Cultura Genova Martedì 29 maggio 2012

'Cinea, Il Filo di Gaia 2012': il programma della manifestazione alla cinema Sivori

Genova - Da martedì 5 a venerdì 8 giugno torna Cinea - Il Filo di Gaia, rassegna dedicata al cinema ambientale che ospiterà in anteprima per Genova e la Liguria un’ampia selezione dei film presentati al Festival Cinemambiente di Torino. Le proiezioni avranno luogo contemporaneamente presso i cinema Sivori di Genova, Il Nuovo della Spezia, Centrale di Imperia e NuovoFilmStudio di Savona. Ecco il programma completo di Cinea: Martedì 5 giugno Ore 20.30 La soif du monde (Francia, 2012 - 90’ Regia: Yann Arthus-Bertrand, Thierry Piantanida, Baptiste Rouget-Luchaire. Produzione: Hope Production, Calt Peoduction) Il 22 marzo si è celebrata, come ogni anno, la giornata mondiale dell’acqua. Una ricorrenza più che necessaria considerato che, ancora oggi, due miliardi e mezzo di persone non possono usufruire di servizi igienici, mentre in Europa o in Usa sono decine i litri utilizzati quotidianamente da ogni persona, senza contare quelli necessari all’agricoltura o per l’allevamento. Yann Arthus-Bertrand ci guida così alla scoperta dell’elemento naturale da cui tutto è nato, sempre più minacciato dai cambiamenti climatici, in un viaggio attraverso venti paesi che dal Nord del Kenya ci porta fino alla Cambogia, passando per gli Stati Uniti e la Valle d’Aosta. Yann Arthus-Bertrand ha girato documentari come La Terre vue du ciel, Home e La Soif du monde. Thierry Piantanida ha diretto film come 10,000 miles dans les glaces, La Planète blanche e Le Diamant bleu. Baptiste Rouget-Luchaire ha realizzato diversi documentari, oltre al progetto audiovisivo 6 billion Others. Mercoledì 6 giugno Ore 18.30 Silent Snow (Paesi Bassi, 2011 - 71’ Regia: Jan van den Berg. Produzione: drsFILM) Una minaccia silenziosa incombe sulle immense pianure artiche della Groenlandia e sulle comunità Inuit che le abitano: l’inquinamento atmosferico causato dall’accumulo di residui di sostanze chimiche utilizzate in tutto il mondo. Jan van den Berg ci guida così in una spedizione di Inuit tra i ghiacci della loro terra e nel viaggio di una giovane donna anch’essa Inuit, Pipauk Knudsen-Ostermann, in alcune zone responsabili delle emissioni nocive (come l’India, l’Uganda e il Costa Rica), alla ricerca dei segnali e delle cause di un pericolo invisibile ma non meno insidioso, illustrandone la gravità per la Groenlandia e per l’intero pianeta. Jan van den Berg, laureato in antropologia culturale, comincia a dirigere documentari nei primi anni Settanta, prima di fondare la drsFILM. Tutti i suoi film, tra cui Taming the Floods (2001) e Gallow Creek (2009), ruotano attorno al tema del rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Ore 20.30 Casus Belli (Grecia, Francia, 2010 - 11’ Regia: Yorgos Zois) Un carrello della spesa ricolmo viene accompagnato tra le corsie di un supermercato da una donna che continua a riempirlo mentre viene seguito lateralmente dalla macchina da presa, prima che la scena muti improvvisamente senza soluzione di continuità. Si passa poi in diversi ambienti (lo spazio antistante un locale notturno, una galleria d’arte o una sala corse), creando un vero e proprio flusso di immagini in movimento, per tornare infine alla situazione iniziale. Ore 20.45 Surviving Progress (Canada, 2011 - 86’ Regia: Mathieu Roy, Harold Crooks Produzione: Big Picture Media Corporation, Cinémaginaire Inc., National Film Board of Canada) Dall’uomo di Neanderthal ai Maya, passando per i Sumeri e l’Impero Romano, la storia è contraddistinta da veri e propri crolli che hanno causato la distruzione di intere civiltà. E spesso il motivo principale è un rapido progresso tecnologico, in grado di sopperire nell’immediato ai bisogni primari, ma anche di compromettere ogni prospettiva futura: uno scenario in cui rientra perfettamente il mondo con-temporaneo. Grazie alle testimonianze di personalità come Stephen Hawking o Ronald Wright (dal cui volume A Short History of Progress il film è ispirato), scopriamo così quanto siamo vicini a un nuovo col-lasso, forse definitivo, e quali possono essere le possibili alternative. Mathieu Roy ha diretto diversi documentari come François Girard en trois actes (2005), Mort à Venise - Un voyage musical avec Louis Lortie (2009) e Surviving Progress (2011). Harold Crooks ha scritto e prodotto numerosi documentari, prima di esordire alla regia con Surviving Progress. Giovedì 7 giugno Ore 16.00 Le jardin des marveilles (Francia - 52’ Regia: Anush Hamzehian. Produzione: Point du Jour, France 3 Corse) Nel carcere della Giudecca, a Venezia, c’è un orto: l’orto delle meaviglie. Ogni giorno un gruppo di detenute lo cura e ne consuma i prodotti, trovando in un ortaggio o in un frutto un appiglio alla vita reale. Al di là dell’orto c’è la laguna, con i suoi odori salmastri e i suoi rumori inconfondibili, un cantiere navale dove qualcuno fischietta una vecchia canzone veneziana, un appartamento da cui arriva il profumo di un sugo al pomodoro... Le detenute ascoltano, conver- sano, pensano, sorridono. Soprattutto, riconoscono nei doni della terra piccoli regali che la prigione trasforma in momenti di autentica poesia. Anush Hamzehian, madre italiana e padre iraniano, ha lavorato come cameraman, giornalista, conduttore radiofonico e sceneggiatore, prima di esordire nella regia nel 2001 e realizzare, tra gli altri, due documentari su Mario Martone e Paolo Sorrentino. Vive e lavora a Parigi. Ore 17.15 Ortobello - Primo concorso di bellezza per orti (Italia, 2012 - 32’ Regia: Marco Landini, Gianluca Marcon. Produzione: Cristina Donno) Al centro sociale per anziani Casa del Gufo va in scena la prima edi-zione di «Ortobello», una gara di bellezza per orti. Tra i partecipanti, Peppino, ottantaquattro anni e vedovo da venti; Guido, camionista novantenne che fuma di nascosto dalla moglie; e Luciano, il favorito, che semina e raccoglie con un’organizzazione perfetta. Tra i racconti scambiati sulla panchina, l’irrigazione e il lavoro della terra, a emergere è il rapporto dell’uomo con la natura, l’inesorabile scorrere del tempo che appassisce il primo e fa maturare la seconda e l’esperienza di un gruppo di anziani trasformata nel racconto di una memoria collettiva, pubblica e universale. Marco Landini, operatore di ripresa freelance con la passione della fotografia, ha esordito con il documentario Dove osano le mucche (2010. Gianluca Marcon ha realizzato diversi corti e videoclip autoprodotti e diretto E noi ve lo diciamo (2011). Ore 18.00 I morti di Alos (Italia, 2011 - 31’ Regia: Daniele Atzeni. Produzione: Araj Film, Areavisuale) Alos è un paese della Sardegna cancellato da una catastrofe negli anni Sessanta. Attraverso i ricordi ritrovati dell’unico sopravvissuto, l’anziano Antonio Gairo, si ricostruisce la vita nel villaggio prima della tragedia e gli eventi che hanno portato alla sua fine. Tutto finto, in realtà. Ma anche tutto vero, poiché Alos rappresenta le tante comunità di pastori sardi sconvolte dall’arrivo dell’industrializzazione negli anni del Boom. E la sua storia sembra quasi un racconto gotico, un giallo con colpevole: è la modernità, come sostiene il regista, ad aver ucciso paesi come Alos e la secolare cultura agropastorale della regione. Daniele Atzeni si è diplomato alla Nuova università del cinema e della televisione di Roma e ha esordito nel 2002 con Racconti dal sottosuolo. Ha quindi realizzato La leggenda dei santi (2005) e Sole nero (2010), presentato alla quattordicesima edizione di CinemAmbiente. Ore 18.30 Piccola terra (Italia, Marocco 2012 - 54’ Regia: Michele Trentini Produzione: Università di Padova) Valstagna, Canale di Brenta, Vicenza. Su piccoli fazzoletti di terra un tempo coltivati a tabacco si gioca il destino in controtendenza di personaggi molto diversi tra loro, ma tutti impegnati nel dare nuova vita a un paesaggio terrazzato per lo più in stato di abbandono. Da chi rimane aggrappato con ostinazione e orgoglio all’antico podere di famiglia a chi decide di lasciare il posto di operaio presso una cava per ritrovare se stesso, fino a chi, venendo dal mondo urbano, deci- de di prendersi cura di campi e muri a secco grazie a un innovativo progetto di adozione e a chi, originario del Marocco, coltiva invece il sogno dell’integrazione per i propri figli. Michele Trentini si è laureato in sociologia presso l’Università di Dresda con una tesi sul comunitarismo ecologista nella Germania dell’Est ed è autore di diversi documentari come Furriadroxus, Cheyenne, trent’anni, Il canto scaltro e Carnival King of Europe. Ore 20.30 The Big Fix (Usa, 2011 - 88’ Regia: Josh Tickell, Rebecca Tickell Produzione: Green Planet Production) Il 22 aprile 2010, in seguito a un incidente alla piattaforma Deepwater Horizon della compagnia britannica BP, centinaia di migliaia di litri di petrolio hanno cominciato a riversarsi nelle acque del Golfo del Messico, causando uno dei più gravi disastri ambientali di tutti i tempi. Ripercorrendo la storia della società, e grazie alle interviste con scienziati, esperti e gli abitanti delle zone colpite dalla marea nera (una vasta area tra Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida), emergono quindi la fitta rete di corruzione e interessi che regola il sistema d’estrazione del petrolio e le gravi inadempienze nella gestione dell’emergenza. Josh Tickell e Rebecca Harrell Tickell sono una coppia di artisti e attivisti, da anni impegnati nella lotta all’inquinamento ambientale. Giornalista e designer il primo, attrice e musicista la seconda, hanno fondato insieme la casa di produzione Green Planet Production. Venerdì 8 giugno Ore 16.00 Tous Les Hommes s’appellent Robert (Francia, 2010 - 6’ Regia: Marc-Henri Boulier) Un uomo nudo, stanco, sporco e coperto di lividi, corre senza sosta in mezzo a un bosco. Qualcuno lo sta inseguendo, ma chi? E perché vuole sparargli? Da lontano arriva il grido d’aiuto di una donna: l’uomo si ferma, ascolta, si guarda intorno, prima di alzare lo sguardo verso le chiome degli alberi e il cielo azzurro. È ancora braccato, ma forse c’è una speranza, una via d’uscita. Chi sta urlando? E come fa a conoscere il suo nome? Ma è tempo di riprendere a scappare. Ore 16.10 Gypaetus Helveticus (Svizzera, 2011 - 7’ Regia: Marcel Barelli) Il gipeto, altrimenti noto come «avvoltoio degli agnelli», rimane, della sua specie, quello di maggiori dimensioni tra i nidificanti in Europa, oltre a essere quasi scomparso dalle Alpi. Un fenomeno legato alle false accuse di pericolosità, che per Marcel Barelli diventa lo spunto per un’altra storia: quella del rapporto tra la Svizzera e gli stranieri, quei pericolosi elementi destabilizzanti che non appartengono al paesaggio e turbano la tranquillità del paese. Ore 16.20 Michael Pollan’s Food Rules (Serbia, 2012 - 2’ Regia: Marija Jacimovic, Benoit Detalle) Semi, ortaggi, biscotti e popcorn, animati a passo uno su un piccolo tavolo da cucina che diventa un vero e proprio set casalingo, esprimono visivamente l’importanza di mangiare sano anche per la salute del nostro pianeta. Tratto da una relazione presentata dal giornalista Michael Pollan, paladino della giusta alimentazione e dell’educazione al cibo, durante un convegno organizzato dalla Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures and Commerce. Ore 16.25 Cafeteria Man (Usa, 2011 - 64’ Regia: Richard Chisolm. Produzione: Recipe for Change Films, Llc) Gli ottantatremila studenti di Baltimora sono i protagonisti di un esperimento unico negli Stati Uniti: una dieta scolastica ragionata e «verde», non fondata, cioè, su piatti già pronti, ma su cibi dalla provenienza certificata, prodotti locali e carne fresca. Merito del carismatico Tony Geraci, il cuoco di New Orleans a capo del servizio mensa per tutte le scuole della città, e della partecipazione al progetto di professori, genitori, agricoltori e cuochi. Il senso della loro azione è prima di tutto civile: riguarda la diffusione della cultura del cibo e offre ai membri più giovani di una comunità la possibilità di godere di un’alimentazione sana. Richard Chisolm, direttore della fotografia per film di finzione e documentari prodotti da reti come National Geographic, PBS, BBC, Discovery Channel e HBO (tra cui K Street di Steven Soderbergh), ha esordito nel 2010 con il documentario Confessions of a Reality Show Loser. Ore 18.30 Hungry Tide (Australia, 2012 - 88’ Regia: Tom Zubrycki. Produzione: Jotz Productions) Le Kiribati sono una stato insulare dell’Oceania che comprende trentatré atolli suddivisi in tre arcipelaghi e una popolazione di poco più di centomila abitanti. Secondo alcune previsioni scientifiche, e grazie ai pochi metri sul livello del mare che caratterizzano il suo territorio, potrebbe trattarsi della prima nazione a scomparire a causa dell’innalzamento del livello marino causato dai cambiamenti climatici. L’unica soluzione sembra essere una vera e propria emigrazione di massa. Accompagniamo così Maria Tiimon, una donna gilbertese che ora vive a Sydney, nel suo viaggio di ritorno a casa, nato con l’obiettivo di far conoscere al mondo il destino del suo popolo. Tom Zubrycki studia da trent’anni i cambiamenti sociali e politici avvenuti in Australia e ha realizzato diversi documentari, tra cui Kemira - Diary of a Strike (1984), Bilal (1995), The Diplomat (2000), Molly & Mobarak (2003), Temple of Dreams (2007) e The Hungry Tide (2012). Ore 20.30 Chasing Ice Usa, 2012 - 75’ Regia: Jeff Orlowski. Produzione: Exposure) Primavera 2007. Il fotografo del «National Geographic» James Balog, scettico sui foschi scenari legati al cambiamento climatico descritti da tanti scienziati, decide di partire alla volta del Polo Nord alla ricerca di immagini che mostrino in modo lampante i danni provocati dal riscaldamento globale. Il risultato sarà un reportage tra i più letti nella storia della rivista, ma anche l’avvio dell’Extreme Ice Survey, il più importante progetto fotografico incentrato sui ghiacciai mai concepito, in grado inoltre di registrare i mutamenti annuali non solo dell’ambiente artico, ma di tutto il pianeta. La canzone Before My Time è cantata da Scarlett Johansson. Jeff Orlowski si è laureato alla Stanford University e ha realizzato alcuni cortometraggi come Geocaching - From the Web to the Woods (2006) e The Strange Case of Salman abd al Haqq (2007), prima di fondare la casa di produzione Exposure nel 2009. Chasing Ice è il suo primo lungometraggio.

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