Un professore pone inquietanti domande - Genova

Attualità Genova Lunedì 30 luglio 2001

Un professore pone inquietanti domande

Genova - In seguito al G8 e ai nefasti eventi ad esso collegati, abbiamo continuato a ricevere testimonianze e punti di vista di ogni genere.
Non necessariamente condividiamo le opinioni espresse ma, così come succede nel nostro Forum, abbiamo scelto di lasciare uno spazio a chiunque voglia esternare le sue riflessioni.
Chi vuol dire la sua, comunque la pensi, .
Riceviamo e pubblichiamo uno scritto di Tommaso Tozzi , docente di Teoria dei Mass Media, (Accademia di Belle Arti di Carrara) e di Teoria e Metodo di Sceneggiatura Multimediale, Master in Multimedialità, (RAI e Universita' di Firenze)

L'ITALIA VERSO UNA DITTATURA?
di Tommaso Tozzi

Se, dopo aver letto queste nostre riflessioni, arrivate anche voi a rispondere affermativamente a questa inquietante domanda allora il secondo quesito che dovete porre alla vostra coscienza è cosa fare per cambiare lo stato di cose presenti.
Poniamo questi interrogativi dopo i fatti di Genova ed in particolare dopo l'annientamento della centrale di comunicazione del Genoa Social Forum. Dopo tre giorni di massacri in piazza e un morto, il giovane manifestante Carlo Giuliani, dove - ed è un insegnamento da recepire per il futuro - le forze dell'ordine si sono rapportate con le centinaia di migliaia manifestanti pacifici “solo” su un piano militare (il black block è stato solo il pretesto per fare ciò), dopo centinaia di feriti fra cui tanti gravi, arriva nella nottata di sabato la notizia dell'assalto illegale ad un centro di informazione indipendente su cui tutti dobbiamo riflettere e che ci ha spinto a porre questi interrogativi.
Le modalità infatti con cui si sono svolte le iniziative repressive della manifestazione - dalla morte di Giuliani, alle squadre di supposti infiltrati vestiti in stile "manifestante" che si mescolavano con gli altri in piazza per provocare - e soprattutto le modalità con cui si è svolto questo ultimo gravissimo episodio dell'incursione nel Genoa Social Forum, ci portano alla naturale conclusione di affermare che l'Italia sta evolvendo verso una forma antidemocratica. Prima che sia troppo tardi bisogna porre in atto una denuncia e una reazione politica di livello internazionale per cercare di uscire da questo nuovo clima di dittatura.
Anche i media ufficiali stanno veicolando le immagini di quanto successo, comunque invitiamo a prendere in considerazione le seguenti fonti d'informazione indipendente per avere riscontro su quanto stiamo per comunicare:

www.italy.indymedia.org
www.radiogap.net
www.ecn.org/g8
www.tmcrew.org
www.carta.org
www.genoa-g8.org
www.decoder.it

Un esperimento di autogestione dell'informazione -che copriva non solo la Rete (dove affluivano con tempestività audio, video, immagini che avrebbero poi fatto il giro dei mainstream media mondiali) ma anche nel reale (dove questa controinformazione veniva diffusa nelle radio di movimento e nelle piazze di città italiane) – è stato stroncato nel sangue trasformando una sperimentazione di comunicazione in problema di ordine pubblico.
Radiogap ha smesso da Genova di funzionare dopo l'irruzione brutale della polizia mentre le ultime parole in diretta da Genova urlavano "è come il Cile, è come il Cile... calma... seduti e mani alzate... resistenza passiva...". Poi da Genova il silenzio. Un silenzio che è un pugno nello stomaco.
Arriviamo dunque sinteticamente a denunciare quanto è successo stanotte - 22 luglio 2001 - nella sede operativa del movimento pacifico di protesta Genoa Social Forum, sede anche delle attività di produzione di informazioni indipendenti relative alle contromanifestazioni antig8, con il solo evidente scopo di fermare l'operazione di denuncia da parte dei media indipendenti nei confronti della repressione di movimenti pacifici raggiunto in questi giorni:
- ferite e arrestate tutte le persone presenti dentro il centro
- allontanati anche violentemente i parlamentari e gli avvocati dalla scena del massacro
- posti in essere perquisizioni e sequestri di strumenti e materiale informativo e danneggiamenti di attrezzatura in maniera (inutile dirlo) illegale e illegittima.

Tutto ciò non solo è grave, incostituzionale, illegale, illegittimo, inammissibile e quant'altro. Ma è anche il segnale che l'Italia è oramai incapace di garantire le libertà democratiche e costituzionali ai propri cittadini ed è per questo che invitiamo i giornalisti e le forze politiche soprattutto NON italiane (quelle italiane non si sa per quanto ancora avranno agibilità politica) a denunciare ogni forma di violenza contro il diritto a fare controinformazione.

Gruppo di lavoro sulla comunicazione no-profit sTRANONETWORk www.strano.net




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