Viaggi Genova Venerdì 1 giugno 2012

Svizzera: Jungfrau, la ferrovia più alta d'Europa. Il centenario

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Jungfrau Pass (6 giorni)
L'abbonamento generale personale Jungfraubahnen Pass è valido per 6 giorni consecutivi, e dà il diritto di effettuare corse illimitate sulla rete ferroviaria sopra evidenziata (Eigerletscher - Jungfarujoch: 50% di riduzione). Il Jungfraubahnene Pass è ottenibile dal primo maggio al 21 ottobre presso il proprio albergo, campeggio, agenzia di viaggi, ufficio del tursimo, oppure presso qualsiasi stazione della Jungfraubahnen.
Speciale centenario
L'abbonamento generale personale Centenary Pass valido per 3 giorni consecutivi, consente di effettuare corse illimitate su tutta la rete ferroviaria della Jungfraubahnen e un'escursione sullo Jungrfraujoch. (Prezzi: 70 franchi svizzeri bambini 6-15 anni, possessori di Swiss Pass 170 franchi svizzeri, normale 225 franchi svizzeri).

Genova - Immaginate le montagne, con cime innevate e ghiacciai perenni che si perdono nelle nuvole, tra pareti di roccia e pendii verdi, dove in mezzo ai fiori di ogni colore pascolano beate mucche, pecore e capre. Pensate a cascate, boschi, sentieri e valli, costellate da malghe e casette di legno sparse per i prati. Tutto questo è la Svizzera e in particolare la regione della Jungfrau, un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura e non solo.

Laura Guglielmi, la mia capa, ed io ci siamo appena state per raccontarvi il mondo alpino: dal viaggio in treno per raggiungere la distesa dei ghiacci a più di tremila metri di altezza, alle escursioni nelle vallate, tra cremagliere, funivie e cabinovie da vertigini. E poi divertimenti di ogni genere, come il bob estivo o il First Flyer, un'attrazione che permette 'quasi' di volare. Ma andiamo con ordine: in questa prima puntata parleremo di una delle specialità della Svizzera, non il cioccolato, né gli orologi o le banche, ma i treni.

Il treno è il modo migliore e il più suggestivo per viaggiare attraverso la Svizzera e particolarmente nella regione della Jungfrau, nell'Oberland Bernese, perché a differenza della macchina, offre la possibilità di immergersi completamente nella natura dei luoghi che si visitano, sapendo di esserne partecipi e di non contaminarli. Inoltre vagoni e scompartimenti fanno venire in contatto con persone e culture nuove e diverse. Ecco che si sale attraverso un pascolo, dove le mucche riposano beate, ora si passa in mezzo a due casette di legno, che sembrano ferme e immutabili nel tempo, mentre sul sedile accanto a te c’è una famiglia svizzera che torna a casa con la spesa o con zappe, pale e attrezzi per sistemare il proprio orto.

La base di partenza per un viaggio in treno alla volta della Jungfrau è Interlaken, una cittadina situata in una posizione particolarissima, all’incrocio tra il lago di Brienz e quello di Thun. Da qui si prosegue sui binari che portano al villaggio di Grindelwald o a quello di Lauterbrunnen, rispettivamente i paesi principali delle due vallate, che si estendono ai piedi di una serie di imponenti montagne: l’Eiger, il Mönch e la Jungfrau. Tutte sopra i 3000 metri.

Sia da Grindelwald, che da Lauterbrunnen partono diversi piccoli treni a cremagliera, che con la tipica ruota dentata centrale e i binari a scartamento metrico, superano ogni pendenza per arrivare (con una massima velocità di 28 chilometri orari) a paesini ed alpeggi e fino a Kleine Sheidegg. Situato su un pianoro a duemila metri di quota, questo villaggio è il punto base per salire sul treno che porta alla Jungfraujoch, la stazione più alta d'Europa a 3454 metri, la vera particolarità della regione.

La ferrovia della Jungfrau è una mirabolante impresa ingegneristica, una cremagliera che attraversa, con 7 chilometri di galleria scavata nella roccia, l’Eiger e il Mönch per sbucare su un plateau poco sotto la vetta della Jungfrau. Qui, da quasi 4000 metri di altezza si può osservare il mondo dei ghiacciai perenni dell’Aletsch, patrimonio dell'Unesco.

L'opera, ideata per fini turistici alla fine dell’Ottocento dall’industriale svizzero Adolf Guyer-Zeller, è stata inaugurata nel 1912, dopo 16 anni di scavi con mine e picconi, un lavoro realizzato principalmente da operai italiani, tra freddo pungente ed esplosioni continue. Ben trenta di loro sono morti per le tante difficoltà incontrate nell’impresa, che tuttavia è unica nel suo genere.

Proprio quest’anno la ferrovia compie il suo primo centenario e nella regione sono previste alcune agevolazioni per i turisti: un’ottima occasione per visitare la Jungfrau, che, data la complessità dell’opera e del suo mantenimento non ha dei prezzi proprio alla portata di tutti (circa 100 euro). L'esperienza però merita la spesa, perché è indubbiamente indimenticabile. Sono migliaia, infatti, i turisti che arrivano qui da ogni parte del mondo, per provare l’ebbrezza di sentirsi a metà strada tra cielo e terra, mentre, dopo essere sbucati fuori dal buio della galleria, si resta abbagliati dalla luce del sole riflessa dalle nevi che coprono il ghiacciaio. E non importa se il fiato è corto e il cuore batte più rapidamente, perché qui si sente la potenza della natura e ci si sente piccoli piccoli e forse anche un po' inutili di fronte a tanta grandezza. E quando si sale sul prossimo treno che piano piano ti riporta alla valle si è finalmente appagati e soddisfatti.

Viaggiando sui trenini che si mimetizzano nel paesaggio alpino non si può non pensare a quanto siano stati pionieri gli svizzeri nel realizzare un servizio pubblico impeccabile e capace di mantenere intatte le tradizioni dei luoghi, senza però rinunciare alla modernità. È bello vedere che le valli non si spopolano e che anzi non sono pochi i giovani che scelgono di vivere in montagna, senza sentire l'esigenza di possedere la macchina. Perché come dicono loro: «A cosa ci serve? Qui i treni funzionano benissimo».

Difficile, infatti, incontrare un ritardo o un cambio improvviso di binario che ti scombina i progetti. Tutto funziona perfettamente. Quasi sempre. Chiaro che a noi doveva succedere qualcosa. Nonostante la rinomata precisione svizzera, a noi è capitato un bel disguido con il treno da Briga a Domodossola a causa di un problema nel tunnel del Sempione. Anche se il treno non è partito, nel giro di cinque minuti le ferrovie svizzere hanno organizzato una serie di pullman che, tornante dopo tornante, hanno attraversato il valico e ci hanno portato a Domodossola. E alla fine non è stato poi così terribile attraversare uno dei passi più belli che dividono il nostro Paese dall'Europa Centrale.

Tutti a dire, ecco si arriva in Italia e le cose non funzionano. Arrivate a Milano scopriamo che il problema tecnico era nella parte svizzera della galleria. E che è già successo altre volte. Arriviamo a Genova con tre ore di ritardo. Stanche ma contente. La Svizzera non è più quella di una volta, sono umani anche loro.

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