Attualità Genova Sabato 19 maggio 2012

Genova in festa per i 20 anni di Porto Antico e Palazzo Ducale

© Tiziano Caviglia (Rhadamanth) / flickr.com
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Sospesi i fuochi d'artificio per le vittime di Brindisi, ma - per fortuna - non le manifestazioni culturali. La mafia si combatte con la cultura.

"Per la prima volta in Italia è stata colpita la scuola. L’orrore per l’attentato, per la morte di una giovane studentessa e per i feriti ha trovato già oggi pomeriggio una ferma risposta della società civile genovese - spiegano i responsabili della Fondazione per la Cultura - Quanto accaduto in tutti i suoi risvolti più oscuri e tragici, porta però a modificare profondamente il carattere del programma di domani".

Porto Antico e Palazzo Ducale in accordo con il Comune di Genova sospendono in segno di rispetto e di lutto i percorsi musicali in città e lo spettacolo serale dei fuochi d’artificio.
Rimane invece il programma rivolto ai bambini, ai giovani, le letture teatrali con la convinzione che la cultura, la partecipazione di cittadini siano uno degli antidoti più forti alla violenza e alla diffusione della paura. E anche per questo nel corso del programma verranno inseriti tanti momenti di riflessione civile".
Alle 18.00, nell’Atrio di Palazzo Ducale, prima dello spettacolo “Valzer”, si terrà a cura dell’ARCI la lettura di testi per ricordare i vent’anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Il logo della Carovana antimafia, nato a seguito delle due stragi, sarà visibile per tutta la giornata sullo schermo all’interno del Palazzo.

Per la giornata di domenica le previsioni non sono buone, ma la festa si volge lo stesso: guarda il programma in caso di pioggia al Porto Antico

Fuochi d'artificio annullati.

Genova - Palazzo Ducale compie vent'anni. Il Porto Antico pure. Da venerdì 18 a domenica 20 maggio, Genova è in festa per celebrare il prestigioso anniversario di due simboli della città tra spettacoli, mostre, laboratori e un gran finale con i fuochi d'artificio in piazza Caricamento: qui il programma completo degli eventi.

Nei giorni scorsi, abbiamo pubblicato l'articolo di Alberto Leiss che racconta la trasformazione del Porto Antico da area portuale in disuso a zona turistica. Poi abbiamo chiesto un po' di impressioni sui vent'anni del Ducale a chi nel Palazzo lavora ogni giorno: la responsabile dell'ufficio stampa Camilla Talfani, dell'ex dipendente del Comune Teresa Sardanelli, di Roberto Gallo (ufficio tecnico) e Luca Cannas (collaboratore del Ducale), di Mariateresa Ruzza (ufficio mostre), Ornella Borghello (ufficio multimediali), Pierangelo Fontana (biglietteria) e Valentina Nebiolo (ufficio eventi).

Ma un momento: anche la redazione e gli uffici di mentelocale si trovano all'interno del Ducale. E allora, potevamo non chiederci cosa significa per noi lavorare qui, in pieno centro, tra mura che trasudano storia? Lo abbiamo fatto: ecco cosa ne è venuto fuori.

A Genova ho lavorato in due redazioni giornalistiche, a Piccapietra, sede del Secolo XIX, e al Ducale, al timone di mentelocale.it. Sarà la maestosità e la centralità del palazzo che mi ha fatto preferire il web alla carta stampata?
Certo non è solo questo, ma lavorare con le finestre affacciate su piazza De Ferrari, in un ammezzato che sa di factory californiana, è un gran privilegio. Sono ormai undici anni che, dirigendo mentelocale.it, quasi tutti i giorni varco quei portoni, e già questo mi fa sentire che sto facendo qualcosa di importante.
Mi affascina il contrasto tra la nostra redazione web tecnologica e contemporanea e quelle mura cinquecentesche che ci circondano. Sei al centro di Genova che più non si può - dalle finestre abbiamo fotografato undici anni di storia della città - eppure le mura così spesse ti isolano in una sorta di alone senza tempo.
E poi se mi affaccio dall'altra parte, con le finestre che danno nel cortile interno – posso spiare le tresche tra le persone – chi parla con chi senza sentire cosa si dicono però. Se provo a chiamare qualcuno da lassù, di sotto la voce si disperde. Come se fossi in cima ad una torre.

Lasciatemi fare un'annotazione un po' retorica, per riassumere il tutto. Lavorare nei nostri uffici è come essere sulla prua di una nave. L'ammezzato ha i soffitti bassi, è un po' angusto, rispetto a tanti altri spazi del Palazzo. Forse stiamo un po' stretti, siamo in tanti, però la postazione è unica, abbiamo il posto in prima fila. Siamo lì dietro a quelle piccole finestre, che tutti potete vedere se tirate su la testa quando passate da piazza De Ferrari. E da lì noi vediamo tutto quello che succede e lo mandiamo on line subito.

La ristrutturazione di Palazzo Ducale e la riconversione del Porto Antico hanno simbolicamente rappresentato la ripresa della città. Dal 1992 – data delle Colombiane – al 2004 – anno di Genova, capitale europea della cultura – si è innestato un processo virtuoso. In un'intervista, proprio del 2004, Marc Augé mi ha detto che Genova emerge nella mappa del pianeta perché architetti importanti l'hanno ridisegnata. Solo questo dovrebbe rabbonire i mugugnoni che purtroppo in questa città abbondano ancora.

Poi da quando c'è la Fondazione per la Cultura, un via vai di intellettuali che provengono da tutto il mondo hanno attraversato questo cortile qui sotto, neanche Milano ha uno spazio così. A volte non ci si rende conto dei privilegi che si hanno, eppure non c'è stato un giorno in questi 11 anni che non abbia sentito la bellezza di lavorare in un posto simile. Perché la bellezza fa bene.
Laura Guglielmi, direttora di mentelocale.it


Metà della strada percorsa da Palazzo Ducale l'abbiamo fatta insieme, e insieme siamo cresciuti nel rispetto e nella collaborazione.
Da quando nel lontano 2000 la storica accoppiata formata da Sergio Noce (allora city manager e amministratore delegato di Palazzo Ducale) e Arnaldo Bagnasco (presidente del Ducale) ci ha chiamato a Palazzo, è stata una continua corsa. Oggi in mezzo alla più spaventosa crisi economica dopo il 1929, con una mostra da 350.000 visitatori appena conclusa e un programma ricco di eventi e conferenze, Palazzo Ducale non cessa di essere luogo dove a Genova succedono le cose: possiamo dire che l'obiettivo è centrato. A chi in questi giorni si candida a dover governare Genova, chiedo di osservare molto bene il lavoro che è stato fatto al Ducale e di sperare, nella migliore delle ipotesi, di eguagliare nei prossimi 5 anni quanto è già stato compiuto. Smettendo di ripetere slogan disfattisti sulla mancanza di attrattività di Genova e provando a ricostruire, guardando indietro, cosa veramente era la Genova di vent'anni fa.
Paolo Musso e Eugenio Musso, proprietari di mentelocale Srl

Tra le volte dell'ammezzato del Ducale, nell'autunno del 2000 mentelocale.it è andato online come piazza virtuale. Fin dai primi incontri progettuali l'idea era di essere ricettivi rispetto a tutto quanto succedeva in città a partire dalle storie delle persone. Al centro di piazza De Ferrari e del centro storico, ci sembrava che forma, obiettivi e contenuto si sposassero idealmente con questo luogo. Mentre il Ducale si trasformava sempre di più da contenitore a casa della cultura ospitando eventi, festival, concerti, lunghe notti, mostre, performance, mentelocale.it raccoglieva e amplificava, tra locale e globale, le voci della cultura creando il suo spazio virtuale. Per questo, al di là della sua imponente ed elegante architettura e di tutto il suo ingombrante passato, per me il Ducale resta un luogo familiare del presente, fatto di persone (da Genova, dall'Italia e dal mondo), di abilità espressive a confronto e di storie; un luogo che è di per sé memoria, ma che si rigenera di continuo perché attraversato e attraversabile. E, mi auguro, sempre più aperto e generoso con i suoi tanti spazi, sempre più coraggioso e ambizioso nell'accogliere e promuovere il dialogo nella differenza, che è di per sé sinonimo di cultura
Laura Santini, redattrice di mentelocale.it


Avevo 24 anni e Palazzo Ducale lo avevo visto sempre e solo da fuori. Ogni tanto mi capitava di passare attraverso i cortili, ma non mi ero mai addentrata nei suoi meandri. Ero curiosa mentre salivo le scale che mi avrebbero portato al piano ammezzato, sede della redazione di mentelocale.it.
Ricordo di aver pensato che, chissà per quale motivo, quello mi sembrava già un luogo "familiare". Mentre aspettavo di fare il colloquio, ho sbirciato da una delle finestrelle della redazione, che si affacciano direttamente su piazza De Ferrari da una parte, e su Matteotti dall'altra. Ricordo di aver pensato che, oltre alle facce giovani e simpatiche che mi passavano accanto e mi sorridevano, fare uno stage lì sarebbe stato bello anche per questo: distoglievi lo sguardo dal computer e vedevi Genova.
Oggi di anni ne sono passati - quasi dieci - e i meandri del Ducale ormai li conosco piuttosto bene (anche se a volte mi capita ancora di perdermi). La mia postazione si trova proprio accanto a una di quelle finestrelle che si affacciano su piazza De Ferrari. Se passate potete vedermi lì, ogni tanto un po' distratta a guardare Genova che vive sotto i miei occhi.
Francesca Baroncelli, redattrice di mentelocale.it


Da Palazzo Ducale vedi Genova che vive. Vedi Genova che cambia lentamente. Ti passa tutto sotto gli occhi, respiri cultura. Se dalla redazione di mentelocale ti affacci alla finestra che dà su piazza De Ferrari, ogni giorno succede qualcosa di diverso: una grande manifestazione, un corteo, un concertino improvvisato da tre ragazzi con la chitarra, un gruppo di turisti che si fa fotografare davanti alla fontana (e ce ne sono ogni giorno di più). Se invece ti addentri nei cortili e nelle sale del Palazzo, se sali gli scaloni, se ti fermi a bere un caffè, ti puoi imbattere un giorno nello scrittore di best seller, un altro nel cantante sconosciuto di cui subito ti innamori, un altro ancora puoi visitare una mostra da brividi. Lavorare qui vuol dire tutto questo e tanto altro: vuol dire sentir battere il cuore di Genova.
Luca Giarola, redattore di mentelocale.it


Lavorare al Ducale vuol dire lavorare nel posto dove le cose succedono, immerso in un passaggio obbligato per chi in città la cultura la fa e per chi a Genova la viene a portare. Ma più delle delle mostre e dei cicli di conferenze, quello che amo è la quotidianità del Palazzo, la consapevolezza di lavorare in redazione avendo sopra la testa la storia della città - l'archivio storico - e fuori dalle finestre il presente, dalla fontana di De Ferrari alla sfilata dei grandi nomi nel salone del Maggior Consiglio.
Matteo Paoletti, redattore di mentelocale.it


È indubbiamente un privilegio lavorare a Palazzo Ducale, e non solo per la sua centralissima posizione che ti permette di essere in pochi minuti nel pieno del centro storico, al Porto Antico o nell’affollata via XX Settembre, ma soprattutto perché Palazzo Ducale è il luogo simbolo della cultura, dove l’arte e la storia si fondono con la modernità. Ogni giorno, quando si arriva al Ducale, si scopre qualcosa di nuovo tra mostre, incontri, eventi e iniziative adatte a un pubblico diverso: c’è la mattinata in cui centinaia di bambini e ragazzi in gita scolastica riempiono l’atrio e gli scaloni di piazza Matteotti con il loro desiderio di conoscere e la loro curiosità e c’è la serata in cui non è raro incontrare personaggi pubblici di fama internazionale, arrivati a Genova per raccontare il proprio mestiere o riflettere sulla società e la letteratura. E poi ci sono concerti, performance, reading poetici, momenti di unione e di divertimento.
Insomma se è vero che è un privilegio lavorare tutti i giorni a contatto con la cultura, è anche vero che per Genova è un privilegio avere uno spazio aperto come Palazzo Ducale, che in vent’anni, dalla data del suo restauro, è diventato il principale luogo d’incontro della vita cittadina, restituendo alla città un po’ della sua gloria passata.
Chiara Pieri, redattrice di mentelocale.it


Sarà stato metà ottobre, suppergiù, quando ho varcato la soglia di Palazzo Ducale con l'incredula consapevolezza che sarebbe diventata una consuetudine. Mentre mi incantavo a guardare dalla finestrella di fronte alla mia scrivania la fontana di Piazza De Ferrari con una gratitudine sconfinata nel cuore, tra me e me pensavo: «Vabbè, sarà un po' come un'infatuazione, poi passa». Siamo a maggio e lo dico ufficialmente: non è ancora passata. Vuoi vedere che mi sono innamorata?
Elena Benini, ufficio marketing


Anche voi avete un pensiero, un'impressione, un ricordo che vi lega a Palazzo Ducale? Scrivetecelo a redazione@mentelocale.it.

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