadina che sembra uscito da un fumetto. «È significativo, no?» Chiosa Badino, che ci tiene a puntualizzare alcuni concetti del suo nuovo progetto.

«È una scuola di storytelling, non una scuola di fumetto - precisa lo sceneggiatore - Lo scopo è far capire a chi si iscrive che alla base di tutto c'è lo scheletro della storia, quello che è il vero e proprio principio. Lo si può declinare attraverso la tecnica, dalla sceneggiatura al romanzo, ma resta sempre lo stesso. È sbagliato un approccio settoriale alla scrittura».

In un periodo in cui le scuole di scrittura sbocciano un po' dappertutto, sia in rete sia nelle corti di scrittori più o meno noti, qual è il bisogno di una nuova scuola che insegni a mettere in ordine gli spunti narrativi che ognuno ha riposto più o meno segretamente in un cassetto?
«Il proliferare delle iniziative è sicuramente legato a un bisogno comune di scrivere - spiega Badino - Ma la prima cosa da capire è chi saranno i docenti del corso. Purtroppo esiste una tendenza all'improvvisazione. Del resto il mercato editoriale è davvero tentacolare e oggi è difficile trovare proposte di valore. E anche internet non aiuta per niente: ci sono siti in cui con poca spesa chiunque può veder pubblicato il proprio manoscritto, senza alcun filtro qualitativo. Basta pagare. Nel mio corso invece insegno agli aspiranti autori come capire la differenza tra un editore serio e uno a pagamento».

Tra i nodi affrontati da StudioStorie vi è infatti anche quello della collocazione sul mercato del manoscritto o della sceneggiatura. Perché se è importante inventarsi una spunto narrativo vincente, lo è ancora di più riuscire a farlo emergere in mezzo alle tonnellate di carta che arrivano ogni giorno sulle scrivanie delle case editrici.
«Per questo è importante mandare ad agenti letterari ed editori la sinossi completa, mettendo in evidenza i quattro o cinque snodi fondamentali - spiega Sergio - Bisogna avere ben chiara la struttura della storia prima di presentarla in giro».

Ma in tutto questo studio scientifico la storia non rischia di appiattirsi su modelli già visti? Qualche tempo fa ad esempio Lansdale mi aveva raccontato che se sapesse già il finale prima di iniziare a scrivere si annoierebbe a morte.
«Lansdale ha una padronanza del mezzo assoluta: gli snodi della trama ce li ha in testa ancora prima di scriverli - ride Sergio - Anche Giancarlo Berardi, l'autore di Julia, lavora così. Ma sono eccezioni straordinarie. E poi hanno una firma che permette loro di saltare molti passaggi. All'inizio nessuno può permettersi di lavorare così».

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