Chieste le dimissioni del Sindaco - Genova

Attualità Genova Martedì 24 luglio 2001

Chieste le dimissioni del Sindaco

Genova - ore 18.30

Alle 14 di fronte al Comune, un folto capannello di persone.

Entrando nella tribuna dedicata ai cittadini, le poltrone sono già quasi tutte occupate e molti sono quelli che stanno ancora salendo. Numerosi resteranno fuori ma, a giudicare dalle prove audio dei microfoni lungo via Garibaldi, anche chi non è potuto entrare potrà partecipare.
Quando mi siedo, qualcuno mi avverte che ci sarà un certo ritardo del Consiglio, alle 14 era infatti convocata una riunione dei capigruppo insieme ad una delegazione del Genoa Social Forum, a cui partecipava anche il sindaco.
Prima ancora che ci sia stato un inizio ufficiale, scompiglio e insulti volano in aula: uno scambio tra Franco Marenco e i cittadini, che testimonia un clima di alta tensione e nervosismo tra le parti.

La presidente, Raffaella della Bianca prende la parola alle 15. Dopo i rituali saluti, l’appello (40 i presenti), e l’avviso delle prossime convocazioni consiliari (venerdì 27, lunedì 30 e martedì 31), afferma la sua solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine e contestualmente chiede un minuto di silenzio per Carlo Giuliani, ucciso venerdì pomeriggio durante gli scontri a Genova. Gianni Bernabò Brea, di Alleanza Nazionale, afferma che non ha intenzione di partecipare e tra il tumulto se ne va.

A prendere per primo la parola, su invito della Presidente, è il Sindaco Pericu.
Il primo cittadino annuncia che, contrariamente alle sue abitudini, il suo discorso sarà intenzionalmente lungo. Apre leggendo le parole di Giuliano Giuliani, padre di Carlo, e ne sottolinea la forza e la dignità, e l’appello, alla non violenza e alla civiltà. Poi si inoltra in un riepilogo delle fasi preparatorie e dei punti salienti del G8. Pericu sostiene che Genova era pronta ad accogliere un evento della portata del summit e che con onore la città – e con ammirevole spirito di sopportazione i cittadini - ha lavorato per garantirne l’accoglienza e il corretto svolgimento. Chiaro anche l’esplicito e antico convincimento legato alla volontà di permettere al contempo lo svolgimento dell’anti-G8.
Porta ad esempio Euroflora e la celebrazione del corpo degli Alpini, come eventi di massa che la città ha promosso e superato senza alcuna difficoltà, mostrando capacità organizzative e di gestione. Parole di encomio per AMIU, AMT e ASTER per il lavoro svolto e per il pronto ripristino delle condizioni di normalità della città. “Io sono grato alla mia città per quello che ha sopportato. E sollecito una immediata ricostruzione”, dice, e aggiunge “Resta la ferita più profonda, quella per la morte di Giuliani e per le immagini di violenza viste in città. Queste sono lacerazioni che necessitano di un tempo più lungo per essere rimarginate.” Propone che le “istanze a volte rozze e primitive del Gsf” siano tradotte in proposte politiche. Termina il suo discorso e si accende l’entusiasmo, dentro e fuori dall’aula. Un lungo applauso di consenso per le parole espresse, ma anche nei confronti dell’uomo politico, oggi messo in discussione dal centro-destra che ne chiede le dimissioni. Molti i colleghi che si alzano per stringergli la mano.

Seguono gli interventi di Marenco (Alleanza Nazionale), Dall’Orto (Gruppo Verde), Caminetti (CCD), Evangelisti (Lista Sansa), Bernabò Brea (AN), Guerello (Margherita), Castellaneta (Genova Nuova), Cassissa (DS), Lorenzo Bevegni (Casa delle Libertà).

Dal centro-destra la richiesta è unica e unanime: dimissioni del Sindaco e della sua giunta, responsabili di inefficienze di vario genere, durante i giorni del vertice. Piena solidarietà e rispetto per il difficile lavoro svolto dalle forze dell’ordine. Dolore per la morte del giovane Giuliani e commozione per il discorso del padre, ma dichiarazioni esplicite di solidarietà rispetto al gesto di autodifesa del giovane carabiniere.
Unico a dissociarsi dal centro-destra, in merito alla richiesta di dimissioni del Sindaco, Lorenzo Bevegni (Casa delle Libertà), che chiede comunque una riflessione sulla sparizione, definita “saggio di alta magia”, degli extracomunitari dalla città, e auspica lezioni da assimilare rispetto alle prove di violenza a cui si è assistito.
Gli interventi sono spesso lunghi e più volte il pubblico chiama “tempo”, come a invocare la sacra dote della concisione. Tra i più discussi: quello di Marenco e quello di Bernabò Brea. Più ordinate e composte le dimostrazioni di sostegno o disaccordo negli altri casi.

Una persona è allontanata dalla tribuna dei cittadini per le ripetute e appassionate manifestazioni di dissenso. Giudicata scarsa, da Cassissa, la capacità di contenere espressioni poco adatte - molte e ripetute - per la sede di discussione, della Presidente (in particolare porta ad esempio l’affermazione di Marenco: “Pagherete, pagherete”).

Quando esco gli interventi continuano, ma sulla via Garibaldi gli altoparlanti non trasmettono più niente. La gente passeggia ignara.

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